Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


venerdì, luglio 07, 2006

ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine la rinascita di isola delle femmine

ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA
RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine


Il Comitato Cittadino
Isola Pulita  ritiene necessario iniziare
la seguente esposizione con una considerazione di rilevanza fondamentale:

anteporre a qualsiasi ragionamento di carattere normativo,
tecnico ed economico il principio costituito della tutela della salute
dell’individuo che, come è ben noto, non conosce ragioni superiori all’interno
dell’ordinamento giuridico.

Con il presente parere, difatti, non si ha la pretesa di
scovare soltanto elementi negativi che giustificherebbe un giudizio di diniego
assoluto all’ampliamento  della
cementerai quanto, piuttosto, di non far dimenticare, a tutti gli organi
preposti alla realizzazione, gestione e controllo dell’opera auspicata, che tutte
le norme, che disciplinano le attività in gioco, sono subordinate ad una ratio
di natura indefettibile, e cioè :  la salvaguardia della salute sia del singolo
che dell’ambiente in cui egli svolge la sua esistenza.

Se ne ricava che la violazione delle norme che presiedono e
che regolano la possibilità di esercitare questo tipo di produzione
industriale, pregiudicherebbe interessi di carattere talmente primari che,
qualunque risarcimento futuro, non restituirebbe in alcun modo il mal tolto.

Premesso quanto sopra, ecco i punti che si intende
analizzare con lo spirito non dell’esperto in materia quanto del cittadino
preoccupato e desideroso che tutto sia conforme al giusto e per conseguenza alle
normative giuridiche legali.

  1. Riferimenti normativi posti a
    tutela della salute
  2. Aspetti relativi all’impatto
    ambientale e necessità di un progetto definitivo per una completa
    valutazione
  3. Connessione con le specifiche
    normative di urbanizzazione del Comune di Isola delle Femmine
  4. Considerazioni conclusive  

PUNTO 1

Chiaramente l’analisi riguarda le disposizioni strettamente
riferibili alle attività produttive nel cui ambito rientra la Italcementi S.pa.
In tale direzione occorre partire dal T.U.LL.SS. (Testo
unico delle leggi sanitarie) risalente al 1934, tutt’oggi in vigore ed al
Regolamento generale sanitario del 1901, dal cui combinato disposto dagli
articoli 216 e 101_105, richiamati e confermati dal D.M. della Sanità del 5
settembre 1994, è dato ricavare l’elenco ancora oggi vigente delle “industrie insalubri”.

Recita l’art 216 del T.U.LL.SS.:
“le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o
altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in latro modo pericolose alla salute degli abitanti
sono indicate in un elenco diviso in due
classi;
la prima comprende quelle che debbono essere
isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni;
la seconda quelle che esigono speciali cautele
per la incolumità del vicinato…”

In omaggio alle disposizioni normative sopra citate si
evidenzia che rientrano nella prima
classe (parte 1°, lettera B n 33) le industrie che producono cementi.

Si faccia bene attenzione: l’elenco di cui si discute, che classifica le industrie insalubri,
è tassativo e non è suscettibile di
ampliamenti o riduzioni ad opera di alcun soggetto giuridico, ad eccezione,
ovviamente, del medesimo organo ministeriale che lo ha stilato, in tal senso si
è espressa tutta la giurisprudenza, sia di legittimità (per tutte: 6216/1994)
sia amministrativa ( per tutte: TAR 1981/2999, 1987/1476).

E’ stato addirittura affermato IL PRINCIPIO PER CUI TALI
ELENCHI, NON SOLTANTO NON POSSONO ESSERE DISATTESI DAI COMUNI MA, anche, che le
PRESCRIZIONI contenute in seno ad essi devono trovare applicazione nei
confronti delle industrie già esistenti all’atto dell’emanazione del Decreto
Ministeriale.

Dall’anzidetto ne discende come logico ed obbligato
corollario:

“che la Italcementi, siccome industria che produce cemento, e quindi
vapori, gas ed altre esalazioni, deve
essere considerata
in virtù della normativa sopra richiamata, di tipo insalubre, con la giuridica
conseguenza che in nessun caso potrebbe e dovrebbe allocarsi nelle vicinanze di
centri abitati, data la notevole potenzialità della medesima a causare eventi
dannosi irreparabili per la salute degli abitanti;
disattendendo il suddetto ci si trova, e ciò lo si può affermare con molta
schiettezza, contro legge:
specificamente contro l’art 216 del
T.U.LL.SS., gli art 101 e seguenti del Regolamento sanitario e i Decreti
Ministeriali che nel tempo sono entrati in vigore, i quali ad oggi hanno
sostanzialmente ricalcato le definizioni di cui sopra esposto”


Un’ultima
annotazione che chiude l’analisi del 1° punto attiene all’impossibilità, nel
caso tale obiezione volesse essere avanzata, di potere ridimensionare le caratteristiche
di tali industrie definite “di tipo insalubre” con dei semplici o complessi che
siano adeguatamente finalizzati ad eliminare i pericoli di tali attività
produttive.

In altri termini qualunque cautela venga realizzata potrà
solo apparentemente ridurre i rischi, in quanto basterebbe soltanto un danno,
un malfunzionamento temporale della produzione, ed ecco che riaffiorerebbe il
pregiudizio per gli abitanti.

Alla luce delle
considerazioni che precedono ci si chiede come mai una industria di tal specie
si trova a stretto contatto con scuole, alberghi, abitazioni civili, locali
pubblici, impianti sportivi e dulcis in fundo, guardia medica! ?

Senza dimenticare che l’ente comunale di Isola ha continuato
nel tempo (quasi sino ad esaurimento di terreno disponibile), come se nulla
fosse, a rilasciare concessioni edilizie e piani di lottizzazione per strutture
da edificare a meno di 50 metri dalla citata industria.

Perché, infine, se un singolo individuo decide di costruire
deve sottostare a tutta una serie di vincoli, dato che tutta la zona ove si
trova la Cementeria è vincolata dal 1964 dalla Soprintendenza dei Beni
Ambientali e Paesaggistici della regione Siciliana, mentre la predetta
industria potrebbe, in disprezzo dei suddetti vincoli, addirittura realizzare
la ipotetica torre “eiffel isolana

PUNTO 2

Pur considerando la superiore motivazione di carattere
primario non ci si può sottrarre dall’analizzare gli effetti che un’eventuale
ampliamento di siffatta misura avrebbe nei confronti dell’ambiente circostante.

E’ noto che la valutazione dell’impatto ambientale di
un’opera altro non ha che il preciso fine di verificare il complessivo impatto
di un progetto sul sistema ambientale;
chiaramente non si pretende, anche se esso costituisce il
nostro auspicio, di avere in riferimento al progetto (che peraltro non esiste
in nessun atto) un impatto ambientale “zero” ma, quanto meno, delle percentuali
minime che in comparazione con le esigenze soddisfino, senza deturparlo,
l’ambiente.

Per questa ragione la normativa prevede che lo studio di
impatto, prospettato a cura del proponente e, quindi, della Italcementi (nel
nostro caso specifico) prenda in esame TUTTI gli elementi utili al suo
inquadramento all’interno del territorio che la circonda ( sia in termini di
previsioni programmatiche che in termini di relazioni con le diverse componenti
ambientali).

Per ottenere ciò occorre che lo studio sull’impatto
ambientale sia, ai sensi dell’art 2 del
DPCM 27/12/1988,
corredato dai seguenti quadri di riferimento:
1)       quadro di riferimento programmatico che, ex art 3 del suddetto D.P.C.M., deve
obbligatoriamente comprendere:
a)      la descrizione del progetto in
relazione agli stati di attuazione degli strumenti pianificatori, di settore e territoriali,
nell’ambito quali viene inquadrato il progetto stesso;
b)      la descrizione dei rapporti di
coerenza del progetto con glim obiettivi perseguiti dagli strumenti
pianificatori, evidenziando, con riguardo all’area interessata:
  • le
    eventuali modificazioni intervenute in corrispondenza alle ipotesi di
    sviluppo assunte a base delle pianificazioni;
  • l’indicazione
    degli interventi connessi, complementari o a servizio rispetto a quello
    proposto, con le eventuali previsioni di realizzazione;
c)       l’indicazione dei tempi di
attuazione dell’intervento e delle eventuali infrastrutture a servizio e      complementari;
d)      la descrizione dell’attualità del
progetto e la motivazione dell’eventuali modifiche apportate dopo la sua
originaria concezione;
e)      le eventuali disarmonie di
previsioni contenute in distinti strumenti programmatori quadro di riferimento
progettuale che, ex art 4, della
citata disposizione, dovrebbe constare di due
distinte  parti
trattanti i seguenti
aspetti:

nella prima parte:

        
si
precisano le caratteristiche dell’opera progettata, con particolare riferimento
a:
-         
la
natura dei beni e/o servizi offerti;
-         
il
grado di copertura della domanda ed i suoi livelli di soddisfacimento  in funzione delle diverse ipotesi progettuali
esaminate, ciò anche con riferimento all’ipotesi di assenza  dell’intervento;
-         
la
prevedibile evoluzione qualitativa e quantitativa del rapporto domanda-offerta
riferita alla presumibile vita tecnica ed economica dell’intervento;
-         
l’articolazione
delle attività necessarie alla realizzazione dell’opera in fase di cantiere e
di quelle che ne caratterizzano l’esercizio;
-         
i
criteri che hanno guidato le scelte del progettista in relazione alle
previsioni delle trasformazioni territoriali di breve e di lungo periodo
conseguenti alla localizzazione dell’intervento, delle infrastrutture di servizio
e dell’eventuale indotto;

nella prima seconda parte si descrivono:

-         
le
caratteristiche tecniche e fisiche del progetto e le aree occupate durante le
fasi di costruzione e di esercizio;
-         
l’insieme
dei condizionamenti e vincoli di cui si è dovuto tenere conto nella redazione
del progetto e in particolare:
-         
le
norme tecniche che regolano la realizzazione dell’opera;
-         
le
norme e le prescrizioni di strumenti urbanistici, i piani paesistici e
territoriali e piani di settore;
-         
i
vincoli paesaggistici, naturalistici, architettonici, archeologici,
storico-culturali, demaniali ed idrogeologici, servitù ed  altre limitazioni alla proprietà;
-         
i
condizionamenti indotti dalla natura e vocazione dei luoghi e da particolari
esigenze di tutela ambientale,
-         
le
motivazioni tecniche della scelta progettuale e delle principali alternative
prese in esame, opportunamente descritte, con particolare riferimento a:
a)      le scelte di processo per gli
impianti industriali, per la produzione di energia elettrica e per lo
smaltimento di rifiuti;
b)      le condizioni di utilizzazione delle
risorse naturali e di materie prime direttamente ed indirettamente utilizzate o
interessate nelle diverse fasi di realizzazione del progetto e di esercizio
dell’opera;
c)       le quantità e le caratteristiche
degli scarichi idrici, dei rifiuti, delle emissioni in atmosfera, con
riferimento alle diverse fasi di attuazione del progetto e di esercizio
dell’opera;
d)      le necessità progettuali di livello
esecutivo e le esigenze gestionali imposte o da ritenersi necessarie a seguito
dell’analisi ambientale;
e)      le eventuali misure non strettamente
riferibili al progetto o provvedi menti di carattere gestionale che si ritiene
opportuno adottare per contenere gli impatti sia nel corso della fase di
costruzione che di esercizio;
f)       
gli interventi di ottimizzazione dell’inserimento nel territorio e
nell’ambiente;
g)      gli interventi tesi a riequilibrare
eventuali scompensi indotti sull’ambiente, quadro di riferimento ambientale da
suddividere in due sezioni distinte:
             2) 
quadro ambientale: finalizzato
alla descrizione delle componenti ambientali del sito interessato      dagli impianti (corrispondente a quanto
indicato nel comma 2 dell’art 5 del DPCM);
a)   stima degli impatti: finalizzato alla
individuazione e caratterizzazione degli impatti generati dagli impianti
(corrispondente a quanto indicato nel comma 3 dell’art 5 del DPCM);

il quadro di riferimento ambientale deve quindi:
b)      
definire
l’ambito territoriale – inteso come sito ed area vasta – e i sistemi ambientali
interessati dal progetto, sia direttamente che indirettamente, entro cui è da
presumere che possono manifestarsi 
effetti significativi sulla qualità degli stessi;
c)      
individuare
le aree, le componenti ed  i fattori
ambientali e le relazioni tra essi esistenti, che manifestano un carattere di
eventuali criticità, al fin di evidenziare gli approfondimenti di indagine
necessari al caso specifico;
d)      
documentare
gli usi plurimi previsti dalle risorse, la pluralità negli usi delle medesime e
gli ulteriori usi potenziali coinvolti dalla realizzazione del progetto;
e)      
documentare
i livelli di qualità preesistenti all’intervento per ciascuna componente
ambientale interessata e gli eventuali fenomeni di degrado delle risorse in
atto.

L’analisi di cui sopra deve essere effettuata con
riferimento alle componenti ed ai fattori ambientali di cui agli allegati I e
II del DPCM.

Secondo quanto previsto dal DPCM 27 dicembre 1988 (art 5
comma 3), per la stima degli impatti, in relazione alle peculiarità
dell’ambiente interessato così come definite a seguito delle analisi di cui al
comma 2 dell’art 5 del DPCM, si deve:
-         
stimare
qualitativamente e quantitativamente gli impatti indotti dall’opera sul sistema
ambientale, nonché le interazioni degli impatti con le diverse componenti ed i
fattori ambientali, anche in relazione ai rapporti esistenti tra essi;
-         
descrivere
le modificazioni delle condizioni d’uso e della fruizione potenziale del
territorio, in rapporto alla situazione preesistente;
-         
descrivere
la prevedibile evoluzione, a seguito dell’intervento, delle componenti e dei
fattori ambientali, delle relative interazioni e del sistema ambientale
complessivo;
-         
descrivere
e stimare la modifica, sia nel breve che nel lungo periodo, dei livelli di
qualità preesistenti, in relazione agli approfondimenti di cui al presente
articolo;
-         
definire
gli strumenti di gestione e di controllo e, ove necessario, le reti di
monitoraggio ambientale, documentando la localizzazione dei punti di misura e i
parametri ritenuti opportuni;
-         
illustrare
i sistemi di intervento nell’ipotesi di manifestarsi di emergenze
particolari.       
         La successiva
valutazione condotta dalle Autorità competenti (in questo caso la Regione              Sicilia),
è espressa tenendo conto della:
a)      necessità dell’impianto;
b)      motivazione delle scelte localizzative;
c)       motivazioni, criteri,
condizionamenti e vincoli che hanno guidato la scelta progettuale.    

Lo studio d’impatto ambientale, per
come ampliamente evidenziato, è un fondamentale supporto finalizzato alla
scelta, tra tutte le possibili alternative, dell’ipotesi migliore ma, per poter
esprimere un parere sugli interventi proposti, è assolutamente indispensabile disporre di un progetto definitivo e
conoscere i criteri che hanno condotto il proponente a scegliere l’alternativa
progettuale sottoposta a procedura di V.I.A.

Nel nostro caso specifico non  risulta
che
 la Italcementi abbia formalizzato,
depositandolo nelle opportune sedi, un progetto definitivo dell’opera di
ampliamento.

E poiché disporre dell’adeguata
documentazione progettuale è requisito indefettibile per poter valutare in
concreto tutti gli aspetti che non possono non essere oggetto di considerazioni
nell’iter dell’istruttoria del procedimento volto a raggiungere un
provvedimento definitivo ( di accoglimento o di diniego), se ne può concludere
che, sin quando non saremo in possesso di tale documentazione, né noi del
comitato né alcun organo con mansioni di decisione potrà esprimere una reale
valutazione sull’argomento in questione.

Tutto ciò perché uno studio
sull’impatto ambientale di qualsiasi opera, ancor più se trattasi di una
industria di siffatte abnormi caratteristiche, deve fondarsi sull’analisi
dettagliata di progetti definitivi (e non mere proposte), che permettano di
considerare le fasi di costruzione, l’esercizio e la dismissione dell’impianto,
deve altresì contenere informazioni esaustive sul tipo e sulla provenienza
delle materie prime e dei combustibili impiegati nel processo, sulle emissioni,
scarichi e rifiuti nelle diverse fasi di realizzazione e di esercizio
dell’opera ed infine sulle eventuali misure di mitigazione.

Come è agevole desumere dal
complesso delle considerazioni di fatto e di diritto che precedono si potrà
concludere questo secondo punto in esame affermando che fin quando la
Italcementi non dimostrerà, attraverso la presentazione di un concreto
progetto, che contenga e spieghi tutti i requisiti testè descritti, né noi come
comitato Isola Pulita né tanto meno  gli
organi amministrativi competenti saranno in grado di valutare la effettiva
incidenza di tale ampliamento rispetto all’ambiente circostante.


Punto 3 :

Occorre permettere, come criterio
generale, che il livello di accettabilità di un progetto dipende sempre dalla
sua rispondenza agli obiettivi di tutela e di riequilibrio perseguiti dagli
strumenti di governo del territorio;
parziale difformità rispetto a tali
previsioni, per essere accettabili, devono essere motivate da esigenze tecniche
ed imprescindibili ed adeguatamente compensate da interventi moderativi
studiati ad hoc;
tali interventi devono essere realizzati
contestualmente all’avvio dell’attività di cantiere.

Ci si chiede se l’ipotesi di
ampliamento dell’impianto prevista nell’area immediatamente accanto a dove si
trova quello attuale sia oppure non in conformità od in contrasto con le norme
del P.R.G. doi Isola delle Femmine e con gli indirizzi della pianificazione del
territorio.

A cura del Comitato Cittadino Isola
Pulita di Isola delle Femmine


 http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/video-intervista-ai-carabinieri-del-noe.html







*Isola delle Femmine disposto divieto dimora per comandante e vide dei Vigili Urbani la rinascita di isola delle femmine

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