Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


venerdì, ottobre 06, 2006

STORIA DI UNA DISTILLERIA NON VOLUTA DALL’INTERAINTERA PROVINCIA di TRAPANI CORTE DI CASSAZIONE III SEZIONE CIVILE SENTENZA 9465 BERTOLINO ANTONIA

STORIA DI UNA DISTILLERIA NON VOLUTA DALL’INTERAINTERA PROVINCIA di TRAPANI



STORIA DI UNA DISTILLERIA NON VOLUTA DALL’INTERAINTERA PROVINCIA
di TRAPANI


      Nel 1997, il Gruppo Distilleria Bertolino Spa, proprietaria della piu' grande distilleria d'Europa a Partinico presentò un progetto per realizzazione di un impianto industriale per la produzione di alcol  etilico che la legge italiana classifica: “industria insalubre di prima classe” (vale a dire dal rischio ambientale simile ad una raffineria di petrolio), della capacità di 3000 ettanidri di etanolo (un ettanidro  equivale a 100 litri di alcool anidro) nella zona di Torre Inchiapparo, nel comune di Mazara del Vallo, dove era proprietaria di un terreno agricolo di 1.436.260 metri quadrati.
Il progetto fu ammesso a godere delle agevolazioni previste dalla legge 488 del 1992 a valere sui fondi della graduatoria del 1997: a fronte di un investimento complessivo di 82 miliardi e 169 milioni il contributo in conto capitale ( a fondo perduto) era di 62 miliardi, e 212 milioni. La realizzazione del nuovo impianto, era finalizzato alla delocalizzazione ed alla conseguente chiusura  dello stabilimento di Partitico per la cui attività ritenuta inquinante dai cittadini di partitico, la rappresentante legale della ditta Bertolino(1), nel febbraio 1999, ha subito una condanna passata in giudicato di 13 mesi di detenzione.
L’iter burocratico prevedeva la variante di destinazione d'uso del terreno, da agricolo a industriale, competenza questa del Consiglio Comunale ed in attesa del delibera consiliare in merito, alcuni mazaresi costituirono il “Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo”, Si aprì in Città un ampio dibattito e per mesi si discusse del tema Bertolino. Il Comitato  promosse una raccolta firme per l’indizione di un referendum per dire Si o No alla realizzazione della distilleria., in breve tempo vennero raccolte 4016. Il referendum non si effettuò perché Il Consiglio Comunale, interprete della volontà manifestata dai mazaresi, nel gennaio 1999 bocciò all'unanimità la richiesta.
circa un anno dopo, acquistò grossi appezzamenti di terreni nel comune di Campobello di Mazara nelle vicinanze delle cave di Cusa, e ripresentò il suo progetto al Comune di Campobello di Mazara . Qui il consiglio comunale con una delibera, ritenuta in seguito illegittima, concesse la variante urbanistica. Del caso si occupò la Magistratura ed il Sindaco, si dimise assieme alla Giunta ed al Consiglio Comunale. Il nuovo Sindaco si schierò subito contro l’installazione della distilleria ed il 18 gennaio 2001 revocò la quella delibera. Così Campobello evitò il pericolo megadistilleria.
La ditta, ancora una volta, non si arrese, ci riprovò in un’altra parte del territorio di Mazara del Vallo e precisamente nella contrada San Nicola. Questa volta non direttamente, è  società Erasmus con sede legale in Castelvetrano a richiedere in data 16/11/2000, l’approvazione di un piano di lottizzazione  per insediamenti industriali di un lotto di terreno sito nella contrada San Nicola finalizzato alla possibilità di insediamenti industriali tra cui anche distillerie!.
In data 11/04/2001 il Consiglio comunale di Mazara del Vallo respinge la richiesta di approvazione del piano di lottizzazione. Avverso questa delibera ricorre presso il Tribunale Ammnistrativo Regionale della Sicilia, sede di Palermo, non solo la Erasmus s.r.l., ma anche la Distilleria Bertolino S.p.A. per la sospensione dell’esecuzione del provvedimento.
T.A.R. ordina all’Amministrazione comunale di Mazara del Vallo di riprovvedere con congrua motivazione sulla richiesta del piano di lottizzazione.Il Consiglio comunale ottempera il16/10/01, respingendo ancora il progetto di lottizzazione, enucleando tutta una serie di rilievi di natura urbanistica contrastanti con il piano di lottizzazione proposto che risulterebbe avulso da un vero processo pianificatorio e quindi privo di interessi generali per la collettività e rilevando, fra l’altro, che la dimensione di uno dei due lotti del piano di lottizzazione in questione, con una estensione di oltre 153.000 mq.,  faceva supporre l’insediamento di una grossa industria in contrasto con le scelte di alcuni enti istituzionali preposti al controllo ed alla salvaguardia del territorio che avevano posto un vincolo di tutela in quell’area per la  presenza nella zona  delle famose Cave di Cusa e  per le bellezze paesaggistiche del territorio.






Tutto finito?  ma neanche per sogno!
Il 14 maggio 2002 la ditta Bertolino presenta alla Regione siciliana un nuovo progetto, non più una distilleria, ma un impianto industriale destinato alla produzione contestuale di energia elettrica a mezzo di trasformazione di biomasse. Energia da utilizzare sia per il funzionamento dello stesso impianto, sia per la cessione a terzi utilizzatori. Il 7 giugno 2002 ( dopo appena 20 giorni !) l'Assessorato Territorio e Ambiente della regione siciliana richiede al Comune di Mazara del Vallo di esprimere, a mezzo delibera consiliare: << il parere ( solo consuntivo) riguardante l’allocazione, in difformità  a quanto stabilito dagli strumenti urbanistici, di un impianto di distillazione destinato alla produzione di componente per idrocarburi verdi con la trasformazione di prodotti dell’agricoltura della ditta “ distilleria Bertolino s.p.a.”>> Il altri termini, sulla base del comma 6 dell'articolo 69 della legge regionale 32 del 2000 che recita ''la produzione di energia da fonti rinnovabili è considerata di interesse pubblico e di pubblica utilità, anche se non eseguita dai soggetti istituzionalmente competerti” combinato con i disposti della legge regionale n. 65 del 1981 che recita << qualora per esigenze di rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale ... in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ...... possono essere autorizzati dall'Assessore Regionale Territorio e Ambiente sentito il C.R.U. Consiglio Regionale dell' Urbanistica e i comuni interessati, i quali sono tenuti a fornire il proprio avviso entro 30 giorni dalla richiesta.>>
La risposta del Consiglio Comunale di Mazara del Vallo arriva perentorio, il 26 luglio 2002, ribadendo per la seconda volta e sempre all'unanimità, la sua forte e decisa opposizione alla distilleria con le seguenti motivazioni:
- La produzione di energia da fonti rinnovabili, stabilita dal comma 6 dell'art. 69 della legge regionale 32 del 2000, è considerata di interesse pubblico e di pubblica utilità, anche se non eseguita da soggetti
istituzionalmente competenti. Le fonti rinnovabili di energia sono il sole il vento e l'energia idraulica, le risorse geotermiche, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti
vegetali.

-La distilleria produrrebbe etanolo e non energia rinnovabile.
-L'energia prodotta soddisferebbe solo le necessità dell'azienda e solo una parte verrebbe venduta a terzi.
- La zona interessata dalla costruzione si trova all'interno di un'area di interesse naturalistico protetta da una direttiva comunitaria 92/43/CEE recepita con decreto del Ministero dell'ambiente de 3 aprile il 2000 e a livello regionale con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Regione Sicilia del 15 dicembre 2000.
- Lo sfruttamento delle falda acquifera e l'emungimento di una quantica di acqua compresa tra 1500 e 3000 metri cubi al giorno per dieci mesi l'anno comporterebbe una inevitabile depauperamento delle stesse falde acquifere esistenti, di primaria e vitale importanza per l'approvvigionamento idrico potabile, utilizzate per la pubblica utilità dei comuni di Mazara del Vallo, Marsala e Petrosino, falde acquifere che vanno preservate in maniera assoluta da ogni pericolo di inquinamento, anche in rapporto alla scarsa piovosità avvenuta negli ultimi decenni che porterebbe un inevitabile abbassamento delle falde acquifere con il conseguente aumento del tasso di salinità.
- nelle vicinanze dell’area la presenza della Torre Inchiapparo, inserita come bene isolato nelle linee guida del P.T.P. (Piano Territoriale Paesistico) regionale, approvato dal Comitato Tecnico-Scientifico  dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione ex art. 24 del R.D. 1357/40 nella seduta del 30 aprile 1996.
- Il comune di Mazara del Vallo, in attuazione della Legge regionale 28 del 1998 e' stato permanentemente individuato come Comune ad economia prevalentemente turistica e città d'arte.
Chi ha potuto visionare il nuovo progetto asserisce che a parte la copertina, è sempre lo stesso.
Ciò è confermato dalla stessa titolare del Gruppo Bertolino s.p.a., in un intervento alla trasmissione radiofonica della RAI  “ La radio a colori” condotta dal giornalista Oliviero Beha, e per quanto riguarda la produzione di energia elettrica , alla domanda << ma quanta energia prevedete di produrre ?>> la stessa, dopo qualche secondo d’imbarazzo, risponde << 10 KW  di energia al giorno>>
Poco chiara appare la posizione dell’On. Bartolo Pellegrino, Assessore all'Ambiente e Territorio della Regione Sicilia, egli sostiene che la Regione sta valutando l'impatto ambientale che questa distilleria potrebbe avere sul territorio, secondo lui questa industria non darà problemi in tal senso. In secondo luogo valuteranno la condizione delle falde acquifere, a suo parere le acque in quella zona sono abbondanti e quindi non sembra possano costituire un ostacolo alla costruzione.
Attualmente il progetto presentato dalla distilleria è fermo presso C.R.U. che dovrà valutare la fattibilità di questo impianto tenendo conto anche del parere sfavorevole del Comune di Mazara del Vallo. Ma come abbiamo detto tale parere è solo consuntivo. La nostra paura è che non ne terranno conto.
Infatti il dirigente generale regionale Dottor Scimemi, che potrebbe essere delegato dall’Assessore Pellegrino a presiedere il C.R.U. al momento della trattazione della questione Bertolino, a conclusione dei lavori di un Consiglio Provinciale aperto dedicato al nostro problema, dopo che i politici presenti, all’unanimità, si erano dichiarati contrari, ha gelato tutti dicendo:
<< Io non voglio terrorizzare nessuno, ma da cittadino vi dico che sono seriamente preoccupato e da burocrate leggermente di più, anche perché non ho molti strumenti per impedire che questo accada>>. Come a dire ai Consigli Comunali delle città di: Mazara, Petrosino, Marsala, Campobello, Castelvetrano ed al Consiglio Provinciale della Provincia Regionale di Trapani,
<< Volete o non volete, questa distilleria si farà!>>
Il pericolo è reale, perché a decidere non saranno gli Amministratori di Mazara, ma il C.R.U., ciò anche a disprezzo della volontà palesemente espressa dai cittadini dell’intera Provincia di Trapani.
Di recente, recatomi (2) dal meccanico ( cardiologo) per un controllo (ecocardiogramma) alla messa a punto delle valvole ( protesi cardiache metalliche) del motore dell’auto ( cuore) e trovatele “fuori fase” egli ha voluto sapere cosa mi stesse capitando. Alla mia risposta, <>, mi ha rimproverato, dicendo: << ma a questo debbono pensare i Politici!>> , sicuramente aveva ragione il mio cardiologo. Ma qual è la posizione assunta su questa vicenda dei “nostri” Deputati Regionali eletti nella nostra Provincia?
On. Bartolo Pellegrino, Assessore Regionale Territorio e Ambiente, e Presidente del C.R.U. ( ma forse al momento decisivo delegherà il Dottor Scimemi), ha chiesto lumi ai tecnici e si atterrà alla loro decisione.
On. Davide Costa Assessore alla Presidenza: silenzio assoluto;
On. Eleonora Lo Curto, componete della IV°  Commissione Territorio e Ambiente, nel suo intervento al Consiglio Provinciale di Trapani ha dichiarato, a parole, che la sua posizione come quella dell’Assessore Pellegrino è “assolutamente contraria alla allocazione di questo insediamento industriale nella zona di Mazara del Vallo”;
On. Giuseppe Maurici, componete della IV°  Commissione Territorio e Ambiente : silenzio assoluto;
On. Nino Croce, nel 1998, allora consigliere comunale a Mazara si schierò apertamente contro. Posizione ribadita di recente, vedi lettera indirizzata al Sindaco di Petrosino in data 8/11/02.
On. Camillo Oddo, più volte si è  dichiarato, a parole, apertamente contro la distilleria.
On. Onofrio Fratello, On. Antonino Papania, On. Girolamo Turano:  silenzio assoltuto. Forse per loro, alcamesi, è più conveniente che la distilleria si realizzi a Mazara  piuttosto che  a Partinico,
Ma tutti questi nostri rappresentanti della provincia di Trapani, non ci interessano le loro appartenenze partitiche,  quali atti politici:  mozioni e/o ordini del giorno hanno proposto e fatto approvare in sede legislativa in Assemblea Regionale Siciliana ? assolutamente     N  U  L  L  A !!!!!!!!!!!!
Nonostante tutto, siamo convinti che questa battaglia può essere ancora vinta, ultimamente  due segnali decisamente incoraggianti sono arrivati dalla società civile: gli studenti ed i tifosi.
I primi hanno costituito il “C.S.I. Comitato Studenti Imbattibili” hanno organizzato il 16/12/2002 una grossa manifestazione contro la distilleria, ed altre ne hanno in cantiere. Noi adulti smettiamola una volta tanto ( chi scrive è un docente ) di considerare gli studenti degli scansafatiche, che approfittano di ogni occasione per fare una giornata di vacanza. Vogliamo ascoltarli almeno per una volta? Vogliamo dare loro la possibilità di difendere il loro futuro?. Non sono forse loro a rischiare di più?
I secondi, sono riusciti a “fotografare” il pensiero della nostra Città con lo strumento a loro più congeniale, vale a dire con uno “striscione” esposto allo stadio “Nino Vaccara” riportante una semplice frase che: “DIAMO UN CALCIO ALLA BERTOLINO” , pare abbiano intenzione di esporlo in tutte le prossime partite interne del Mazara.
A questo punto c’è da  chiedersi se noi adulti, che svolgiamo le nostre attività quotidiane nel sociale: politici, educatori, religiosi, sindacalisti, associazioni di categorie, ecc….. abbiamo fatto il nostro dovere. La mia risposta è no! Finora abbiamo preferito far finta di niente, ognuno ha pensato: << non è problema che debbo risolvere io, altri ci debbono pensare.>>, e continuiamo a nascondere la testa sotto la sabbia.
Questo è un problema che solo tutti assieme potremo risolvere, ecco perché tutti ci dobbiamo mobilitare, scendere in piazza e gridare forte, affinché tutti abbiano a sentire, specie a Palermo, il nostro NO a questa imposizione, che non si capisce bene da chi è orchestrata.
Che nessuno venga poi a dire: << IO NON NE SAPEVO NIENTE>>

Prof. Giacomo Anselmo
Mazara del Vallo 18/12/02

(1)            Inquinamento Condannata la Bertolino
PRIMA condanna definitiva per inquinamento nei con­fronti di Antonina Bertolino, titolare dell’omonima distil­leria di Partinico, la più gran­de d’Europa. La Corte di cassazione  ha infatti confermato la sentenza emessa dalla Cor­te d’Appello di Palermo che aveva condannato a 13 mesi di reclusione, pena sospesa, la Bertolino riconosciuta colpevole di avere inquinato le ac­que del torrenti e del Golfo di Castellammare. In primo grado il pretore di Partinico aveva inflitto 16 mesi di reclusione e il pagamento di una multa.
L’inchiesta fu avviata nel 1993 dopo numerosi esposti presentati dagli ambientali­sti. E' il primo ed unico pro­cesso in cui Antonina Bertoli­no è stata condannata. Sono andati in prescrizione, inve­ce, quasi tutti i reati contesta­ti nel secondo processo in cui 1’Imprenditrice, cognata del pentito Siino, era imputata di inquinamento atmosferico.
Un altro procedimento per frode processuale e inquinamento delle falde ac­quifere non è approdato nem­meno in fase dibattimentale.
n.b. Articolo pubblicato su REPUBBLICA in data 19/02/1999

(2)       Lo scrivente, da dieci anni, è portatore di due valvole cardiache meccaniche


 ALFANO ANGELINO CORRIERE DELLA SERA 12 05 08 PIU' ROSSO D'ITALIA DIRETTA DAL PROF ALFREDO GALASSO DIFENSORE DELLA BERTOLINO COGNATA DI SINO CUGINA DI AGUECI SOMMA ENRICO
ELENA BERTOLINO GIOVANNI FIANDANCA AGUECI PRESIDENTE ISTITUTO REGIONALE PER LA VITE E DEL VINO PROFESSOR MESSINA ARENA RICCARDO VINCENZO LEONE AMMINISTRATORE BENI SIINO VINCENZO BONOMO FRANCESCO INGARGIOLA PALAZZOLO ALFANO ANGELINO AGLIASTRO MIRELLA MADONIA SOMMA ENRICO 984 RIVELAZIONI BUSCETTA MANDATI DI CATTURA 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI LELLO ARCHIVIO L'ORA



BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902  FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUARNOTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE FU NICOLO' 24 07 21 VIA MATTEOTTI 8 ISOLA DELLE FEMMINE LO IACONO PIETRO 19 08 27 LOTTIZZAZIONE LO BIANCO DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE N 3 28 GENNAIO 2003 ARCH GIAMBRUNO UTC PIANO DI LOTTIZZAZIONE REDATTO DALL'ING PIETRO RISO E DAL GEOM LUCIDO ANTONINO SINDACO STEFANO BOLOGNA 


1984 1. Mafiosi - MANDATI DI CATTURA  - 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI  LELLO 

BLITZ DI S. MICHELE. Foto. Emessi 366 ordini di cattura per le rivelazioni rese da Tommaso Buscetta. 29-9-1984. 
FRANCESCO BRUNO di Antonino NATO A ISOLA DELLE FEMMINE 27 05 1951 LATITANTE figlio di Alimena Provvidenza 05 09 1929 e di Antonino Bruno 13 06 1919 


Alimena Provvidenza. 05 09 1929 residente in Isola delle Femmine, via Volta n.6. Bruno Antonino 13 06 1919  marito della Alimena dichiarava che detta auto era stata prelevata il mattino del ottobre dal figlio Bruno Francesco.

6 ritagli di giornale con le immagini di alcuni degli arrestati, 4 fotografie, 3 documenti cartacei (mappa -firmata Donarelli- delle famiglie mafiose di Palermo, in triplice copia). Un ritaglio di giornale adeso alla busta.

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902 FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUAROTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE fonte archivio L'ORA 






AGUECI,ALIMENA PROVVIDENZA, Bertolino, BERTOLINO ELENA,BOLOGNA, BORSELLINO, Bruno Francesco, BRUNO ANTONINO, Caponnetto, DI LELLO, Enea, Falcone, FICARRA, GUARNOTTA,LEONE,LO IACONO, LUCIDO, RISO, SIINO, SOMMA ENRICO,



CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. III, 03/03/2009 (Ud. 25/11/2008), Sentenza n. 9465


RIFIUTI - Rifiuti non pericolosi - Trasporto in conto proprio - Iscrizione nell'apposita sezione dell'Albo nazionale dei gestori ambientali - Disciplina vigente - Trasporto di rifiuti con mezzi propri non autorizzati (art. 256, 1° c., D.Lgs. n.152/2006) - D.Lgs.. n. 4/2008 - Art. 212 D.Lgs. n.132/2006. 
A seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. 16.1.2008, n. 4, all'art. 212 del D.Lgs. n.132/2006, deve ritenersi che una società (qualora risultasse dimostrato in punto di fatto), che non effettua la raccolta e il trasporto di propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare [ovvero con operazioni non costituenti, secondo la più recente normativa, parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sotto prodotti] - non è tenute all'iscrizione nell'apposita sezione dell'Albo nazionale dei gestori ambientali. Tuttavia, ciò non comporta, però, che l’impresa societaria può effettuare eventuali trasporti sporadici di rifiuti propri non pericolosi (cioè sostanzialmente un'attività di gestione, sia pure non sistematica e continuativa, dei rifiuti medesimi) senza alcun controllo. Per tali trasporti "eccezionali", invece, la società si deve avvalere delle prestazioni di imprese esercenti servizi di smaltimento regolarmente autorizzate ed iscritte all'Albo, mentre l'esecuzione del trasporto di rifiuti con mezzi propri e non autorizzati è comunque inquadrabile nella previsione sanzionatoria di cui all'art. 256, 1° comma, del D.Lgs. n.152/2006. Pres. Lupo, Est. Fiale, Ric. Bertolino. CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. III, 03/03/2009 (Ud. 25/11/2008), Sentenza n. 9465

DIRITTO PROCESSUALE PENALE - RIFIUTI - Trasporto rifiuti automezzi utilizzati - Istanza di dissequestro - Rigetto - Valutazioni del consulente di parte - Natura probante - Esclusione - Assimilazione ai rilievi difensivi. L’inefficacia probante delle valutazioni del consulente di parte, assimilabili ai rilievi difensivi, rende, legittimo il rigetto dell'istanza di dissequestro (nella specie: istanza di dissequestro, basata solo sulla consulenza di parte che evidenziava la natura occasionale e non preventivabile della produzione dei fanghi in esubero costituenti oggetto dei trasporti (eccezionalmente) di rifiuti non pericolosi effettuati con propri automezzi). Pres. Lupo, Est. Fiale, Ric. Bertolino. CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. III, 03/03/2009 (Ud. 25/11/2008), Sentenza n. 9465 

UDIENZA  25.11.2008
SENTENZA N. 1328
REG. GENERALE n. 25209/07

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sez. III Penale


Composta dagli Ill. mi Signori

Dott. Ernesto LUPO                            Presidente
Dott. Agostino CORDOVA                   Consigliere
Dott. Alfredo M. LOMBARDI                Consigliere
Dott. Aldo FIALE                                Consigliere
Dott. Margherita MARMO                    Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da: BERTOLINO Antonina, nata a Salemi il 20.4.1943, avverso la ordinanza 12.6.2007 del Tribunale per il riesame di Palermo
- Visti gli atti, la ordinanza impugnata ed il ricorso
- Udita, in camera di consiglio, la relazione fatta dal Consigliere dr. Aldo Fiale
- Udito il Pubblico Ministero, in persona del dr. Francesco Bua, il quale ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso
 
FATTO e DIRITTO
 
Il Tribunale per il riesame di Palermo, con ordinanza del 12.6.2007, rigettava l’appello proposto da Bertolino Antonina, nella qualità di legale rappresentante della s.p.a. "Distilleria Bertolino" e della s.r.l. “I.M.A.”, avverso il provvedimento 16.5.2007 con cui il G.I.P. dello stesso Tribunale aveva respinto l’istanza di restituzione di due autocarri, assoggettati a sequestro preventivo nel procedimento penale instaurato nei confronti della stessa Bertolino e di Gulino Maria Giovanna (altra amministratrice, con poteri disgiunti, delle due società anzidette), indagate in relazione al reato di cui agli artt. 212 e 256 del D.Lgs. n. 152/2006.

L'istanza di dissequestro si basava su una consulenza di parte che aveva evidenziato la natura occasionale e non preventivabile della produzione dei fanghi in esubero costituenti oggetto dei trasporti (eccezionalmente) effettuati con quegli automezzi. Da ciò si faceva discendere l’impossibilità di configurare la fattispecie incriminatrice, rivolta a sanzionare esclusivamente “l’attività ordinaria e regolare del trasporto di rifiuti non pericolosi".

Il Tribunale rigettava l’appello evidenziando la "inefficacia probante delle valutazioni del consulente di parte, assimilabili ai rilievi difensivi" e argomentando altresì che "la non preventivabilità della produzione di fanghi di recupero non esclude che la necessità del trasporto dei rifiuti non pericolosi possa profilarsi con carattere di periodicità o ciclicità connessa ai livelli di produzione".

Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso il difensore della Bertolino, il quale ha eccepito l’insussistenza del "fumus delicti" per erronea applicazione dell'art. 212, comma 8, del D.Lgs. n. 22/1997, ove viene fissato l’obbligo di iscrizione nell’Albo nazionale dei gestori ambientali [sanzionato dal successivo art. 256] anche per le imprese che esercitano la raccolta ed il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come "attività ordinaria e regolare", sia pure prefigurando modalità di registrazione sensibilmente agevolate (che escludono la necessità di garanzie finanziarie e prevedono l’iscrizione a seguito di semplice richiesta scritta da parte dell’impresa, senza che la richiesta stessa sia soggetta a valutazione relativa alla capacità finanziaria ed alla idoneità tecnica e senza che vi sia l’obbligo di nomina del responsabile tecnico).

L'obbligo di iscrizione si correla; dunque, per le imprese anzidette, allo svolgimento "ordinario e regolare" delle attività di raccolta e trasporto di propri rifiuti non pericolosi; laddove invece, per le società coinvolte nel procedimento penale in oggetto, sarebbe stata dimostrata "la assoluta episodicità" degli accertati conferimenti di fanghi di supero.

Il ricorso deve essere rigettato, poiché infondato.

1. Giova premettere, per una migliore comprensione del tema di diritto introdotto con l’atto di gravame, una ricognizione - sia pure sommaria - della successione delle principali e più recenti disposizioni normative aventi ad oggetto il trasporto di rifiuti propri non pericolosi.

Va ricordato, pertanto, che l’art, 30, comma 4, del D.Lgs. 5.2.1997, n. 22 - in seguito alle modifiche apportate dall’art. 1, comma 19, della legge 9.12.1998, n. 426 - aveva escluso dal novero delle condotte penalmente sanzionate (ai sensi dell’art. 51, comma 1, dello stesso D.Lgs. n.22/1997) il trasporto operato anche professionalmente, senza iscrizione all'Albo nazionale, di rifiuti non pericolosi prodotti nell’ambito della propria attività di impresa.

Tale esclusione però contrastava con le disposizioni comunitarie, alla stregua della chiara lettera dell’art. 12 della direttiva 91/156/CEE e dell’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia europea con la sentenza 9.6.2005, causa C-270/03 (in una procedura di infrazione promossa dalla Commissione della Comunità contro la Repubblica italiana), sicché questa Corte Suprema - con ordinanza n.10328 del 2006 - sollevò questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, comma 4, del D.Lgs. n.22/1997.

La Corte Costituzionale - con ordinanza n. 126 del 7 marzo - 19 aprile 2007 - restituì gli atti a questa Corte, prospettando la necessità di rivalutare il permanere della rilevanza della questione alla luce dello "ius superveniens" rappresentato dall'entrata in vigore del D.Lgs. 3.4.2006, n. 152.

L'art. 212 del D.Lgs. n.152/2006, infatti, ha introdotto una nuova disciplina dell'Albo nazionale dei gestori ambientali ed in particolare, nella formulazione originaria, prevedeva:
- al comma 5, che "L'iscrizione all'Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi prodotti da terzi, di raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi, di bonifica di siti..."
- al comma 7, che "le imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto dei rifiuti... devono prestare idonee garanzie finanziarie a favore dello Stato ...";
- al comma 8, che "le imprese che effettuano la raccolta e il trasporto di propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare, nonché le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità che non eccedano... non sono sottoposte alle garanzie finanziarie di cui al comma sette e sono iscritte all'Albo regionale territorialmente competente senza che la richiesta stessa sia soggetta a valutazione... e senza che vi sia l'obbligo di nomina del responsabile tecnico..."

E' stato così (re)introdotto nel nostro ordinamento - seppure secondo formalità e requisiti semplificati - l'obbligo di iscrizione all'Albo anche per le imprese che trasportano in proprio, come attività ordinaria e regolare, i rifiuti non pericolosi da esse stesse prodotti, sicché può ritenersi superato il contrasto con la disciplina comunitaria già ravvisato dalla Corte europea di Giustizia.

Questa Corte, comunque - con ordinanza n.35235 del 2007 - ha sollevato nuovamente la già dedotta questione di legittimità costituzionale dell'art.30, comma 4, del DLgs. n.22/1997 in una vicenda processuale in cui doveva ritenersi esclusa l'applicabilità della nuova disciplina in forma semplificata introdotta dall'art. 221, comma ottavo, del D.Lgs. n.152 del 2006, operando il divieto di irretroattività della legge più sfavorevole imposto dall'art. 2, 4°comma, cod. pen. [questione che la Consulta ha ritenuto inammissibile - con ordinanza n. 413 del 3 - 17 dicembre 2008 - nelle more della redazione della motivazione della presente decisione].

L'art. 212 del D.Lgs. n.132/2006 ha subito, frattanto, nuove modifiche a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 16.1.2008, n. 4 (pubblicato sul supplemento ordinario alla G.U. n.24 del 29 gennaio 2008) ed il riformulato comma 8 prevede in particolare che le disposizioni riguardanti il regime "ordinario" di iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali, poste nei precedenti commi 5, 6 e 7, "non si applicano ai produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, né ai produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto di trenta chilogrammi o trenta litri al giorno dei propri rifiuti pericolosi, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti. Dette imprese non sono tenute alla prestazione delle garanzie finanziarie e sono iscritte in un'apposita sezione dell'Albo in base alla presentazione di una comunicazione alla sezione regionale o provinciale dell'Albo territorialmente competente che rilascia il relativo provvedimento entro i successivi trenta giorni ...".

2. Alla stregua già delle previsioni originarie dell'art.212 del DLgs. n.152/2006 (normativa in vigore al momento dei fatti in contestazione), deve ritenersi che le società rappresentate dall'indagata - qualora risultasse dimostrato, in punto di fatto, che esse non effettuavano la raccolta e il trasporto di propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare [ovvero con operazioni non costituenti, secondo la più recente normativa, parte integrante ed accessoria dell'organizzazione dell'impresa dalla quale i rifiuti sotto prodotti] - non erano tenute all'iscrizione nell'apposita sezione dell'Albo nazionale dei gestori ambientali.

Ciò non comporta, però, che quelle imprese societarie potessero effettuare eventuali trasporti sporadici di rifiuti propri non pericolosi (cioè sostanzialmente un'attività di gestione, sia pure non sistematica e continuativa, dei rifiuti medesimi) senza alcun controllo.

Per tali trasporti "eccezionali", invece, le società medesime si sarebbero dovute avvalere delle prestazioni di imprese esercenti servizi di smaltimento regolarmente autorizzate ed iscritte all'Albo, mentre l'esecuzione del trasporto di rifiuti con mezzi propri e non autorizzati è comunque inquadrabile nella previsione sanzionatoria di cui all'art. 256, 1° comma, del D.Lgs. n.152/2006.

3. Al rigetto del ricorso segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
 
P.Q.M.
 
la Corte Suprema di Cassazione,
visti gli artt.127 e 325 c.p.p.,
rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in ROMA, nella camera di consiglio del 25.11.2008




ALFANO ANGELINO CORRIERE DELLA SERA 12 05 08 PIU' ROSSO D'ITALIA DIRETTA DAL PROF ALFREDO GALASSO DIFENSORE DELLA BERTOLINO COGNATA DI SINO CUGINA DI AGUECI SOMMA ENRICO

ELENA BERTOLINO GIOVANNI FIANDANCA AGUECI PRESIDENTE ISTITUTO REGIONALE PER LA VITE E DEL VINO PROFESSOR MESSINA ARENA RICCARDO VINCENZO LEONE AMMINISTRATORE BENI SIINO VINCENZO BONOMO FRANCESCO INGARGIOLA PALAZZOLO ALFANO ANGELINO AGLIASTRO MIRELLA MADONIA SOMMA ENRICO 984 RIVELAZIONI BUSCETTA MANDATI DI CATTURA 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI LELLO ARCHIVIO L'ORA


BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902  FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUARNOTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE FU NICOLO' 24 07 21 VIA MATTEOTTI 8 ISOLA DELLE FEMMINE LO IACONO PIETRO 19 08 27 LOTTIZZAZIONE LO BIANCO DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE N 3 28 GENNAIO 2003 ARCH GIAMBRUNO UTC PIANO DI LOTTIZZAZIONE REDATTO DALL'ING PIETRO RISO E DAL GEOM LUCIDO ANTONINO SINDACO STEFANO BOLOGNA 


1984 1. Mafiosi - MANDATI DI CATTURA  - 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI  LELLO 

BLITZ DI S. MICHELE. Foto. Emessi 366 ordini di cattura per le rivelazioni rese da Tommaso Buscetta. 29-9-1984. 
FRANCESCO BRUNO di Antonino NATO A ISOLA DELLE FEMMINE 27 05 1951 LATITANTE figlio di Alimena Provvidenza 05 09 1929 e di Antonino Bruno 13 06 1919 


Alimena Provvidenza. 05 09 1929 residente in Isola delle Femmine, via Volta n.6. Bruno Antonino 13 06 1919  marito della Alimena dichiarava che detta auto era stata prelevata il mattino del ottobre dal figlio Bruno Francesco.

6 ritagli di giornale con le immagini di alcuni degli arrestati, 4 fotografie, 3 documenti cartacei (mappa -firmata Donarelli- delle famiglie mafiose di Palermo, in triplice copia). Un ritaglio di giornale adeso alla busta.

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902 FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUAROTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE fonte archivio L'ORA 






AGUECI,ALIMENA PROVVIDENZA, Bertolino, BERTOLINO CARMELA,BOLOGNA, BORSELLINO, Bruno Francesco, BRUNO ANTONINO, Caponnetto, DI LELLO, Enea, Falcone, FICARRA, GUARNOTTA,LEONE,LO IACONO, LUCIDO, RISO, SIINO, SOMMA ENRICO,










CORTE DI CASSAZIONE III SEZIONE CIVILE SENTENZA 9465 BERTOLINO ANTONIA



















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