Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


domenica, febbraio 11, 2007

I COMITATI CITTADINI DECONTAMINAZIONE SICILIA INCONTRANO IL MINISTRO DELLA SALUTE TURCO

Oggi, 10 02 07 l’Associazione “Decontaminazione Sicilia” e i rappresentanti dei Comitati Civici siciliani hanno incontrato ad Agrigento il Ministro della Salute, on. Livia Turco a cui sono stati proposti tre quesiti essenziali: - 11 febbraio 2007 COMUNICATO STAMPA DI “DECONTAMINAZIONE SICILIA” Oggi, 10 02 07 l’Associazione “Decontaminazione Sicilia” e i rappresentanti dei Comitati Civici siciliani hanno incontrato ad Agrigento il Ministro della Salute, on. Livia Turco a cui sono stati proposti tre quesiti essenziali: 1) sul motivo che ha indotto l’On. Ministro della Salute Livia Turco a non firmare la revoca delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate in modo illegittimo dal Governo precedente (Ministri per l’Ambiente Matteoli; della Salute Storace; alle Attività Produttive Lunardi), come ufficialmente richiesto dal Ministro per l’Ambiente mediante convocazione di apposita Conferenza di Servizi il 22 novembre 2006; 2) se lo stesso Ministro della Salute intenda impegnarsi a convocare con estrema urgenza, presso il Ministero della Salute, i tecnici (medici e chimici) di fiducia dell’Associazione e dei Comitati per un confronto ufficiale con i tecnici del Ministero sul tema della tutela della Salute delle popolazioni direttamente e indirettamente esposte alle emissioni inquinanti degli inceneritori. 3) sulla immotivata rimozione dal suo incarico del Dirigente Regionale dott. Gioacchino Genchi, responsabile del Servizio 3 dell’Assessorato regionale Ambiente e Territorio. Per quanto al punto 1) il Ministro ha seguito con attenzione le argomentazioni rappresentate dal sottoscritto a da Giacinto Franco e, anche se non ha dato chiara risposta, dall’atteggiamento sembrava toccato dalla domanda, il che potrebbe far ben sperare. Per quanto al punto 2) il Ministro ha accolto positivamente la richiesta pur non fissando una data, ma in un momento di calca non si poteva sperare altro. Il fatto che il Ministro abbia chiesto l’indirizzo a cui inviare l’invito sta a significare che l’argomento Lo interessava, in questo sostenuto dall’On. Capodicasa. Per quanto al punto 3) si è fatto solo un cenno dell’argomento e questo per l’urgenza del Ministro di prendere l’aereo; non è seguita risposta, ma il Ministro si è impegnato ad esaminare il documento che è stato consegnato nelle sue mani e che qui viene allegato. Luigi Solarino documento presentato al ministro “Decontaminazione Sicilia” Coordinamento di Comitati Civici ed Associazioni Viale Italia, 179; 96011 Augusta (SR) tel. 0931 976395 lsolarino@unict.it (Registrata il 19.01.2007 c/o Agenzia Entrate Augusta N. Pr. 2007001030) A Sua eccellenza il Ministro della Salute On. Livia TURCO in visita ad Agrigento (10.02.07). On. Ministro, la Sua venuta in Sicilia ci onora ed è foriera di speranze per noi siciliani che desideriamo il rispetto della nostra dignità, della nostra salute e del nostro ambiente. L’occasione ci è propizia per porgerLe alcune domande che potrebbero rassicurarci: Le chiediamo come mai non abbia provveduto a firmare, come fecero i Ministri Pecoraro Scanio e Bersani, la sospensiva della costruzione dei 4 inceneritori siciliani a seguito della Conferenza dei Servizi del 22 novembre 2006 tenutasi a Roma. In tale Conferenza, di concerto con gli altri due ministri (Attività Produttive e Ambiente), era stato deciso di sospendere le autorizzazioni relative ai 4 inceneritori siciliani, in attesa di verificarne la legittimità dell’atto emanato dal precedente governo. Tale provvedimento, una volta ratificato e comunicato alle ditte, avrebbe comportato la sospensione dei lavori di costruzione dei quattro inceneritori che invece procedono a velocità sostenuta. Decontaminazione non entrando nel merito della pericolosità degli inceneritori e sulle alternative ad essi, riepiloga qualche dato per meglio comprendere le ragioni che la hanno indotta, assieme ad altre Associazioni, comitati, WWF e Legambiente, a contrastare l’attuazione del Piano Rifiuti in Sicilia. Il Piano adottato dal Commissario Cuffaro il 18.12.2002, con ordinanza 1166, e trasmesso alla Commissione Europea, senza ricevere obiezioni, prevede di raggiungere entro il 2008 il 35% di Raccolta Differenziata (R.D.) e di costruire impianti di selezione dei RSU tal quali per 1.620.000 tonn./anno e di incenerirne 958.056 t/a a fronte di una produzione annua di circa 2.500.000 tonn. Nel 2004 in Sicilia si sono prodotte 2.531.000 t. di rifiuti e la R.D. si è attestata sul 5,4%, ed è rimasta praticamente stabile negli anni successivi. Il Commissario Cuffaro ha dato esecuzione al Piano con quattro ordinanze sottoscritte con quattro Raggruppamenti di Imprese per gestire i rifiuti a valle della R.D. Esse prevedono: la costruzione d’impianti per gestire 2.604.000 t. di rifiuti contro le 1.620.000 t. previste nel Piano e trasmesse a Bruxelles; inceneritori per 1.617.000 t. contro le 958.056 t. previste nel Piano, cioè il 73% in più; discariche per 27.230.107 mc contro i circa 15.000.000 mc previsti nel Piano; la tariffa concordata con le imprese è valida fino al 35% di R.D., oltre tale limite (60% previsto entro il 2010 in Sicilia) essa deve essere ridiscussa, naturalmente in aumento; e se non si trova l’accordo la Regione è impegnata a rilevare gli impianti senza danni per le imprese. Gli inceneritori sono ubicati a Paternò in un sito SIC a rischio idrogeologico e zona archeologica che scarica le sue acque nel fiume Simeto, a Casteltermini sulle rive del fiume Platani, a Bellolampo sulle sorgenti dell’acquedotto palermitano, zona SIC di proprietà del demanio militare, ad Augusta a pochi metri da una zona archeologica e (Megera Ibleae) ed in area dichiarata in crisi ambientale per la presenza del più grande polo industriale nazionale e per il grave inquinamento di cui soffre. Da quanto sopra risulta evidente che tutto il Sistema previsto dal Piano Rifiuti Cuffaro è sovradimensionato rispetto alle previsioni contenute nel Piano inviato a Bruxelles (inceneritori, impianti di selezione e discariche). Con una R.D. del 50% gli impianti del Sistema si ridurrebbero ad un terzo In Sicilia saremo in grado di incenerire il 65,4% dei rifiuti, cioè l’intera frazione secca di tutti i rifiuti prodotti. Non esiste regione al mondo con una tale potenzialità di impianti: in Germania si incenerisce il 23% dei rifiuti, in Francia il 33%, negli USA il 18%, mentre a New York, S. Francisco e in tante parti del mondo hanno deciso di non costruirne più inceneritori, vedasi referendum recente in Svizzera. Se i siciliani si permetteranno di comportarsi come i veneti e i lombardi (al 40% di R.D.), o gli austriaci (al 55%) o i tedeschi (al 44%) saranno puniti con tariffe ancora più salate. In nessun comune siciliano si è superato il 20% di R.D. e in nessuno si attua la raccolta porta a porta. Mentre le altre regioni si avviano a potenziare la R.D. noi avremo il sistema più costoso inquinante e arcaico. Il problema non è solo tecnico, ma essenzialmente morale e politico: la soluzione adottata tratta i siciliani come cittadini utenti di serie B di un servizio e non come cittadini liberi di scegliere il loro futuro. Infine c’è da precisare che il valore degli investimenti legati alla gestione dei rifiuti in Sicilia vale circa un miliardo di euro e le convenzioni garantiscono alle imprese per i prossimi venti anni altri quattro miliardi di euro: un affare più sicuro e lucroso del Ponte sullo Stretto! Come mai non si sono tenuti in debito conto le differenze dei quantitativi di Rifiuti comunicati a Bruxelles e quelli appaltati. Come mai non si è tenuto conto che nel tempo si sono succedute: la denuncia in diverse sedi delle numerose violazioni della normativa vigente (sovradimensionamento, ubicazione in zone a rischio ambientale o aree SIC, non completamento della procedura di VIA, ecc.) e delle illegittimità delle autorizzazioni (falsa affermazione sulla esistenza di un parere favorevole della Direzione Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente-mai rilasciato, decorrenza dei termini); la mozione dell’Assemblea con la quale si invitava il Governatore a sospendere qualunque iniziativa in campo energetico (e quindi anche i termovalorizzatori) in attesa del Piano Energetico Regionale, rimasta inascoltata; Come mai non si è tenuto conto della interrogazione del 28/06/06 al Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio da parte dei sanatori Finocchiaro, Bianco, Giambrone Lotta e De Pretis sul Piano Rifiuti Cuffaro (All. 1). Si vuol fare rivelare, inoltre, una coincidenza alquanto strana: il dirigente responsabile dell’Assessorato Territorio e Ambiente, che avrebbe dovuto rilasciare le autorizzazioni, il dott. Genchi, è stato recentemente rimosso dal suo incarico con un provvedimento dell’Arch. Tolomeo, quest’ultimo censurato pesantemente dai deputati sia di opposizione che di maggioranza dell’Assemblea Regionale. Decontaminazione Sicilia, alla luce delle conoscenze sui danni arrecati dagli inceneritori alla salute ed all’ambiente, in considerazione della scelta discutibile dei siti e della mancanza di presa in considerazione di proposte alternative all’incenerimento, chiede un incontro ufficiale fra un’equipe di medici e tecnici della nostra Associazione con tecnici e, soprattutto medici, del Ministero della Salute, per valutare le problematiche sanitarie ed ambientali collegate la Piano Rifiuti Cuffaro. Decontaminazione confida nell’impegno di S.E. per il ripristino della legalità e per dare un forte segnale discontinuità da parte del Governo in materia di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. On. Ministro, Decontaminazione Sicilia e le altre Associazioni confidano in un Suo determinante intervento per la revoca delle Convenzioni stipulate da Cuffaro con gli operatori industriali degli inceneritori per esigenze di pubblico interesse. Agrigento 10 febbraio 2007 Luigi Solarino (presidente di “Decontaminazione Sicilia”) Comitati Cittadini Siciliani

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