Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


martedì, aprile 15, 2008

RAFFAELE LOMBARDO FOR PRESIDENT OF THE SICILY


LOMBARDO FOR PRESIDENT OF THE SICILY Che succederà se il leader Mpa diventerà presidente della Regione? «Succederà che con l'industria avrò rapporti corretti - ha detto - ma non svendendo la Sicilia ai grossi colossi industriali. Non consentirò che ci trattino come il Delta del Niger. Chi dice che noi vogliamo che la Raffineria a Gela chiuda mente spudoratamente e lo fa perchè vuole che nulla cambi. Noi vogliamo che l'industria resti ma usi un combustibile diverso da quello del pet coke. Le previsioni sono che il petrolio durerà altri 30 - 40 anni. E poi che ce ne facciamo noi di questa ferraglia? Dobbiamo pensare intanto alla conversione industriale». Nemico del pet coke che inquina tanto da portarne provocatoriamente una boccetta al presidente della Camera Bertinotti, Raffaele Lombardo è alleato con Silvio Berlusconi che pose la sua firma nel 2002 sul decreto con cui, classificandolo come combustibile, ne fu autorizzato l'uso per legge. Come si rapporterà con il suo alleati sulla vicenda pet coke.«Nessun problema. Con Berlusconi abbiamo sottoscritto - ha aggiunto il leader Mpa - un patto che riguarda le aree industriali siciliane: massima attenzione all'ambiente e bonifiche. Quando abbiamo fatto la battaglia sul pet coke nessuno ci ha preso sul serio. la verità è che per la mafia saranno morte 100 - 150 persone ma quante persone muoiono per i veleni industriali? Di questi morti nessuno parla». Quale alternativa all'industria che inquina? Per Raffaele Lombardo la via obbligata è valorizzare le risorse del territorio. «Se Gela è una città che ha una posizione geografica felice - dice - e sole per tanti mesi l'anno, ditemi perchè a Gela a non si possono produrre pannelli solari. Non è industria pure questa? Ma non inquina». Aveva un sogno il consigliere comunale Rocco Celona: vivere in una città meno inquinata. Un desiderio che si è spento una mattina di marzo, finito assieme a lui dentro una bara di legno. Un male incurabile l’ha strappato ala vita a soli 35 anni. Raffaele Lombardo lo conosceva bene Rocco. E la sua morte ha segnato profondamente l’aspirante governatore. Domenica mattina è stato tra i primi a presentarsi alla cerimonia per l’inaugurazione del nuovo circolo del movimento per L’Autonomia intitolato a Celona. “Perché mai più –dice- una famiglia debba piangere per colpa dell’inquinamento. Ricordo Rocco. Nonostante la malattia ha lottato con gran coraggio”. Non rabbia nessuna guerra all’industria, ma una “svolta ecocompatibile” quella sì A Gela Lombardo promuoverà la nascita di una fondazione per lo studio dell’ambiente intitolata a Celona. “ I rapporti con l’industria –dice- devono essere positivi e produttivi. Ma BASTA PET_COKE” Già il carbon coke, scarto petrolifero usato come combustibile per la centrale di Gela, che dà energia al petrolchimico, ma SPRIGIONA IN ATMOSFERA SOSTANZE INQUINANTI. “La raffineria –spiega Lombardo- non chiuderà, ma bisogna FERMARE LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE AD OPERA DEL PET-COKE. Creiamo un modello di sviluppo economico basato sull’agricoltura e sul turismo. Un superamento graduale del vecchio modello di sviluppo industriale”. “ Quando ritiro la biancheria del bambino puzza di nafta –racconta Rosaria Licco 52 anni nonna di un bombo di 8 mesi “E se la dimentico stesa per più del dovuto ha un brutto alone nero” Gela soffoca ma nessuno sembra in grado di far nulla Niente di niente. Ma non accade nulla L’industria viene lasciata libera di far quel che vuole, quando qui si muore di CANCRO in percentuale tre volte superiore a Ragusa. Tutto questo mentre sindaco Presidente della provincia e onorevoli vari se ne fottono e pensano solo ai voti.Massimo Sarcuno Giornale di Sicilia 25.3.08 http://iltimone.blogspot.com/2008/03/lombardo-gela-mai-piu-una-famiglia.html Avanti finché non piegherò l'Eni Intervista a Raffaele Lombardo (Mpa) da: Italia Oggi - quotidiano finanziario- del 02/03/2007 di EMILIO GIOVENTÙ Valori normali, poi una febbre a 40, il calcio che comincia a scendere. Infine, la trasfusione e le flebo. Lo sciopero della fame a base di tre arance zuccherate al giorno si deve interrompere, ma la «battaglia» continua. Per Raffaele Lombardo, 55enne leader del Movimento per l'autonomia, parlamentare europeo, ma soprattutto siciliano, di Catania per la precisione, la battaglia è quella contro la centrale termoelettrica con l'annessa raffineria Eni-Agip di Gela. «Secondo una direttiva europea doveva adeguarsi agli standard ambientali entro l'ottobre di quest'anno», invece continua a essere «l'unica centrale alimentata da combustibile petcoke», catrame grezzo, prodotto della raffinazione del petrolio, «di cui c'è una disponibilità di 900 mila tonnellate», forse molto di più perché secondo Raffaele Lombardo «c'è da verificare se nella centrale termoelettrica di Gela non si usi pet-coke importato da altre raffinerie e da altri paesi». E il pet-coke che brucia nella raffineria di Gela «immette nell'aria 13 mila tonnellate di Sox un prodotto a base di zolfo altamente tossico, per non parlare di idrocarburi e diossine». Per Lombardo si tratta di un disastro ambientale che arriva fino al mare di Augusta «dove sono state riversate tonnellate di veleni tra i quali il mercurio che attraverso i pesci finisce nella nostra catena alimentare». Le conseguenze sono «i casi, numerosi, di malformazioni neonatali, soprattutto a Gela dove, ogni 10 mila neonati, 500 hanno malformazioni rispetto alla media siciliana che non supera i 180 casi. E poi c'è un elevatissimo indice di malattie tumorali». Per non parlare delle «falde acquifere il cui livello si è abbassato notevolmente e sono sovrastate da uno strato di petrolio e residui di lavorazione penetrati nel terreno dai serba toi che sono stati costruiti negli anni 70 senza essere a tenuta stagna».Domanda. Lombardo, come ha replicato l'Eni alle vostre accuse? Risposta. Innanzitutto è stato riconosciuto che malformazioni e tumori sono causate dal pet-coke. Tanto è vero che l'Eni attraverso una sua società ha pagato come risarcimento preventivo, per evitare si costituissero parte civile, a un centinaio di famiglie qualcosa come 11 milioni di euro. Una media di 100 mila euro a pratica. Comunque, l'Eni è in possesso di una tecnologia in grado di eliminare una parte consistente delle sostanze tossiche sprigionate nell'aria. Ma non vuole applicarla perché ritiene l'investimento ammortizzabile in un lunghissimo arco di tempo, tempi per me invece più che ragionevoli. D. Forse la questione è il costo dell'investimento. R. Stiamo parlando di somme che, confrontate con gli utili stratosferici che la raffinazione del petrolio e la produzione dell'energia elettrica portano nelle casse dell'Eni e di altri petrolieri, non sono affatto insostenibili. D. Avete avuto contatti con l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni? R. No, non ci siamo parlati. Qualche contatto c'è stato con il presidente Roberto Poli. D. Segretario, resta la questione politica. R. Abbiamo incontrato il ministro dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e il presidente della camera, Fausto Bertinotti. Abbiamo avuto grande attenzione e partecipazione. Il nostro interlocutore non è tanto l'Eni quanto il governo nazionale. La nostra costituzione è fondata sul diritto al lavoro ma c'è anche quello alla salute. Ma il problema è ancora più grave perché l'Eni è partecipata dal Tesoro, quindi lo stato, e il nostro stato non pub limitarsi a dichiarare ad alto rischio sismico l'area di Gela e Niscemi senza intervenire sul disastro ambientale. Bisogna cominciare a parlare di risanamento ambientale e risarcimento anche perché dovrebbero comprendere che si tratta della nostra salute. Non vorrei che anche questa storia finisse nel giochino ridicolo di questo bipolarismo italiano. Non vorrei che il centro-sinistra non aiuta Lombardo perché alleato del centrodestra con il suo Movimento per l'autonomia, sia nel governo regionale sia alla provincia di cui sono presidente a Catania. D. Potevate approfittare delle trattative aperte in questi giorno dal centro-sinistra per assicurasi i voti dei senatori per la fiducia al governo. R. Non ci saremmo mai sfilati dalla nostra attuale collocazione. Lo abbiamo detto con molta serenità. Dateci qualche segnale serio di inversione di tendenza rispetto al mezzogiorno. Sembra che l'unico problema del Sud sia quello della sicurezza. Ma la questione meridionale non è una questione di polizia. D. L'interruzione dello sciopero della fame rischia di abbassare l'attenzione anche all'interno del movimento? R. No, sono in discussione due disegni di legge all'ordine dell'assemblea regionale ché gode di una sua autonomia e ha anche le sue responsabilità. Noi oggi esprimiamo l'assessore al territorio e all'ambiente, da quando siamo nati siamo promotori di alcuni disegni di legge che cercano di rimettere ordine compreso la rivendicazione delle stesse accise. Perché lo stato italiano per il petrolio lavorato, non per la tassa sulla benzina, ma per il patrimonio lavorato in Sicilia incassa qualcosa come 8 miliardi euro l'anno. Se per esempio una parte di questa somma servisse per il risanamento sarebbe già un'altra cosa. D. Di solito quando c'è di mezzo un indotto, in questo caso l'Eni, c'è il rischio che tutto si fermi davanti al ricatto occupazionale, al rischio della perdita di posti di lavoro. R. Ormai nella raffineria di Gela si tratta di una manciata di posti di lavoro. Trenta anni fa l'Eni dava lavoro a 15 mila persone, oggi gli occupati sono 1.800 e presto si perderanno altri 500 posti perché alcune produzioni vengono trasferite altrove. Ma i posti di lavoro che si perdono sono di più se si tiene conto del disastro ambientale in area con un mare bellissimo ma dove oggi nessuno si sognerebbe di costruire un albergo con vista raffineria, e con produzioni agricole di qualità, dalla zona del pachino fino alle terre dei vini doc. Origine controllata, ma che bel controllo sono prodotti con marchi di infamia. D. Lombardo che consenso ha la sua battaglia? R. Nel 2002 c'è stata una grande manifestazione di piazza a Gela che ha coinvolto l'intero paese e tutte le forze politiche. Anche i sindacati che difendono i posti di lavoro, ma questi, parliamoci chiaro, difendono gli interessi dei petrolieri. Ebbene, di tutta risposta il governo ha fatto un decreto legge per cui il petcoke per legge è stato espunto dall'elenco dei prodotti nocivi. D. Questo con il governo Berlusconi. R. Con tutti i partiti d'accordo. Perché la gente stava impazzendo perché intanto l'Eni come sempre fa, e mi auguro non voglia fare anche questa volta, aveva imposto un ricatto occupazionale. Voglio proprio vedere come farebbero a chiuderla con tutto quel denaro che la raffineria gli produce. Teniamo conto anche di un'altra porcheria che subiamo. Gela è la città nella quale approda il metanodotto (libico). Quindi sarebbe quanto mai naturale alimentare la centrale con il metano che ci arriva invece che col pet-coke. Ma non se ne parla perché questo porterebbe a chiudere la raffineria. Comunque non ci fermiamo. D. Ha di recente incontrato il commissario italiano Frattini, quali sono gli altri passi a livello europeo? R. A Frattini ho detto che presenterò un reclamo alla commissione. Al tempo stesso farò un'interrogazione, cercando di coinvolgere quanti più parlamentari europei possibili, in parlamento. Spero che così, costretto a fornire informazioni alla commissione, lo stato italiano mi risponda. Comunque ho intenzione di incontrare Hans Poettering, l'attuale presidente del parlamento europeo. D. Senta Lombardo, tra i due italiani rapiti nel delta del Niger c'è un cittadino di Gela. Lei non a caso ha paragonato la situazione ambientale siciliana a quando sta avvenendo in Africa, comune denominatore sempre l'Eni. R. Un nostro amico, Mario Di Mauro, fondatore di Terra e Liberazione, è in contatto con il movimento per la liberazione e l'emancipazione del delta del Niger dove l'Eni adotta la stessa politica. Mi dicono che gli ostaggi dovrebbero essere liberati a maggio. Intanto si sentono quotidianamente con i loro parenti in Italia. Abbiamo aperto un contatto di solidarietà, c'è qualcuno che sta dialogando attraverso persone in Francia. Noi abbiamo tradotto un volantino sulle nostre ragioni e lo abbiamo messo in internet perché lo leggessero. Siamo accomunati dallo stesso disastro.
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martedì, aprile 08, 2008

SINDACO ACCUSATO DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

DA: CGIL F.P. PROT 2/304 4 APRILE 2008 ORE 11,34 FAX 0916111407 A: COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE PROT 4370 FAX 0918617209 Spett.le Comune di Isola delle Femmine Oggetto: Trasferimento RSU in difetto di preventivo nulla osta. DIFFIDA Con la presente la CGIL FP in persona del Segretario Provinciale Sig Michele Palazzotto, è costretta nuovamente a denunciare l’antisindacalità della condotta tenuta da Codesto Comune di isola delle Femmine che, nonostante i buoni propositi recentemente manifestati in sede giudiziale, persevera nell’attuare comportamenti palesemente discriminatori in danno della scrivente OS nonché di alcuni componenti della RSU nominati nelle liste della CGIL ci si riferisce,, in particolare, ai sigg.ri Messina Salvatore e D’Angelo Giuseppe oggetto di atti, a dir poco intimidatori ed offesnsivi della dignità personale e professionale, oltre che lesivi delle prerogative sindacali di cui gli stessi sono titolari. Da ultimo, la CGIL è venuta a conoscenza che il Direttore Generale dell’Ente, con propria determinazione n 7 del 28.3.2008 ha deciso di trasferire d’ufficio ad altra unità produttiva il sig Messina Salvatore, RSU eletto nelle liste della scrivente OOSS, senza richieder il preventivo nulla osta della scrivente e ciò in palese violazione dell’art 22 coma 1 L n 300/1970 secondo cui “ il trasferimento dall’unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali di cui al precedente art 19..può essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza”; Con la presente, pertanto, la scrivente OS DIFFIDA Codesta Amministrazione a revocare senza indugio la determinazione n 7 del 28.3.2008 adottata dal Direttore Genrale, riservandosi ogni azione a tutela delle proprie prerogative gravemente pregiudicate dalla pervicace condotta del Comune di Isola delle Femmine. Distinti Saluti. Il Segretario Generale CGIL FP Palermo Michele Palazzotto.

SINDACO ACCUSATO DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE Il giudice del lavoro dice si ai sindacati della CGIL CISL UIL funzione Pubblica che avevano presentato un ricorso contro una delibera di giunta e alcune determine sindacali. Per effetto della sentenza l’amministrazione Comunale dovrà annullare la delibera di Giunta e tre determine Sindacali. Revocare gli atti amministrativi con i quali aveva concesso incarichi dirigenziali ad alcuni ex articolisti stabilizzati senza aver consultato i sindacati. Inoltre si accusa il Comune di non aver fornito l’informazione preventiva in materia di contrattazione collettiva decentrata. Il Comune ha modificato l’organizzazione degli uffici aumentando da quattro a cinque le aree di servizio senza consultare i sindacati. E’ stata avviata la mobilità interna del personale sia a tempo determinato che indeterminato senza preventiva informazione e senza la concertazione obbligatoria prevista per stabilire i criteri generali di mobilità interna. Per effettoi della sentenza emesso dal Giudice del Lavoro dovrano essere annullate la delibera di giunta e le tre determine sindacali. Procede invece l’altra indagine sull’abuso di ufficio per aver favorito parenti e amici nelle assunzioni al Comune. Sono stati recapitati avvisi di garanzia. La giurisprudenza ha sentenziato essere il NEPOTISMO reato. Sindaco, vicesindaco, assessore e tre capi area indagati in concorso per abuso d'ufficio. Accade a Borgetto, in provincia di Palermo, dove i carabinieri avevano notificato un'informazione di garanzia e il contestuale avviso di conclusione delle indagini preliminari a Antonino Bonomo, sindaco di Borgetto; Maria Rita Randazzo, suo vice; Samuela Milone, assessore ai Servizi cimiteriali; Saverio Di Trapani, revisore dei conti; Saverio Randazzo, tecnico comunale, capo dell'area tecnico urbanistica, nonche' padre del vicesindaco; Angela Musso, capo area servizio economico finanziario e nipote del sindaco; Irene Paola Mollisi, casalinga e cugina acquisita del primo cittadino; e agli impiegati comunali Vita D'Arrigo, capo dell'area Servizi affari generali e madre dell'assessore Milone; Eleonora Rappa, capo area servizi demografici e moglie del revisore dei conti Di Trapani. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Laura Vaccaro, e' iniziata alla fine dello scorso anno. Dalle indagini era emerso che il sindaco Bonomo aveva favorito l'assunzione come dirigente dell'area Economica finanziaria al Comune della cugina Irene Paola Mollisi. Il primo cittadino, infatti, aveva fatto pubblicare all'albo pretorio un avviso pubblico per conferire un incarico di funzionario amministrativo con contratto di lavoro a tempo determinato. I requisiti richiesti ai candidati era proprio quelli in possesso della cugina, unica risultata idonea. L'unico ostacolo incontrato da Bonomo e' stata la bocciatura da parte del Consiglio comunale della determinazione sindacale. Gli inquirenti, inoltre, hanno appurato che il sindaco, in contrasto con il regolamento comunale e con le disposizioni del contratto nazionale collettivo di lavoro, aveva nominato quali capi area dei vari settori comunali tre persone non aventi titoli necessari a ricoprire l'incarico. Tra i prescelti ancora una volta un parente del sindaco, la nipote Angela Musso, nominata capo dell'area economico finanziaria; Vita D'Arrigo, assunta come capo dell'area Servizi affari generali; ed Eleonora Rappa, nominata capo area Servizi Demografici. Comitato Cittadino Isola Pulita
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domenica, aprile 06, 2008

L'URLO DI ROSSELLA ACCARDO MAMMA DI STEFANO VOGLIO RIABBRACCIARE MIO FIGLIO


Rossella Accardo Mamma di Stefano lancia ennesimo appello ERA IL 3 AGOSTO DEL 2007 QUANDO STEFANO E SUO PADRE SI ALLONTANO DAL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE da allora che non si hanno più notizie dei due. Con gli ultimi arresti di Mafiosi alcuni pentiti parlano che I motive della loro sparizione vanno ricercati all’interno del cantiere. La MAMMA disperata nel giorno del compleann0o di stefano lancia il suo ennesimo grido “voglio riabbracciare mio figlio”. Calliope Verde Agricolo Bandiera Commissario ad Acta Bologna Alamia. COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale. A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo. Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza. Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino. Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi. Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta. Il Programma Costruttivo in argomento. 18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi; 27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto; 17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino 24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO 20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23 19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26 1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA 27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO 6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE. 3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE. NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri. Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori? Noi siamo fermi all’atto di sequestro del cantiere.
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venerdì, aprile 04, 2008

IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE?


IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE IL PIANO SPIAGGE Sono trascorsi circa tre anni da quando la Regione Sicilia ha approvato una legge che regolamenta l’utilizzo del demanio marino, volto a pianificare l’utilizzo e la gestione della fascia costiera. La legge è un’opportunità di sviluppo per le Amministrazioni Comunali Il Comune di Isola delle Femmine è stato diffidato, per non aver presentato alcun piano spiagge, da consegnare dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge Regionale. La regione ha dato 30 giorni di tempo al fine di mettersi in regola altrimenti scatteranno i Commissariamenti ad acta. (è ormai prassi del nostro Comune “delegare” al Commissario ad acta qualsiasi provvedimento e/o atto dovuto. Evitamo di fare degli esempi per non venire accusati di essere dei DISFATTISTI) Invitiamo tutti i Cittadini di Isola delle Femmine a percorrere tutto il lungo mare del Nostro paese (a partire dalla zona ex Liquigas sino al lido Sirenetta) per rendersi conto che sulla nostra costa si trova di TUTTO e di PIU’ SI! Anche scocche di AMIANTO. Naturalmente ne abbiamo fatto un album FOTOGRAFICO che provvederemo ad inviare agli Amministratori Locali compreso il PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE AMBIENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE per le dovute considerazioni in termini di RESPONSABILITA’ in rapporto agli atti NON prodotti. L’invito si rende urgente e pressante anche a seguito dello "........." Ultimo Consiglio Comunale ove non sono mancati insulti epiteti accuse minacce intimidazioni rivolti esplicitamente e diretti ai Consiglieri Comunali (anche se parziale vedasi la delibera di CC) uno spettacolo indecoroso che gli ONESTI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE NON SI MERITANO. Ci sembra aver sentito urlare al Presidente del Consiglio nei confronti del Consigliere Rubino che qualora questi, avesse osato denunciarlo lui lo avrebbe fatto SALTARE IN ARIA per mostrargli con chi aveva a che fare…. Il tutto condito con minacce di tipo pecuniario nei confronti del gruppo “Insieme” rei di aver tolto soldi ai figli del Presidente del Consiglio. Si! Avete capito bene Cittadini di Isola delle Femmine il Nostro Presidente del Consiglio finalmente ha dichiarato che prende uno “STIPENDIO” dalle CASSE del Comune di Isola delle Femmine (cioè paghiamo NOI Cittadini) e che nessuno glielo deve toccare. Avevamo sentito parlare di qualcuno che si candidava per essere eletto e con lo “STIPENDIO” doveva pagarsi le rate della macchina, evidentemente aveva figli già economicamente indipendenti. Inoltre nel corso della stessa seduta del Consiglio Comunale tenutasi lunedì 10 marzo, veniamo a conoscenza dal Presidente del Consiglio che sul PRG così come è stato approvato e votato ALCUNI CITTADINI devono ringraziare il Gruppo Consiliare "Insieme Isola delle Femmine". Qualora l'accusa dovesse risultare veritiera, c'è da supporre che "qualcuno" è stato favorito da questo PRG? Il Signor Presidente del Consiglio Dr. Riso Napoleone può dire chi ha ringraziato il Gruppo "Insieme Isola delle Femmine" per come è stato votato ed adottato il PRG.? Non vorremo ricordare l'ultima sentenza della Corte Suprema "IL NEPOTISMO E' REATO" I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE DEVONO SAPERE!
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