Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


domenica, maggio 27, 2012

"S" maggio 2012 L'ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO

Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo


Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti  è puramente casuale !!!!!!!!!!!!


“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “






Fonte http://www.livesicilia.it

Autore Riccardo Lo Verso

 

martedì, maggio 22, 2012

BRONTOLO Tina Montinaro : “la mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita” BRONTOLO Tina Montinaro : “la mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita”

BRONTOLO Tina Montinaro : “la mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita” BRONTOLO Tina Montinaro : “la mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita”



Il PROFESSORE. “ la notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno “

CERTO E’ COMPRENSIBILE Si fa fatica a “leggere” i fatti ciò che ci circonda quello che avviene, si fa fatica ad osservare ed interpretare la realtà, quando in genere si è occupati a fare altro……….



SUCCEDE che due imprenditori scompaiano da Isola delle Femmine e non ne sappia più nulla.
SUCCEDE  che ad Isola delle Femmine in vari blitz dei Carabinieri e della Guardia di Finanza siano sequestrati beni appartenenti a famiglie mafiose
SUCCEDE  che il territorio d’Isola delle Femmine veda la presenza di mafiosi arrestati nell’operazione ADDIO PIZZO 5
SUCCEDE  che le elezioni amministrative del 2009 per Sua stessa ammissione siano inquinate per intervento della mafia.   Lei si era accorto di ciò vedasi delibera 52 dell’anno 2009.
SUCCEDE  che l’intero territorio di Isola delle Femmine sia in pratica massacrato dalla continua cementificazione
SUCCEDE  che l’intero territorio di Isola delle Femmine per una buona metà della Sua Sindacatura sia stato letteralmente ricoperto di MUNNEZZA
SUCCEDE   Isola delle Femmine non sia mai caduta cosi in basso!
SUCCEDE  per salvaguardare la democrazia la partecipazione, la legalità e la trasparenza nella gestione della Cosa Pubblica debba intervenire una Commissione Governativa
SUCCEDE che la GIOIA L'ALLEGRIA la SOCIALITA' non abbiano più diritto di cittadinanza a Isola delle Femmine








SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE!



 
Lei  " come un fulmine a ciel sereno " Ci chiediamo se effettivamente Lei si rende conto di ciò che proferisce.

TINA MONTINARO,  che la realtà riesce a leggerla molto bene se non altro per i suoi trascorsi e per le sue sofferenze,  informa il PROFESSORE che “ La mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita, diciamo la verità, non è del tutto INEDITO ma le infiltrazioni mafiose sul territorio di Isola delle Femmine ci stanno da sempre, diciamo la verità, ci stanno da SEMPRE se no  insomma manco le stragi facevano NO! Dico  questo,  insomma QUI nessuno è CRETINO”

Un suggerimento per il Consigliere di MAGGIORANZA dichiaratosi egli stesso presidio della legalita’ a Isola delle Femmine

RIFLETTA BENE sulle parole della Tina. Le saranno di conforto e di sostegno per   DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE come aveva promesso “….. NEL MOMENTO IN CUI MI RENDESSI CONTO CHE…”

n.b. Suggerisca al PROFESSORE di seguirla IMMEDIATAMENTE

Questo naturalmente in sintonia per quanto avete sempre AFFERMATO: 

"Noi amiamo Isola delle Femmine"




Noi e la paura, lettera a Giovanni Falcone

Noi e la paura, lettera a Giovanni Falcone

Tostato da
“Mi rimane comunque una buona dose di scetticismo, non però alla maniera di Leonardo Sciascia, che sentiva il bisogno di Stato, ma nello Stato non aveva fiducia. Il mio scetticismo, piuttosto che una diffidenza sospettosa, è quel dubbio metodico che finisce col rinsaldare le convinzioni. Io credo nello Stato, e ritengo che sia proprio la mancanza di senso dello Stato, di Stato come valore interiorizzato, a generare quelle distorsioni presenti nell’animo siciliano: il dualismo tra società e Stato; il ripiegamento sulla famiglia, sul gruppo, sul clan; la ricerca di un alibi che permetta a ciascuno di vivere e lavorare in perfetta anomia, senza alcun riferimento a regole di vita collettiva. Che cosa se non il miscuglio di anomia e di violenza primitiva è all’origine della mafia? Quella mafia che essenzialmente, a pensarci bene, non è altro che espressione di un bisogno di ordine e quindi di Stato. E’ il mio scetticismo una specie di autodifesa? Tutte le volte che istintivamente diffido di qualcuno, le mie preoccupazioni trovano conferma negli eventi. Consapevole della malvagità e dell’astuzia di gran parte dei miei simili, li osservo, li analizzo e cerco di prevenirne i colpi bassi.”

(Giovanni Falcone)




Giovanni non mi piace festeggiare i compleanni, non mi piace perché credo che ogni giorno abbiamo la possibilità di rinascere nelle azioni che compiamo. Tuttavia oggi è il giorno in cui sei nato, chissà quali pensieri e quali progetti avevano su di te i tuoi genitori. Oggi più degli altri giorni siamo noi e la paura.
Scriverti una lettera fa un certo effetto, d’altronde fai parte dell’Aldilà e credimi è molto più semplice pensarti piuttosto che scrivere nero su bianco le proprie emozioni, ma questo è un atto dovuto per non dimenticare chi sei stato, per impedire ad altri di dimenticarti.


Oggi saresti l’uomo che potrebbe capirmi più di chiunque altro, sei per me un secondo padre, il padre del mio carattere, delle mie paure e della forza che ogni giorno mi impongo per non cedere ai timori.


Siamo noi e la paura, perché ho paura di questo Paese, ho paura che la mafia sia più forte di noi, che sia riuscita a superare di nuovo lo Stato come tu stesso temevi:



“La mia più grande preoccupazione è che la mafia riesca sempre a mantenere un vantaggio su di noi”.



Ho paura perché vedo uno Stato diviso in due, da una parte lo Stato in cui credo, quello interiorizzato, lo Stato inteso come valore di ogni singolo cittadino, dall’altra lo Stato massone, politico ed affarista senza scrupoli, pronto a scendere a patti con la mafia per il proprio tornaconto.
Fra cinque giorni milioni di persone ti ricorderanno ecco anche questo mi fa paura. Ho paura perché in questo Paese le persone vengono ricordate solo quando ricorre l’anniversario della loro morte il resto del tempo sono come entità che vengono menzionate da pochi, da poche persone che sentono il vuoto costante lasciato da chi non c’è più. Io il 23 maggio starò a casa, sarà per me un giorno di lutto ed io reagisco al lutto chiudendomi in me stessa. Se qualcosa esiste, se esiste un luogo in cui tu continui a vivere sai anche che ti penso ogni giorno, che le mie azioni, i miei sentimenti, la mia mente sono figli del tuo esistere. Sai c’è qualcosa che sento manca spesso la forza di lasciarsi andare ai sentimenti per capirli. Io ho imparato con te a non fidarmi di nessuno eppure a stimare tutti, ho imparato con te che un sorriso non costa nulla ma che davanti ad un compito bisogna andare seri, preparati e ligi al dovere.

Mi manchi Giovanni.

Manchi al mio respiro che si assenta quando ti penso, manchi al mio sguardo che non ti ha mai potuto vedere dal vivo, manchi alla mia passione per il caffè perché non abbiamo mai potuto berne uno insieme.
Manchi all’aria che mi circonda perché non è mai stata accarezzata dalla tua presenza. Hai presente quando una persona ti passa accanto e senti un leggero spostamento d’aria? Ecco mi manca quel muoversi dell’atmosfera magari creato dalla tua giacca che appena ti volti si apre leggermente. Mi manca la tua presenza fisica perché si ti penso e sento che il tuo carattere non è morto, ma fisicamente sei polvere e questo è il dolore più forte da sopportare per chi, come me, non ti ha mai potuto stringere la mano o scambiare con te uno sguardo, un silenzio che parlava di rispetto.
Sei l’uomo che oggi amo più di tutti, ti amo da otto anni e più passa il tempo più non posso smettere di pensarti. Ti voglio bene anche quando non ti sopporto, quando mi sono trovata di fronte a delle tue reazioni passate eccessive ma sempre dettate dalla necessità. Chissà quanto avremo litigato io e te se ci fossimo incontrati, entrambi tenaci e testardi, ma ti avrei rispettato tanto quanto faccio oggi ogni giorno.
Di te ho amato la capacità di capire il prossimo.


Amo in maniera spudorata la tua forza di dire:

“Conoscere i mafiosi ha influito profondamente sul mio modo di rapportarmi con gli altri e anche sulle mie convinzioni. Ho imparato a riconoscere l’umanità anche nell’essere apparentemente peggiore; ad avere un rispetto reale, e non solo formale per le altrui opinioni. Ho imparato che ogni atteggiamento di compromesso – il tradimento, o la semplice fuga in avanti – provoca un sentimento di colpa, un turbamento dell’anima, una sgradevole sensazione di smarrimento e di disagio con se stessi. L’imperativo categorico dei mafiosi, di “dire la verità”, è diventato un principio cardine della mia etica professionale, almeno riguardo ai rapporti veramente importanti della vita. Per quanto possa sembrare strano, la mafia mi ha impartito una lezione di moralità”.


Quanti di coloro che oggi si professano paladini dell’antimafia hanno l’intelligenza di spingersi verso la conoscenza del fenomeno ammettendo che “ci assomiglia”, farlo con “lo scopo di combatterlo”, pochi, vero Giovanni? Veramente pochi, ed è forse per questo che oggi manchi più che mai, manchi tu con il tuo rispetto portato sulla punta di una sigaretta, manca il tuo sorriso sornione ed il tuo “spirito di servizio” che tanto ti ha fatto conoscere e per servire il quale ti hanno fatto saltare in aria.
Non ci sei più è vero, ma non ha senso per me parlarti al passato perché tu vivi in ogni scritto che hai lasciato, in ogni video, in tutto ciò che mi ha permesso di conoscerti. Vivi nelle mie lacrime ogni qualvolta mi sento persa perché non posso contare su di una telefonata per chiederti consiglio. Vivi in tutto ciò che mi hai insegnato; non sono siciliana ma mi hai fatto conoscere la tua terra e per quanto sia terribilmente complicata

sul piano dei rapporti umani sento che bisogna fare qualcosa per lei, per la Sicilia e in seguito per tutta l’Italia.
Sei anche tu il mio papà e spero che grazie alla tua guida riuscirò a renderti omaggio lungo la mia esistenza.




Mi manchi Giovanni… Auguri





http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/36436/noi-e-la-paura-lettera-a-giovanni-falcone/








20 ° anniversario della strage di Capaci.

20 ° anniversario della strage di Capaci.

Di Enzo Carrozzini







 Il ricordo di un grande magistrato nelle parole della sorella, autrice del libro “Giovanni Falcone, un eroe solo”. Non c’è un italiano che non ricordi quel tragico pomeriggio di sabato 23 Maggio 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre uomini della scorta Vito Schifani, Rocco di Cillo, Antonio Montinaro. “L’attentatuni”, una vera e propria azione di guerra, fu realizzato collocando 500 chilogrammi di tritolo sotto una galleria di scolo, del tratto autostradale collegante l’aeroporto di punta Raisi a Palermo, nei pressi del comune di Isola delle femmine, fatti brillare con un radiocomando da un squadra di mafiosi appostati su di un’altura. L’azione devastante atterrì l’Italia, tanto da indurre la società quanto le Istituzioni ad adottare una reazione risoluta ed intransigente contro l’organizzazione criminale denominata mafia. In tutti questi anni molti libri hanno raccontato l’encomiabile opera compiuta da Giovanni Falcone, del suo amico fraterno e collega Paolo Borsellino. Ricordiamo, a tal proposito, “ I miei giorni a Palermo” di Antonino Caponnetto, ultimo capo del pool antimafia di Palermo, sotto la cui guida ebbe luogo il primo Maxi processo all’organizzazione criminale mafiosa, che, insieme ad altre opere, ha avuto il merito di spiegare e diffondere la conoscenza del fenomeno. “Giovanni Falcone, un eroe solo”, il nuovo libro pubblicato in Aprile per i tipi della Rizzoli, scritto da Maria Falcone insieme alla giovane giornalista esperta di mafia, Francesca Barra, è qualcosa di più di una biografia, é il ricordo struggente e drammatico degli episodi di vita del grande magistrato, narrati con la particolare unicità dell’amore fraterno. Amore è il sentimento che pervade le duecento pagine di questo libro. E’ dolcissima l’amorevolezza con la quale i genitori attendono Giovanni unico figlio maschio, “Biddicchiu” (bellino in dialetto siculo), come fu poi soprannominato dal papà, quanto quella di Maria, che, ricordando il giorno della nascita del fratello, rivela l’evento particolare che lo contrappunta, allorquando una colomba bianca intrufolatisi nella stanza incomincia a svolazzare intorno alla culla del neonato. E’amore quello del Papà, che in punto di morte attende di rivedere per l’ultima volta il suo Biddicchiu, per poi chiudere definitivamente gli occhi. E’amore quello che ci mostra Giovanni nella sua prima esperienza matrimoniale, finita anticipatamente. E’amore per la propria famiglia quello che lo vede impegnato a non far trasparire alcuna preoccupazione, quando vede cadere sotto il piombo mafioso amici fraterni (come il commissario Ninni Cassarà) e collaboratori, e sdrammattizza le preoccupazioni della sorella rispondendo con un “si vive una volta sola nella vita”. E’ amore per Francesca, quello che lo risveglia alla vita, e lo porta anche a pensare di lasciarla definitivamente per salvarla dalle vendette mafiose, la quale per amore farà la sua stessa atroce fine. Sono manifestazioni d’amore le parole con le quali giovani colleghi collaboratori, rievocano il suo “spirito di servizio” nello svolgere il lavoro, la meticolosità, l’intelligenza e l’intuito. E’ sua la geniale introduzione nelle indagini del “Follow the money” (seguire le tracce del denaro), che inevitabilmente le operazioni finanziarie mafiose lasciavano presso istituti di credito compiacenti. Maria ce lo mostra alle prese con centinaia di assegni posti su ogni superficie dei mobili del salotto di casa dei genitori, intento nello studiare le girate di trasferimento dei titoli stessi. Amore e stima quello che porta Louis Freeh, Direttore dell’FBI,suo amico e collaboratore ai tempi delle indagini su Cosa Nostra negli anni Ottanta, a dedicargli un monumento nell’Accademia del Servizio Segreto di Quantico nei pressi di Washinghton negli Stati Uniti. Ma la vita di Falcone non è stata per nulla un trionfo, Maria ci narra le amarezze che il Magistrato ha dovuto subire sia sul piano degli affetti che sul lavoro. Un uomo tanto amato e contemporaneamente lasciato solo nelle battaglie più importanti della sua carriera professionale. I ricordi di Maria spaziano

delle amarezze provate da Giovanni quando una volta resi pubblici i diari di Rocco Chinnici, suo diretto superiore e capo dell’ufficio istruzione di Palermo ucciso da autobomba nel 1983, una certa stampa strumentalizzò il senso degli scritti per discreditarlo. Le accuse di essere troppo “amico” del boss mafioso Tommaso Buscetta, primo importante collaboratore di giustizia, sulle cui rivelazioni si poté imbastire tutto l’impianto del maxi processo. Lo si caricò anche del sospetto di aver organizzato lui stesso il fallito attentato alla villa al mare dell’Addaura, tanto da fargli pronunciare una frase drammatica e amara in occasione di un intervista data a Corrado Augias: “Questo è il Paese felice in cui , se ti si pone una bomba sotto casa, e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è tua che non l’hai fatta esplodere”. E poi la mancata nomina a Consigliere Istruttore a favore di un altro magistrato che riscosse il “merito” di smantellare il pool antimafia. Ancora, una delusione per la mancata nomina all’Alto commissariato per la lotta alla mafia. L’ennesimo torto inflittogli dal Consiglio Superiore della Magistratura, che lo preferì a Agostino Cordova alla guida della Procura Nazionale Antimafia, un’organismo di coordinamento egli stesso ideato e normato. Il tempo sicuramente, ci darà risposte sul perché Falcone sia stato lasciato da solo. Ancora oggi sul suo assassinio (come in quello di Paolo Borsellino) ci sono delle verità nascoste e, riteniamo, terrificanti, proprio per il sospetto di connivenza tra politica, organizzazione criminale e pezzi di deviati dello Stato, la famigerata “trattativa” tra Stato e Mafia che, pare, fosse già iniziata ancor prima dell’ inizio della stagione delle stragi. Le indagini riaperte dopo venti anni di ritardi e depistaggi ne sono conferma. E’ l’ennesima Italia dei misteri. Chiudiamo con le parole pronunciate da Paolo Borsellino il 23 Giugno 1992,(riportate fedelmente da Maria Falcone), in occasione del trigesimo della morte di Giovanni, condannando chi l’aveva accusato di aver lasciato Palermo per diventare direttore degli affari penali al Ministero della Giustizia: “..Non fuggì. Tentò di ricreare altrove, da più vasta prospettiva, le condizioni ottimali per il suo lavoro. Per poter continuare a dare. Per poter continuare ad amare. ….” . Un’altra dichiarazione d’amore fraterno. Ventisette giorni dopo, in via D’Amelio a Palermo, moriva assieme a cinque poliziotti di scorta. Tutti dilaniati da un autobomba.














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ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti L'accesso disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento per infiltrazioni mafiose



Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo











ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti L'accesso disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento








IL COMUNE: BENE COMUNE












Carabinieri della compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari della prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli atti al comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla Prefettura di Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti passati al setaccio dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo. Le operazioni di verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha ufficialmente aperto l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo scioglimento del Comune. C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e investigatori hanno tre mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che sarà inviata al ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio dei ministri. Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ? Sicuramente sono stati esaminati gli atti amministrativi compresi quelli dell'ufficio tecnico e, a quanto pare, proprio in questo settore gli investigatori cercano qualcosa. Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto il sindaco Gaspare Portobello al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la legalità e contro il malaffare non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile. Speriamo che si faccia chiarezza al più presto”.
( 16 aprile 2012 ) http://www.tv7partinico.it/visualizza.asp?val=3444























C'è chi pensa di fare il Sindaco a vita
( detto da chi aveva i pantaloni corti quando è salito e non ne è
più disceso.
Si proprio come Craxi)
18 aprile 2012   Giornale di Sicilia












IL PROFESSORE NELLA  SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:  “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)  Consiglio Comunale 28 settembre 2009












Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE.




PROFESSORE non può trovare in questa  Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di accesso agli atti?




Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi perché questa invidia?




Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per “beghe di paese” ?
Oppure per   soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita?




Caro Signor Sindaco PROFESSORE  Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri   nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del Governo  RISPETTO.




RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.




RISPETTO verso   chi e’ stato delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della legalità  




PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è invidiosa)




Guardi invece la  LUNA indicata dal dito (ove  i fumi della Italcementi  glielo permettono) PROFESSORE!  GUARDI   al  grande  degrado morale ambientale sociale economico in cui siamo  costretti a vivere noi  Cittadini di Isola delle Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA  identità e noi  Cittadini che abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)



PROFESSORE da ultimo una domanda prima che presenti le sue dimissioni: Perché gli amministratori sospettati di collusione con la mafia possono concorrere alle elezioni?



La Casa Comune di POCHISSIMI intimi
La grande depressione isolana
la decadenza isolana
La cura del Bene Comune a Isola delle Femmine
La decadenza Morale-Fisica-Strutturale-Psicologica  



IL DEGRADO DELL'INOSPITALITA'
Leggi su........

20 ° anniversario della strage di Capaci 2005 8 LUGLIO CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA 24 RINALDO IN CAMPO VIA LIBERTA' ISOLA DELLE FEMMINE PIANO DI LOTTIZZAZIONE

20 ° anniversario della strage di Capaci.

Di Enzo Carrozzini







 Il ricordo di un grande magistrato nelle parole della sorella, autrice del libro “Giovanni Falcone, un eroe solo”. Non c’è un italiano che non ricordi quel tragico pomeriggio di sabato 23 Maggio 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre uomini della scorta Vito Schifani, Rocco di Cillo, Antonio Montinaro. “L’attentatuni”, una vera e propria azione di guerra, fu realizzato collocando 500 chilogrammi di tritolo sotto una galleria di scolo, del tratto autostradale collegante l’aeroporto di punta Raisi a Palermo, nei pressi del comune di Isola delle femmine, fatti brillare con un radiocomando da un squadra di mafiosi appostati su di un’altura. L’azione devastante atterrì l’Italia, tanto da indurre la società quanto le Istituzioni ad adottare una reazione risoluta ed intransigente contro l’organizzazione criminale denominata mafia. In tutti questi anni molti libri hanno raccontato l’encomiabile opera compiuta da Giovanni Falcone, del suo amico fraterno e collega Paolo Borsellino. Ricordiamo, a tal proposito, “ I miei giorni a Palermo” di Antonino Caponnetto, ultimo capo del pool antimafia di Palermo, sotto la cui guida ebbe luogo il primo Maxi processo all’organizzazione criminale mafiosa, che, insieme ad altre opere, ha avuto il merito di spiegare e diffondere la conoscenza del fenomeno. “Giovanni Falcone, un eroe solo”, il nuovo libro pubblicato in Aprile per i tipi della Rizzoli, scritto da Maria Falcone insieme alla giovane giornalista esperta di mafia, Francesca Barra, è qualcosa di più di una biografia, é il ricordo struggente e drammatico degli episodi di vita del grande magistrato, narrati con la particolare unicità dell’amore fraterno. Amore è il sentimento che pervade le duecento pagine di questo libro. E’ dolcissima l’amorevolezza con la quale i genitori attendono Giovanni unico figlio maschio, “Biddicchiu” (bellino in dialetto siculo), come fu poi soprannominato dal papà, quanto quella di Maria, che, ricordando il giorno della nascita del fratello, rivela l’evento particolare che lo contrappunta, allorquando una colomba bianca intrufolatisi nella stanza incomincia a svolazzare intorno alla culla del neonato. E’amore quello del Papà, che in punto di morte attende di rivedere per l’ultima volta il suo Biddicchiu, per poi chiudere definitivamente gli occhi. E’amore quello che ci mostra Giovanni nella sua prima esperienza matrimoniale, finita anticipatamente. E’amore per la propria famiglia quello che lo vede impegnato a non far trasparire alcuna preoccupazione, quando vede cadere sotto il piombo mafioso amici fraterni (come il commissario Ninni Cassarà) e collaboratori, e sdrammattizza le preoccupazioni della sorella rispondendo con un “si vive una volta sola nella vita”. E’ amore per Francesca, quello che lo risveglia alla vita, e lo porta anche a pensare di lasciarla definitivamente per salvarla dalle vendette mafiose, la quale per amore farà la sua stessa atroce fine. Sono manifestazioni d’amore le parole con le quali giovani colleghi collaboratori, rievocano il suo “spirito di servizio” nello svolgere il lavoro, la meticolosità, l’intelligenza e l’intuito. E’ sua la geniale introduzione nelle indagini del “Follow the money” (seguire le tracce del denaro), che inevitabilmente le operazioni finanziarie mafiose lasciavano presso istituti di credito compiacenti. Maria ce lo mostra alle prese con centinaia di assegni posti su ogni superficie dei mobili del salotto di casa dei genitori, intento nello studiare le girate di trasferimento dei titoli stessi. Amore e stima quello che porta Louis Freeh, Direttore dell’FBI,suo amico e collaboratore ai tempi delle indagini su Cosa Nostra negli anni Ottanta, a dedicargli un monumento nell’Accademia del Servizio Segreto di Quantico nei pressi di Washinghton negli Stati Uniti. Ma la vita di Falcone non è stata per nulla un trionfo, Maria ci narra le amarezze che il Magistrato ha dovuto subire sia sul piano degli affetti che sul lavoro. Un uomo tanto amato e contemporaneamente lasciato solo nelle battaglie più importanti della sua carriera professionale. I ricordi di Maria spaziano



delle amarezze provate da Giovanni quando una volta resi pubblici i diari di Rocco Chinnici, suo diretto superiore e capo dell’ufficio istruzione di Palermo ucciso da autobomba nel 1983, una certa stampa strumentalizzò il senso degli scritti per discreditarlo. Le accuse di essere troppo “amico” del boss mafioso Tommaso Buscetta, primo importante collaboratore di giustizia, sulle cui rivelazioni si poté imbastire tutto l’impianto del maxi processo. Lo si caricò anche del sospetto di aver organizzato lui stesso il fallito attentato alla villa al mare dell’Addaura, tanto da fargli pronunciare una frase drammatica e amara in occasione di un intervista data a Corrado Augias: “Questo è il Paese felice in cui , se ti si pone una bomba sotto casa, e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è tua che non l’hai fatta esplodere”. E poi la mancata nomina a Consigliere Istruttore a favore di un altro magistrato che riscosse il “merito” di smantellare il pool antimafia. Ancora, una delusione per la mancata nomina all’Alto commissariato per la lotta alla mafia. L’ennesimo torto inflittogli dal Consiglio Superiore della Magistratura, che lo preferì a Agostino Cordova alla guida della Procura Nazionale Antimafia, un’organismo di coordinamento egli stesso ideato e normato. Il tempo sicuramente, ci darà risposte sul perché Falcone sia stato lasciato da solo. Ancora oggi sul suo assassinio (come in quello di Paolo Borsellino) ci sono delle verità nascoste e, riteniamo, terrificanti, proprio per il sospetto di connivenza tra politica, organizzazione criminale e pezzi di deviati dello Stato, la famigerata “trattativa” tra Stato e Mafia che, pare, fosse già iniziata ancor prima dell’ inizio della stagione delle stragi. Le indagini riaperte dopo venti anni di ritardi e depistaggi ne sono conferma. E’ l’ennesima Italia dei misteri. Chiudiamo con le parole pronunciate da Paolo Borsellino il 23 Giugno 1992,(riportate fedelmente da Maria Falcone), in occasione del trigesimo della morte di Giovanni, condannando chi l’aveva accusato di aver lasciato Palermo per diventare direttore degli affari penali al Ministero della Giustizia: “..Non fuggì. Tentò di ricreare altrove, da più vasta prospettiva, le condizioni ottimali per il suo lavoro. Per poter continuare a dare. Per poter continuare ad amare. ….” . Un’altra dichiarazione d’amore fraterno. Ventisette giorni dopo, in via D’Amelio a Palermo, moriva assieme a cinque poliziotti di scorta. Tutti dilaniati da un autobomba.














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COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
PROVINCIA DI PALERMO
UFFICIO TECNICO
III SETTORE – I
SERVIZIO

IL
RESPONSABILE DEL III SETTORE

Prot.
del
_____________


Il Responsabile del III Settore – UTC avanza
la seguente proposta di deliberazione: Approvazione del “Piano di
Lottizzazione in ambito chiuso denominato RINALDO IN CAMPO”

·   
Vista
l’istanza prot. N° 12085 del 07.10.1999
con la quale la Sig.ra Benenato  Maria
Letizia
, nata a Palermo il 31.07.1961 ed ivi residente in via P.M.
Corradini n. 3, c.f.: BNN MLT 61L71 G273 Q, nella qualità di comproprietaria, chiede
l’approvazione di una struttura
residenziale-ricettiva
(e centro sportivo) individuata al N.C.T. di Isola
delle Femmine al foglio 2 particelle 7, 196, 241 (VERIFICARE LA SUPERFICIE)   ricadente, secondo il P.R.G. approvato con
D.A. 121/83 i cui vincoli preordinati all’espropriazione risultano scaduti,
all’interno della perimetrazione delle z.t.o. C2, già oggetto di Piano
Particolareggiato ad oggi scaduto e sottoposta al vincolo paesaggistico di cui
alla L. 1497/39 e successive modifiche ed integrazioni nonché al vincolo
sismico di cui alla L. 64/74;
·   
Accertato
che l’istante a titolo per richiedere l’autorizzazione di cui sopra, giusto
atto di compravendita del 24/08/1966 stipulato presso il notaio Giuseppe Rossi,
di Palermo, n. rep. 118022, con il quale i sig.ri Battaglia Erasmo, nato a
Capaci il 22/12/1878 vende al sig. Bennato
Francesco
nato a Palermo il 18/09/1928 un lotto di terreno complessivamente
esteso mq. 8.189 identificato al NCT
al fg. 3 p.lle 46 e 208; fg. 3 p.lle n. 7-241/a - 241/b-196-251/a (fra cui le
particelle n. 7-241 e 196 indicate nell’istanza N° 12085 del 07.10.1999) e la Denuncia di successione n. 3 vol. 14795
in testa al de cuis Benenato Francesco,  dalla quale si evince la proprietà degli eredi,
di cui 1/3 alla sig.ra Benenato Letizia
Maria
ed i restanti 2/3 alla madre Gallina
Irene
e Benenato Massimo;
·   
visti
gli elaborati introitati il 7/10/1999
protocollo n. 12055 – Allegato B – redatti dall’arch. Mingari Liborio, iscritto all’Ordine degli Architetti della
Provincia di Messina al n°224, per i quali la C.E.C. ha espresso in data 08/11/2000 parere di massima
favorevole; verificato dagli elaborati che l’intervento consta nella
realizzazione di:
- un fabbricato con destinazione mista
residenziale, su due elevazioni fuori terra, oltre un piano seminterrato. ll piano seminterrato destinato a
servizi e spogliatoi a servizio di attività sportiva cui viene destinato la
parte restante del terreno non interessato dal fabbricato, con la realizzazione
di due campi di calcetto, due campi bocce, verde attrezzato; il piano terra destinato a attività di
ristoro e di sosta a servizio di quanti decidono di utilizzare i servizi
sportivi di cui sopra; il   piano primo destinato a residenza.
·   
Preso
atto che il Piano di Lottizzazione, redatto dall’Arch. Liborio Mingari iscritto
all’Ordine degli Architetti della Provincia di Messina al n°224 risulta
composto dai seguenti elaborati:
-       Elaborato n° 1:
Relazione e norme di attuazione;
-       Elaborato n° 2:
Elaborati grafici di progetto;
-       Elaborato n° 3:
Elaborato stralcio planimetrico;
-       Elaborato n° 4:
Elaborato identificazione aree e verifica standards urbanistici;
-       Elaborato n° 4:
Schema di convenzione;
·   
considerato
che parte dell’area sulla quale si intende eseguire  l’intervento è stata sottoposta ad esproprio
come riportato nell’ atto di Cessione
volontaria, n. rep. 41593 del 06/12/2000
, stipulato presso il Notaio Girolamo Tripoli di Bagheria, da
quale si evince che con Ordinanza n. 5 del 11/03/1997
il sindaco di Isola
Delle Femmine ha autorizzato il consorzio ASI ad occupare, in via d’urgenza e
temporanea, per la realizzazione della viabilità a servizio della zona
industriale dello stesso comune, alcuni terreni tra i quali è compreso quello
di proprietà Benenato -Gallina; con
il quale cedono e trasferiscono al
Consorzio per lo sviluppo  dell’Area
Industriale di Palermo, uno spezzone di terreno, sito nel comune di Isola Delle
Femmine, contrada “Piana” esteso complessivamente are 32 e ca 98; identificato al NCT al fg. 3 p.lle 46 (di mq. 2372); p.lla
1821 (ex 7/b) (di mq. 866)
; p.lla
1823 (ex 241/b) (di mq. 60)
;
·   
visti
gli elaborati integrativi redatti dall’arch. Liborio Mingari dell’ottobre 1999, redatti in funzione della
cessione delle aree sopra indicate, giusta Ordinanza sindacale n. 5 del
11/03/97 ed introitati il 31/10/2000
protocollo n. 12695
– Allegato C – con l’indicazione dello stralcio planimetrico
con l’identificazione dell’area residua
a seguito dell’esproprio; allegato D (elaborati grafici)  ed E
(identificazione delle aree e verifica standars urbanistici) del gennaio
2002;
·   
Vista
la nota di questo Comune del 08/08/2002 protocollo n. 9251 con il quale si
chiede alla Soprintendenza ai BB. CC. AA. il parere sull’intervento da
eseguire;
·   
Visto
il prescritto parere favorevole del Genio Civile del 26/06/2002, protocollo n.
7512;
·   
Ritenuto
che l’intervento proposto può essere inquadrato come piano di lottizzazione in ambito chiuso ad uso
collettivo
, così come previsto dalla L.R. n. 71 del 27/12/1978 – art. 15; e
pertanto non dovranno essere cedute le aree, mentre rimarrà a carico dei
lottizzanti l’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e dei servizi
ed impianti necessari all’insediamento, nonché il pagamento   dei  contributi sul costo di costruzione di cui
alla legga 28/01/77 n. 10.
·   
Preso
atto che gli elaborati costituenti il piano di lottizzazione posseggono i
requisiti di cui all’art. 9 L.R. 71/78, in quanto contengono le indicazioni di
cui alle lettere a), b), c), d), e) h)
del medesimo art. 9 L.R. 71/78;
·   
Preso
atto che lo schema di convenzione di lottizzazione proposto, prevista dal comma
5° dell’art. 28 della L. 1150/42, è stato redatto in conformità ai contenuti
minimi obbligatori previsti dall’art. 14 della L.R. 71/78 ed in particolare:
a)                
la
cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria
e secondaria indicate dall’art. 4 della L. 847/64 e dall’art. 44 della L.
865/71, rimanendo esclusa la possibilità di monetizzare con i criteri di cui
all’art. 14 della L. 10/77, l’aliquota di aree da cedere al Comune per opere di
urbanizzazione secondaria, in considerazione della intervenuta decadenza dei
vincoli di P.R.G. preordinati all’espropriazione;
b)               
l’assunzione
a carico del proprietario degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione
primaria di cui all’art. 4 della L. 847/64 da eseguire in conformità alle
prescrizioni comunali e da cedere al Comune;
c)                 
La
corresponsione della quota di contributo di cui all’art. 5 della  L. 10/77 riguardante le opere di
urbanizzazione secondaria stabilita dal Comune in base alle tabelle
parametriche di cui al D. Ass. Sviluppo Economico 31.05.77 all’atto del
rilascio delle singole concessioni relative ai fabbricati ricadenti nel piano
di lottizzazione;
d)              
termini
non superiori a dieci anni per la cessione delle aree e delle relative opere;
e)                
congrue
garanzie finanziarie per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla
convenzione;
·   
Rilevato
che parte del lotto sul quale si intendono realizzare i due campi di calcetto,
due  campi bocce, identificato al NCT al Fg.
____ p.lla _______ , ricade secondo il vigente P.R.G. approvato con D.A. 121/83
in quanto ricade all’interno della perimetrazione delle zone E (verde agricolo)
di cui al citato P.R.G. di mq. ________e che invece il fabbricato di mc.
complessivi 1091,12 ricade ricade secondo il vigente P.R.G. approvato con D.A.
121/83 in quanto ricade all’interno della perimetrazione delle zone C
identificate al NCT alle part.lle ______ dello stesso fg. di mappa, estese
complessivamente mq. 2500;
·   
L’intervento
proposto risulta non conforme al
P.R.G. approvato con D.A. 121/83 in quanto parte dell’intervento (verde
attrezzato e sportivo) ricade all’interno della perimetrazione delle zone E di cui al citato P.R.G.; (come
da tavola stralcio di P.R.G. che forma parte integrante della presente);
considerato tuttavia che l’intera superficie interessa un’area complessivamente
estesa mq. 2500, e
che è  stato elaborato in funzione dei
standars urbanistici minimi di cui al DM 1444 del 02/04/1968,  in base ai seguenti dati: densità territoriale pari a 0,436
mc/mq
in conformità al disposto di cui all’art. 15; lettera b) della L.R.
78/76, 80 mc/abitante da insediare, numero
di abitanti da insediare per quantità minima di spazi pubblici riservati alle
attività collettive, a verde attrezzato e a parcheggio pari a 4,70 mq/abitante in conformità
ai parametri già utilizzati
dal Piano Particolareggiato delle Zone C
scaduto in data 14.05.2002, poiché decorsi dieci anni dal riscontro di legittimità
della deliberazione di C.C. n. 87/91 da parte della CPC con decisione n.
18806/26105 del 14.05.1992;
·   
Rilevato
che in tale area in cui insiste il piano di lottizzazione, l’U.T.C. ha già
rilasciato C.E. n. ________ per la realizzazione delle opere di urbanizzazione
primaria previste nel progetto approvato dalla C.E.C. nella seduta del _________,
e sul quale la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo ha rilasciato il proprio
N.O. in data ________, con prot. n. ______;
·   
Rilevato
altresì che il piano di lottizzazione e le relative norme di attuazione
risultano redatti in conformità alle prescrizioni contenute nel sopra citato
N.O. della Soprintendenza prot. N° _______ del ______________;
·   
Preso
atto che ogni porzione di area ricadente nel piano di lottizzazione e
corrispondente ad una precisa destinazione (lotto edificabile, lotto destinato attrezzato
collettivo, aree per attrezzature), risulta esattamente individuata con un
identificativo catastale derivante dal frazionamento già depositato presso il
Comune in data  _________ ed approvato
dall’UTE di Palermo in data ________________, prot. n. ____________;
·   
Rilevato
pertanto che le aree interessate dal piano di lottizzazione sono individuate e
quantificate come risulta dal seguente prospetto:
Descrizione
Fg.
Particelle
 Definitive
Sup. catastale
totale
Sup. effettiva
Volume totale
N° 1 Lotto
edificabile
3




N° 1 lotto
destinato a verde collettivo
3




Aree per
attrezzature e verde attrezzato (sportivo)
3




TOTALE





·   
Accertato
che, ai sensi dell’art. 14 della L.R. 71/78, l’approvazione del piano di
lottizzazione di che trattasi rimane di competenza del Consiglio Comunale in
quanto redatto in conformità alle previsioni del P.R.G. approvato con D.A.
121/83, e considerato che non ricorre per lo stesso alcuna delle ipotesi di cui
alle lettere a) b) e d) dell’art. 12 della L.R. 71/78;
·   
Considerato
che in merito al piano di lottizzazione in oggetto la C.E.C. ha espresso parere
favorevole nella seduta del _____________, verbale n° _______;
·   
Accertato
che il piano di lottizzazione di che trattasi è stato inviato alla Soprintendenza
BB.CC.AA. con nota prot. N° __________ del __________, assunta in pari data al
protocollo della Soprintendenza BB.CC.AA. al n° _____________;
·   
Considerato
che sono trascorsi oltre sessanta giorni dalla data d’invio del piano di
lottizzazione alla Soprintendenza BB.CC.AA. senza che la stessa si sia
pronunziata in ordine alla richiesta di nulla osta preventivo necessario ai
fini dell’approvazione del piano di lottizzazione da parte del Consiglio
Comunale, e che pertanto, ai sensi del comma 4° dell’art. 14 della L.R. 71/78
il parere della Soprintendenza BB.CC.AA. deve intendersi reso favorevolmente;
·   
Visto
il parere favorevole prot. N° ____________ del _________ espresso dall’Ufficio
del Genio Civile di Palermo ai sensi dell’art. 13 L. 64/74;
·   
Visto
il parere favorevole espresso dall’Ufficiale Sanitario in data __________,
prot. n. ________;
·   
Preso
atto della relazione prot. n. ___________ del _______ predisposta dall’UTC e
propedeutica alla predisposizione del Piano di Lottizzazione dopo la scadenza
dei piani particolareggiati avvenuta in data 14.05.2002;
·   
Preso
atto, altresì e verificato quanto emerso in seguito alle sedute di C.C. di cui
alle delibere n. 053 del 22.11.02 e n. 059 del 09.12.02;
·   
Vista
la L.R. 71/78 e successive modifiche ed integrazioni;
·   
Vista
la L. 1150/42 e successive modificazioni;
DELIBERA
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 14,
comma 1° della L.R. 71/78, di approvare il piano di lottizzazione denominato “____________________”
relativo ad un’area complessivamente estesa mq. _____________ individuata al
N.C.T. di Isola delle Femmine al foglio 3 particelle _________________________________il
tutto in conformità agli elaborati tecnici in premessa elencati che formano
parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
·     Approvare lo schema
di convenzione allegato al Piano di lottizzazione;
·     Autorizzare il
Responsabile dell’UTC a stipulare con i lottizzanti la convenzione urbanistica
in conformità allo schema approvato;
·     Disporre tutti gli
adempimenti successivi all’approvazione del piano di lottizzazione previsti
dalla vigente normativa in materia.

Si esprime parere favorevole sotto
il profilo della regolarità tecnica

Il
Responsabile del III Settore UTC
Arch.
Monica Giambruno









DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N 24 8 LUGLIO 2005








2005 8 LUGLIO CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA 24 RINALDO IN CAMPO VIA LIBERTA' ISOLA DELLE FEMMINE PIANO DI LOTTIZZAZIONE

ASI, BATTAGLIA ERASMO, BENENATO MARIA LETIZIA, BENENATO MASSIMO, BOLOGNA, CEC 8 11 2000, GALLINA IRENE, GIAMBRUNO, MINGARI LIBORIO, RINALDO IN CAMPO, ISOLA DELLE FEMMINE,