Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


giovedì, aprile 25, 2013

Isola Pulita: I PENTITI: " VINCENZO ENEA UN OMICIDIO DI MAFIA" IL PROCESSO PER LA GIUSTIZIA

Isola Pulita: I PENTITI: " VINCENZO ENEA UN OMICIDIO DI MAFIA" IL PROCESSO PER LA GIUSTIZIA

CASTELLAMMARE DEL GOLFO: LA LOGGIA ENRICO, ABUSIVO “A SUA INSAPUTA”

CASTELLAMMARE DEL GOLFO: LA LOGGIA ENRICO, ABUSIVO “A SUA INSAPUTA”

 by  · in Notizie dall'Italia



Cala Dell’Ovo è una delle zone più belle della costa che divide Castellammare del Golfo da Scopello e dalla riserva naturale dello Zingaro. E’ la zona che parecchi anni addietro venne “salvata” dalla cementificazione selvaggia, e dalla speculazione edilizia che anche imprese vicine alla mafia avevano programmato di compiere. Quella marcia fece nascere la riserva naturale dello Zingaro, bloccò cantieri e ruspe che erano già in movimento, ciò che esisteva già non è stato toccato, nessuna demolizione, ma semmai i “paletti” posti dalle norme di tutela ambientale e paesaggistica impedirono che si potesse continuare con il costruire. Ma ovviamente ci fu chi tentò di continuare a realizzare insediamenti abitativi, villette, profittando di una norma sopravissuta a tante leggi di tutela che consente di ricostruire manufatti laddove ne esistevano altri purchè venisse rispettata volumetria e originario impatto ambientale. O anche di recuperare l’esistente quando parecchio degradato senza ricorrere alle demolizioni. Tra le pieghe di questa norma nel 2003 un personaggio eccellente della politica, l’ex presidente dei senatori di Forza Italia ed ex ministro degli Affari Regionali, il palermitano Enrico La Loggia, tentò, assieme alla moglie, comproprietaria di un immobile proprio affacciato sul mare di Scopello, di recuperare un’antica abitazione. La concessione prevedeva il recupero ma quando i forestali andarono a fare una ispezione si resero conto che l’immobile era stato demolito e se ne stava costruendo uno del tutto nuovo. Scattò il sequestro, La Loggia e consorte finirono indagati, l’allora ministro La Loggia si difese sostenendo che “a sua insaputa” si era demolito e si stava costruendo ex novo. La tesi di La Loggia venne accolta dal giudice che alla fine di quel processo condannò il solo progettista e direttore dei lavori, architetto Vittorio Giorgianni che si assunse ogni responsabilità, spiegando che in corso d’opera, durante i lavori di recupero, si era avuto un cedimento che inevitabilmente condusse alla demolizione del vecchio manufatto. In una nota poi il ministro La Loggia ricostruì i fatti, ricordando che sua moglie «affidò ad uno stimato professionista palermitano l’incarico di predisporre, in presenza di un grave pericolo di crollo, tutta la documentazione nonchè il progetto tecnico per la ristrutturazione dell’immobile in questione». Lo stesso immobile – ricordò La Loggia – era stato peraltro acquistato con allegata perizia del tribunale che ne comprovava la precarietà strutturale – ad una vendita giudiziaria. «Con una articolata memoria, i difensori – aggiunse La Loggia – avevano già dimostrato l’assoluta regolarità dei lavori». E concluse dicendo «sarò lieto che ci sarà una circostanza (il processo ndr) nella quale si chiarirà finalmente questa vicenda che, per me, ha veramente dell’incredibile». La Loggia e la moglie non furono condannati, l’arch. Giorgianni si, “un tecnico preparato – chiosò il pm Palmeri nell’appello presentato contro la sentenza (appello poi respinto) come il progettista ed un ministro della Repubblica – stigmatizzò il pm – non potevano non conoscere precisi e logici obblighi di legge”.
Capitolo chiuso? Niente affatto. L’oramai ex ministro La Loggia pare tenga così tanto a quel luogo che è tornato a chiedere autorizzazione edilizia per ricostruire. Pensando forse che nel frattempo l’oblio poteva avere cancellato ogni ombra che si era addensata su quel cantiere. Ma adesso è scattato un sequestro bis, perché pare che tutto sia attorniato dall’originaria illegittimità. Lo scorso 5 aprile i carabinieri hanno nuovamente sequestrato quel cantiere. Stessi indagati, ex ministro e consorte, progettista e direttore dei lavori, arch. Giorgianni, identica impresa. Iscritta nel registro degli indagati anche il dirigente dell’Utc del Comune di Castellammare del Golfo, ing. Francesca Usticano. Una incredibile serie di violazioni ma stavolta si sarebbe provato che la ricostruzione (semmai possa essere compiuta, per la Procura questa non può avvenire in modo così automatico con la sola restituzione della proprietà, così come fu deciso a conclusione di quel processo) stava avvenendo con la costruzione di una volumetria superiore a quella esistente.
Insomma altro sequestro, altro processo si profila all’orizzonte, e probabilmente l’ex ministro la Loggia si appresta a ripetere che tutto ciò stava avvenendo “a sua insaputa”.



Abuso edilizio, indagato La Loggia

I CARABINIERI il 5 aprile scorso hanno sequestrato la casa al mare di Enrico La Loggia, ex parlamentare ed ex ministro. Avviso di garanzia per lui, per la moglie Maria Elena Woodrow, per l' impresa, per il progettista Vittorio Giorgianni e per Francesca Usticano, responsabile dell' ufficio tecnico del comune di Castellammare del Golfo. Una villa davanti le acque blu di Scopello - a un passo dalla riserva naturale dello Zingaro, località Cala dell' Ovo, fra l' antica Tonnara e Cala Mazzo di Sciacca, in una zona protetta da vincoli rigidissimi - che da 10 anni fa tribolare il politico palermitano. Già nell' aprile 2003, infatti, all' apertura del primo cantiere scattò il sequestro per abusivismo - bisognava consolidare la costruzione preesistente e non buttarla giù rifacendone un' altra. La Loggia fu accusato di aver iniziato i lavori senza concessione edilizia, nulla osta dei Beni Culturali, progetto esecutivo e senza denuncia di avvio al Genio Civile. Più o meno le accuse di oggi. L' allora ministro agli Affari regionali finì a giudizio con la moglie Maria Elena Woodrow e progettista Giorgianni, già assessore provinciale all' Ambiente per il centrodestra a Palermo. Alla fine l' unico condannato per violazione dei vincoli fu il progettista. Poi dieci anni di oblio. Fino a pochi mesi fa quando ha riaperto il cantiere: stessa impresa e stesso architetto. Le fondazioni dell' abuso di 10 anni fa ora diventano la struttura di una casa a due piani con travi e scale di cemento. La Procura di Trapani ritiene illegittime le concessioni in sanatoria rilasciate dal Comune di Castellammare così come la comunicazione alla Sovrintendenza. L' ingegnere responsabile dell' ufficio tecnico di Castellammare, Francesca Usticano, garantisce la regolarità della nuova concessione citando la s e n t e n z a d e l C g a d e l 25/05/2009, numero 481. «E' tutto a posto», dice. Non la vede così Angelo Di Marca, di Legambiente Sicilia, sulla stessa linea della Procura


Isola Pulita: INTERPELLANZA Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria


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