Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


mercoledì, gennaio 29, 2014

Isola Pulita: Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”

Combustione petcoke
Borgo Venusio insorge contro la Valdadige 

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”. Residenti preoccupati dal progetto aziendale. Genchi: “Verificheremo il rispetto di tutte le prescrizioni”.



di PIERO QUARTO
Combustione petcoke
Borgo Venusio insorge contro la Valdadige
I fumi che preoccupano i residenti
MATERA - Il petcoke fa paura. E’ la reazione che sta montando in queste ore da parte dei residenti del Borgo Venusio. La causa è il prossimo avvio da parte dell’azienda Valdadige di un progetto di utilizzo come combustile del petcoke.
Un progetto che, dopo l’autorizzazione ambientale dell’agosto 2010, sembra essere sul pronto di partire.
Ieri doveva essere il giorno fatidico per l’utilizzo di petcoke da parte della Valdadige. Almeno questa era la voce che aveva preoccupato i residenti e a cui è seguito un rinvio, pare tecnico, di qualche giorno per applicare al meglio il progetto.
I residenti però sono fortemente allarmati anche perchè poco convinti da quanto hanno letto nell’autorizzazione ambientale emanata dalla Regione. Una delibera del 10 agosto 2010 della giunta regionale che visti i pareri favorevoli ha dato l’autorizzazione integrata ambientale a Valdadige.
«E’ una cosa scandalosa e per la quale chiediamo sin da subito la revoca dell’autorizzazione emanata dalla Regione» spiega Mimmo Genchi residente di Venusio conosciuto anche per il suo impegno politico, «andremo a verificare nel dettaglio il contenuto ed il rispetto di tutte quante le prescrizioni che sono contenute all’interno dell’autorizzazione e procederemo anche a fare un esposto alla Procura della Repubblica su questi fatti.
La cosa che mi pare di maggiore impatto anche in prima battuta è il fatto che esiste una tabella che sintetizza tutti gli elementi nel raggio di un chilometro e si dice che in realtà non ci siano case di abitazione civile. Io abito a circa 600 metri da quell’azienda e conto vicino a me nel borgo vecchio di Venusio almeno una dozzina di famiglie con figli anche piccoli che sono nella stessa situazione.
Devo poi anche aggiungere che nel raggio di un chilometro ci sono nuove abitazioni residenziali ed anche una parte del borgo nuovo.
Non riesco pertanto a capire come è possibile che si possa arrivare ad una decisione del genere senza aver completato nemmeno una semplice verifica territoriale come questa che con i mezzi di oggi mi pare anche molto semplice da poter svolgere». Genchi aggiunge ancora senza accennare assolutamente a fermarsi: «trovo poi oltremodo grave che vi possa essere una conferenza di servizi che dia un’autorizzazione con parere favorevole di Regione, Provincia e Comune su una cosa del genere che può creare problemi a persone che si trovano nel raggio di un chilometro».
Magra la consolazione a cui arriva Genchi anche da ex consigliere comunale ricordando che «oramai a tutela dei territori sono rimasti solamente i cittadini e nessun altro.
Bisognerà nelle prossime settimane chiarire immediatamente quest’incongruenza ed arrivare a verificare nel dettaglio ciascuna delle prescrizioni Aia che sono contenuto in quel documento». In questi ultimi giorni la preoccupazione dei cittadini è cresciuta tanto che ieri mattina era stata paventata, e poi rinviata, una sorta di manifestazione di protesta nell’ottica di un avvio del progetto di utilizzo del petcoke da parte dell’azienda.
In una posizione diversa ma di sostanziale attesa anche a garanzia del proprio lavoro sono anche i 64 dipendenti della Valdadige in cassa integrazione straordinaria dal dicembre scorso per i prossimi dodici mesi e per i quali è stato chiesto a livello sindacale il massimo delle sicurezze rispetto all’approvazione e la realizzazione del progetto. «Prendendo atto dell’autorizzazione ma anche della necessità che ci siano tutti i quanti i via libera e i permessi necessari per poter procedere con il progetto messo in campo dall’azienda» dicono fonti sindacali. Anche in questo caso vi sarebbe grande attenzione nei diversi passaggi che verranno posti in essere.
La questione che si sta trascinando da non poco tempo visto che l’autorizzazione risale al 2010 sembra essere oramai arrivata ad un punto di svolta. Valdadige sembra pronta a partire con l’utilizzo del petcoke ma in realtà la preoccupazione dei residenti è al massimo.
«Case, famiglie e bambini ed un intero borgo sono preoccupati per questo tipo di iniziativa» conclude Mimmo Genchi.

A fine luglio 2010 i pareri favorevoli nel corso della conferenza di servizi
Questi alcuni passaggi dell’autorizzazione di agosto 2010 che dà il via libera al progetto di Valdadige da parte del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata che ha effettuato l’istruttoria sulla richiesta che era stata avanzata da parte dell’azienda..
«L’Azienda ha in progetto l’impiego del “pet-coke” sia nell’impasto che per uso combustibile.
Si ribadisce che durante lo scarico del pet-coke sarà attivo un impianto di aspirazione ed abbattimento delle polveri che si possono generare durante questa fase, che confluisce nel punto di emissione E5».
«Aggiungere una minima quantità di pet-coke nell’impasto permette di velocizzare il ciclo di cottura: la combustione di tale materiale all’interno del prodotto, infatti, consente a quest’ultimo di raggiungere più rapidamente ed efficacemente le temperature di cottura.
Quanto all’utilizzo come combustibile del coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 1% in massa, la ditta ritiene economicamente vantaggiosa tale possibilità.
E’ possibile utilizzare come combustibile il coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 6% in massa  “negli impianti in cui durante il processo produttivo i composti dello zolfo siano fissati o combinati in percentuale non inferiore al 60% con il prodotto ottenuto”.
L’aggiunta nell’impasto di una minima percentuale di pet-coke, inoltre, non solo permette di velocizzare i tempi di cottura, ma anche di limitare le emissioni degli ossidi di zolfo.
Infine la posizione all’interno del forno di cottura dei bruciatori a metano a monte di quelli che utilizzano il combustibile solido (attualmente antracite, ma pet-coke nelle intenzioni della ditta) è, secondo il proponente, strategica perché consente di abbattere gli eventuali residui incombusti del combustibile solido».
Infine il dato sulla conferenza di servizi per acquisire i pareri sul progetto in questione si è svolta presso il Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità della Regione Basilicata.
Il 29 luglio 2010 hanno dato parere la Provincia di Matera – Ufficio Ambiente, che ha espresso parere favorevole, l’azienda Sanitaria di Matera che ha espresso parere favorevole, il  Comune di Matera del settore Urbanistica, che ha espresso parere favorevole e l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (A.R.P.A.B.), che ha espresso parere favorevole, per le competenze in materia di monitoraggio ambientale».
p.quarto@luedi.it
mercoledì 29 gennaio 2014 09:15

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/722016/Combustione-petcoke--Borgo-Venusio-insorge.html


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi

Sotto inchiesta il sindaco di Monselice e l'ex presidente del Parco Colli. Perché c'è stato un cambio di atteggiamento? I carabinieri evidenziano le anomalie ma la Procura chiede l’archiviazione. Il Comitato “E noi?” si oppone perché vuole che sia celebrato il processo

di Francesca Segato

MONSELICE. La Procura della Repubblica di Padova ha messo sotto inchiesta il sindaco Francesco Lunghi e la ex presidente del Parco Colli Euganei, Chiara Matteazzi, per la vicenda del revamping. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Federica Baccaglini ha tirato le somme di un’indagine durata due anni, con l’utilizzo anche di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Indagine che ha visto impegnati i carabinieri della squadra di Polizia giudiziaria della Procura e quelli del Nucleo operativo ecologico di Venezia. I reati ipotizzati erano abuso d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, corruzione per atto d’ufficio, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il tutto nell’ambito del braccio di ferro politico-amministrativo per giungere al via libera al revamping di Italcementi.
La richiesta di archiviazione e i dubbi. Il sostituto procuratore Baccaglini il 20 dicembre scorso ha però chiesto l’archiviazione, ritenendo che gli elementi emersi, pur mostrando, in particolare per la Matteazzi, «comportamenti non del tutto chiari in rapporto alla qualifica pubblica dalla stessa ricoperta», non siano comunque tali da consentire di esercitare l’azione penale. Contro la richiesta di archiviazione ha presentato atto di opposizione il comitato “E Noi?”, presieduto da Silvia Mazzetto e rappresentato dall’avvocato Maria Pia Rizzo.
L’indagine. Di «gravi violazioni di legge» poste in essere da Comune di Monselice, Parco Colli, Provincia di Padova e Soprintendenza per i Beni Architettonici, per garantire l’approvazione del revamping, parlano i carabinieri del Noe di Venezia. Anche il Tar Veneto, con il provvedimento del 9 maggio 2012, chiedeva del resto di verificare se sussistessero gli estremi dell’abuso d’ufficio. Come sottolinea lo stesso pubblico ministero nella richiesta di archiviazione, i carabinieri del Noe «avevano già evidenziato… alcuni profili di antigiuridicità della condotta degli amministratori pubblici a vario titolo interessati e coinvolti nella vicenda, sottolineando come, ad un certo punto, vi fosse stato, non solo in seno al Comune di Monselice ma anche in capo all’Ente Parco Colli e alla Soprintendenza… un cambio di atteggiamento nei confronti del progetto di revamping».
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L’ipotesi di corruzione. Ancora i carabinieri sottolineavano come «tale “ripensamento” si affiancasse a situazioni di favore (compensi, incarichi…) elargiti a amministratori, dipendenti, a vario titolo operanti all’interno degli enti interessati, ciò che portava fondatamente a ritenere la sussistenza del reato di corruzione». Il pm riporta anche alcuni esempi delle risultanze emerse dalle indagini. Un caso è quello di Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca: «Da sempre contrario al progetto, aveva poi mutato opinione; risulta che abbia ricevuto il 21/10/2011, con determina 803 del Comune di Monselice, l’incarico per la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dell’importo di euro 430.000, dei quali 12.480 assegnati alla progettazione e quindi al raggruppamento di professionisti che li avrebbero realizzati, rappresentati dallo stesso Callegaro».
Ancora, i consiglieri dichiaratisi contrari al revamping «venivano di volta in volta sostituiti», mentre alcuni,Tiziano Montecchio Andrea Basso, «ricevuti degli incarichi fiduciari da parte del sindaco, si pronunciavano, rispettivamente a favore e astenuto». Il pm cita anche Gianni Mamprin, vicesindaco: «In contatto con le dirigenze aziendali delle cementerie, si rivolgeva alle stesse per richiedere e sollecitare sponsorizzazioni per le varie attività promosse dall’amministrazione comunale con le associazioni locali (feste Pro loco, manifestazioni della Giostra della Rocca…)». Fondi, sottolinea il pm, che il vicesindaco ha raccolto anche per concerti e manifestazioni: «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi».
Lunghi invece si era schierato apertamente dalla parte di Italcementi fin dai volantini elettorali. Mentre la Matteazzi si era discostata dal parere contrario della Commissione tecnica del Parco, dando il suo benestare al revamping. La stessa Matteazzi, ricorda il pm, oltre che dipendente del comune di Loreggia lo era anche del ministero dei Beni culturali, e quindi molto legata a Ugo Soragni, il Soprintendente che a sua volta diede il via libera al revamping (contro un primo parere istruttorio della Soprintendenza). Dalle intercettazioni telefoniche, la donna appare «molto attenta nell’uso del telefono tanto che sovente tace informazioni reputate sensibili rimandandole a incontri di persona». Incontri avvenuti con dirigenti di Italcementi come Edoardo Giudice andrea, il promotore del revamping. Un altro filone di indagine riguarda la nomina a capo ufficio tecnico di Monselice dell’ingegner Mario Raniolo: un concorso, secondo l’accusa, pilotato perché fosse proprio lui a occuparsi del revamping.
L'area del Revamping a Monselice.

ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4

LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?
La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita


Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni si trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:






ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia 21 dicembre 2013, seduta n. 143




Camera, interrogazione a risposta scritta   di Claudia MANNINO (M5S)
il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi...

·                     presentato il: 21/12/2013
·                      
Atto Camera  

   

 Interrogazione a risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21 dicembre 2013, seduta n. 143  


 MANNINO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   


il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza degli alimenti;   

 lo stesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge le funzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anche sotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle attività sanitarie regionali;   

 a seguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005 risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola delle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti di produzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   

 a seguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impianto ha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto di conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   

 nel corso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente per l'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibili utilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per la realizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo aver acquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   


 con decreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata rilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientale per l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune di Isola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra i combustibili autorizzati;   


 l'articolo 6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli enti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dello stesso decreto n. 693 del 2008;   

 l'articolo 7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le prescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti come materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologica dell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che l'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dalla notifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relative all'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   

 tra le prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 683/2009, all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere – entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica (il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento delle migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al fine di ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 a distanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo 7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   

 non risulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuato alcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggetto gestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del 2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicata all'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementeria;   

 nel comune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, ad operare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza le tecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 la mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – non costituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:   

 quali elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;   
 se intenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità che abitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse al funzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034) 


PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009 CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2 SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL LUGLIO 2008 



A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI, interlandi, RAFFINERIE, Sansone, Tolomei, zuccarello, RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”

mercoledì, gennaio 22, 2014

Isola Pulita: Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»

Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi

Sotto inchiesta il sindaco di Monselice e l'ex presidente del Parco Colli. Perché c'è stato un cambio di atteggiamento? I carabinieri evidenziano le anomalie ma la Procura chiede l’archiviazione. Il Comitato “E noi?” si oppone perché vuole che sia celebrato il processo

di Francesca Segato

MONSELICE. La Procura della Repubblica di Padova ha messo sotto inchiesta il sindaco Francesco Lunghi e la ex presidente del Parco Colli Euganei, Chiara Matteazzi, per la vicenda del revamping. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Federica Baccaglini ha tirato le somme di un’indagine durata due anni, con l’utilizzo anche di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Indagine che ha visto impegnati i carabinieri della squadra di Polizia giudiziaria della Procura e quelli del Nucleo operativo ecologico di Venezia. I reati ipotizzati erano abuso d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, corruzione per atto d’ufficio, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il tutto nell’ambito del braccio di ferro politico-amministrativo per giungere al via libera al revamping di Italcementi.
La richiesta di archiviazione e i dubbi. Il sostituto procuratore Baccaglini il 20 dicembre scorso ha però chiesto l’archiviazione, ritenendo che gli elementi emersi, pur mostrando, in particolare per la Matteazzi, «comportamenti non del tutto chiari in rapporto alla qualifica pubblica dalla stessa ricoperta», non siano comunque tali da consentire di esercitare l’azione penale. Contro la richiesta di archiviazione ha presentato atto di opposizione il comitato “E Noi?”, presieduto da Silvia Mazzetto e rappresentato dall’avvocato Maria Pia Rizzo.
L’indagine. Di «gravi violazioni di legge» poste in essere da Comune di Monselice, Parco Colli, Provincia di Padova e Soprintendenza per i Beni Architettonici, per garantire l’approvazione del revamping, parlano i carabinieri del Noe di Venezia. Anche il Tar Veneto, con il provvedimento del 9 maggio 2012, chiedeva del resto di verificare se sussistessero gli estremi dell’abuso d’ufficio. Come sottolinea lo stesso pubblico ministero nella richiesta di archiviazione, i carabinieri del Noe «avevano già evidenziato… alcuni profili di antigiuridicità della condotta degli amministratori pubblici a vario titolo interessati e coinvolti nella vicenda, sottolineando come, ad un certo punto, vi fosse stato, non solo in seno al Comune di Monselice ma anche in capo all’Ente Parco Colli e alla Soprintendenza… un cambio di atteggiamento nei confronti del progetto di revamping».
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L’ipotesi di corruzione. Ancora i carabinieri sottolineavano come «tale “ripensamento” si affiancasse a situazioni di favore (compensi, incarichi…) elargiti a amministratori, dipendenti, a vario titolo operanti all’interno degli enti interessati, ciò che portava fondatamente a ritenere la sussistenza del reato di corruzione». Il pm riporta anche alcuni esempi delle risultanze emerse dalle indagini. Un caso è quello di Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca: «Da sempre contrario al progetto, aveva poi mutato opinione; risulta che abbia ricevuto il 21/10/2011, con determina 803 del Comune di Monselice, l’incarico per la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dell’importo di euro 430.000, dei quali 12.480 assegnati alla progettazione e quindi al raggruppamento di professionisti che li avrebbero realizzati, rappresentati dallo stesso Callegaro».
Ancora, i consiglieri dichiaratisi contrari al revamping «venivano di volta in volta sostituiti», mentre alcuni,Tiziano Montecchio Andrea Basso, «ricevuti degli incarichi fiduciari da parte del sindaco, si pronunciavano, rispettivamente a favore e astenuto». Il pm cita anche Gianni Mamprin, vicesindaco: «In contatto con le dirigenze aziendali delle cementerie, si rivolgeva alle stesse per richiedere e sollecitare sponsorizzazioni per le varie attività promosse dall’amministrazione comunale con le associazioni locali (feste Pro loco, manifestazioni della Giostra della Rocca…)». Fondi, sottolinea il pm, che il vicesindaco ha raccolto anche per concerti e manifestazioni: «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi».
Lunghi invece si era schierato apertamente dalla parte di Italcementi fin dai volantini elettorali. Mentre la Matteazzi si era discostata dal parere contrario della Commissione tecnica del Parco, dando il suo benestare al revamping. La stessa Matteazzi, ricorda il pm, oltre che dipendente del comune di Loreggia lo era anche del ministero dei Beni culturali, e quindi molto legata a Ugo Soragni, il Soprintendente che a sua volta diede il via libera al revamping (contro un primo parere istruttorio della Soprintendenza). Dalle intercettazioni telefoniche, la donna appare «molto attenta nell’uso del telefono tanto che sovente tace informazioni reputate sensibili rimandandole a incontri di persona». Incontri avvenuti con dirigenti di Italcementi come Edoardo Giudice andrea, il promotore del revamping. Un altro filone di indagine riguarda la nomina a capo ufficio tecnico di Monselice dell’ingegner Mario Raniolo: un concorso, secondo l’accusa, pilotato perché fosse proprio lui a occuparsi del revamping.
L'area del Revamping a Monselice.

ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4

LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?
La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita


Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
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Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni si trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:





PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009 CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2 SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL LUGLIO 2008 



A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI, interlandi, RAFFINERIE, Sansone, Tolomei, zuccarello, RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»