Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


giovedì, febbraio 05, 2015

2015 5 MAGGIO SENTENZA 38068 2015 CORTE DI CASSAZIONE PROCURA ANZA AVVERSO SENTENZA APPELLO DI ASSOLUZIONE 1394 2013 ANNULLA SENTENZA E RIMANDA APPELLO PALERMO

2015 5 MAGGIO SENTENZA 38068 2015 CORTE DI CASSAZIONE PROCURA ANZA AVVERSO SENTENZA APPELLO DI ASSOLUZIONE 1394 2013 ANNULLA SENTENZA  E RIMANDA APPELLO PALERMO


Penale Sent. Sez. 5 Num. 38068 Anno 2015 Presidente: MARASCA GENNARO Relatore: POSITANO GABRIELE Data Udienza: 05/05/2015

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D'APPELLO DI PALERMO nei confronti di: ANZA' SALVATORE N. IL 21/04/1955 avverso la sentenza n. 1394/2013 CORTE APPELLO di PALERMO, del 15/10/2014 visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in PUBBLICA UDIENZA del 05/05/2015 la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. che ha concluso per Udito, per la parte civile, l'Avv Udit i difensor Avv.
Il Procuratore generale della Corte di Cassazione, dr Marilia Di Nardo, conclude chiedendo il rigetto del ricorso Per il ricorrente è presente l'Avvocato Francesca De Vita la quale chiede il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Palermo propone ricorso per cassazione contro la sentenza pronunciata dalla Corte distrettuale, in data 15 ottobre 2014, che, in riforma della decisione del Tribunale di Palermo, del 18 ottobre 2012, appellata da Anzà Salvatore, aveva assolto l'imputato dal reato ascrittogli, poiché non punibile ai sensi dell'articolo 599, secondo comma del codice penale.
2. Il Tribunale di Palermo aveva dichiarato Anzà Salvatore colpevole del reato di cui agli articoli 81 e 595, commi 2 e 3 del codice penale, poiché lo stesso, in qualità di dirigente dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, aveva offeso la reputazione dell'associazione Legambiente, in persona del presidente, Domenico Fontana, attraverso la comunicazione, con più persone, di tre atti pubblici a firma propria, recanti le date, rispettivamente, del 27 novembre 2007, del 4 dicembre 2007 e del 10 dicembre 2007.
3. Il primo giudice non aveva ritenuto sussistente l'esimente della provocazione poiché le offese, ritenute oggettivamente illegittime, rivolte dall'imputato con le predette note al Presidente di Legambiente non potevano ritenersi conseguenza del comizio tenuto qualche giorno prima da Legambinete e ciò per due ordini di motivi: per l'insussistenza dell'ingiustizia del fatto presupposto, poiché, al contrario, il Piano Regionale contestato da Legambiente, conteneva effettivamente degli errori che avrebbero reso legittime le critiche mosse da tale associazione e per la mancanza del requisito dell'immediatezza della reazione, rispetto al fatto provocante.
4. Avverso la sentenza della Corte territoriale che in motivazione ha ritenuto sussistente l'ipotesi prevista all'articolo 599, secondo comma, del codice penale, propone ricorso per cassazione il Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Palermo, lamentando:
• travisamento del fatto riguardo alla sussistenza dell'ingiustizia del fatto, con riferimento all'esistenza di lievi errori che sarebbero stati corretti dai funzionari interni all'ufficio regionale in un arco di tempo limitatissimo, pari a circa mezz'ora e che, pertanto, non avrebbero potuto legittimare le critiche mosse da Legambiente;
• vizio di motivazione riguardo alla mancata considerazione del significativo intervallo temporale tra la conferenza stampa e la redazione delle prime note diffamatorie;
• vizio di motivazione riguardo alla mancata considerazione del clima di astio esistente tra l'imputato e l'associazione Legambiente, riferito da testimoni non presi in esame dalla Corte d'Appello.
CONSIDERATO IN DIRITTO La sentenza impugnata merita censura.
1. Con il primo motivo il Procuratore generale lamenta travisamento del fatto riguardo alla sussistenza dell'ingiustizia del fatto, con riferimento alla esistenza di lievi errori che sarebbero stati corretti dai funzionari interni all'ufficio regionale in un arco di tempo limitatissimo, pari a circa mezz'ora e che, pertanto, non avrebbero potuto legittimare le critiche mosse da Legambiente. Al contrario, il decreto assessorile del 9 agosto 2007 risultava affetto da numerosi errori tanto che è stato necessario nominare un'apposita Commissione che, dopo circa otto mesi, ha consentito l'emanazione di un nuovo decreto in materia. Da ciò discende la fondatezza delle critiche mosse da Legambiente, giacché al momento della conferenza stampa le correzioni in parola non erano state apportate. Tali elementi escludono la sussistenza del fatto ingiusto che, secondo giurisprudenza consolidata (Cass. 29 settembre 2011, n. 42933), non può consistere nell'esercizio di un diritto esercitato in occasione della conferenza stampa.
2. Con il secondo motivo il ricorrente rileva vizio di motivazione riguardo alla mancata considerazione del significativo intervallo temporale tra la conferenza stampa e la redazione delle prime note diffamatorie. In particolare, le note a firma dell'imputato del 27 novembre 2007 seguivano di sei giorni la conferenza stampa di Legannbiente e dal contenuto degli iscritti emerge che la motivazione non costituiva la reazione ad un fatto ingiusto, ma yes si trattava di rilievi caratterizzati da freddezza e stabile determinazione. Sotto tale profilo la Corte avrebbe erroneamente assimilato due vicende, quella del piano rifiuti e inceneritori e quella, che rileva in questa sede, del piano della qualità dell'aria, che riguardavano settori dell'assessorato diversi ed erano riferibili a momenti storici
differenti.
3. Le censure possono essere trattate congiuntamente perché relative al medesimo profilo del rapporto tra diritto di critica e provocazione.
4. Quanto alla prima doglianza secondo la Corte territoriale l'imputato, in occasione della conferenza stampa del 21 novembre 2007, era stato destinatario di specifiche accuse di incompetenza e sciatteria con la prospettazione di uno sconfinamento della sua attività nell'illecito. Tali elementi, secondo il giudice di appello, costituivano un fatto ingiusto che aveva assunto i connotati del comportamento lesivo di regole comunemente accettate dalla civile convivenza, che costituiscono idoneo presupposto per l'ipotesi prevista all'articolo 599 del codice penale.
5. La Corte rileva che le accuse di sciatteria e di incompetenza erano rivolte da Legambiente all'ufficio del quale l'imputato era il responsabile, accusato, nel caso di specie, di maldestra copiatura del piano esistente presso la Regione Veneto. Sulla base della consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero al fine di verificare la conformità del piano alla normativa vigente, era emerso che lo stesso, non era frutto di copiatura, ma presentava errori e refusi non rilevanti, determinati dai ristretti tempi imposti dalla procedura di infrazione. Secondo la Corte i punti di coincidenza (con la normativa della Regione Veneto) evidenziati dal primo giudice e segnalati da Legambiente nella conferenza stampa del 21 novembre 2007 non dimostrerebbero la fedele copiatura da parte dell'imputato, il quale probabilmente aveva utilizzato un file preesistente, da adattare alle peculiarità della Regione Siciliana, senza alcun intento truffaldino, segnalando che alla correzione dell'elaborato, aveva proceduto la stressa Segreteria, senza affidare l'incombenza a personale tecnico specializzato, al termine di una operazione di circa mezz'ora, come riferito (pagina 13 della sentenza) dai testi Tolomeo e Barbaro. 6. Con riferimento al secondo motivo ed al presupposto della immediatezza tra fatto provocante e quello provocato, la Corte territoriale rileva che la nota del 27 novembre 2007, che segue la conferenza stampa del 21 novembre 2007 è indirizzata anche a Legambiente e nella stessa l'imputato replica alle accuse rivolte, in occasione della conferenza stampa, da quelli che definisce "il gruppo dei tre ciarlatani", citando interi passi di un articolo del 22 novembre 2007 del Corriere della Sera della Repubblica relativo al contenuto della conferenza stampa del giorno precedente.
7. Orbene, dalle risultanze processuali appare evidente che le valutazioni espresse da Legambiente rientrano nel diritto di critica. Tale condotta, pertanto, in quanto legittima non può costituire il presupposto giuridico per la provocazione, a meno che la critica non superi i limiti della continenza. In questa sede non rileva se il Piano Regionale era errato e se i vizi avevano richiesto lievi e rapidi correttivi ovvero l'attività protratta per mesi da parte di una apposita Commissione (profili in fatto che non risultano puntualizzati), dovendosi fare riferimento al consolidato indirizzo giurisprudenziale che ritiene che il diritto di critica giustifica l'utilizzo di espressioni, eventualmente, acri, accese, di impatto emotivo e offensive, purché ciò non si risolva in un'aggressione gratuita e immotivata della sfera privata del destinatario.
8. La decisione impugnata va, pertanto, annullata sul punto, dovendo la Corte territoriale verificare, in concreto, se il diritto di critica ha superato i limiti della continenza e se la condotta è stata esercitato trasmodando in frasi gratuitamente offensive.
9. Con il terzo motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione riguardo alla mancata considerazione del clima di astio esistente tra l'imputato e l'associazione Legambiente quale emergeva dalle dichiarazioni di alcuni testimoni.
10.11 motivo è inammissibile perché aspecifico, facendosi riferimento generico alle dichiarazioni di presunti testimoni, neppure indicati, che avrebbero reso dichiarazioni, neppure precisate in ricorso, in ordine all'inesistenza di un clima capillarmente censorio nei confronti dell'imputato.
11.In conclusione la sentenza impugnata va annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello per l'esame dei punti oggetto delle segnalate lacune motivazionali.
P.Q.M. Annulla la sentenza impugnata con rinvio, per nuovo esame, ad altra sezione della Corte d'Appello di Palermo.
Così deciso il 5/05/2015

























































CTU Ciampolillo ANZA 9916 2011 PIANO ARIA REGIONE SICILIA 380 PAGINE



ANZA 'CIAMPOLILLO 9916 2011 ALLEGATI DEPOSITATI DA ANZA



CTU LOMBARDO perizia DI PARTE SUL PIANO ARIA COPIATO DA ANZA Ciampolillo ANZA 9916 2011 DOCUMENTO CONFUTAZIONE CTU FINALE ALBERTO





Assessore Interlandi DECRETO 43 MARZO 2008 CORREGGE REFUSI ED ASSURDITA 'SICULO PADANE DEL PIANO ARIA SICILIA





ANZA CIAMPOLILLO

FONATANA LEGAMBIENTE MESSINA GENCHI INDICE DOCUMENTI  DEPOSITATI DA ANZA’ DOTTORE SALVATORE 















ANZA 'CIAMPOLILLO

9916 2011 ALLEGATI DEPOSITATI DA ANZA 























ANZA Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 1 ° PARTE PIANO DELL'ARIA SICILIA FONTI DEL COPIATO RASSEGNA STAMPA Denuncia Assessori E PRESIDENTI INDAGATI PIANO ARIA SICILIA inesistente EO inefficace Esam SENATO CASI DI plagio


ANZA Ciampolillo PR0CEDIMENTO 9916 2011 2 ° PARTE PIANO DELL'ARIA SICILIA FONTI DEL COPIATO RASSEGNA STAMPA Denuncia Assessori E PRESIDENTI INDAGATI PIANO ARIA SICILIA inesistente EO inefficace Esam SENATO CASI DI plagio




ANZA 'Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 3 ° ARTICOLO CITATO DA ANZA' NEI DOCUMENTI DEPOSITATI






ANZA Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 DOCUMENTI DEPOSITATI DA SALVATORE ANZA 'N 3 


 










ANZA 'Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 4 ° ARTICOLO CITATO DA ANZA' NEI DOCUMENTI DEPOSITATI








IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO Audizione SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013












 Audizione COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO SICILIA PIANO ARIA SICILIA COPIATO 26 SETTEMBRE 2013 Resoconto Audizione ARS








A.I.A. V.I.A. V.A.S. PROCEDURA AMMINISTRATIVA PROTOCOLLO AIA  LA DENUNCIA DI CROCETTA DELLA LENTEZZA DELLE PROCEDURE AUTORIZZATIVE  FIRMATA DA SANSONE VINCENZO 







ANZA' TOLOMEO GELARDI ARNONE

SANSONE MANISCALCO PROVVEDIMENTI DIRIGENTI REGIONE SICILIA DOCUMENTI GIORNALI






ANZA' SALVATORE CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

EX DIRIGENTE REGIONALE




ANZA DOTTORE SALVATORE ANZA’ EX DIRIGENTE

ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA CONDANNATO AD UN ANNO E 8

MESI REG SENT 5455 2012 UDIENZA 18 10 2012 RGT 4863 2010 RG NR 7076 2009



ANZA' CIAMPOLILLO

PROCEDIMENTO 9916 2011 CTU D'AGOSTINO LOMBARDO CALIFFI CIRINCIONE RELAZIONE

FINALE

Isola Pulita

CTU LOMBARDO RELAZIONE DI PARTE CIAMPOLILLO ANZA 9916 2011 DOCUMENTO CONFUTAZIONE CTU FINALE ALBERTO

CTU D'AGOSTINO INIZIO PERIZIA 9916 ANZA

CIAMPOLILLO PERIZIA PROCED. 9916 2011 ANZA CIAMPOLILLO CTU D'AGOSTINO FABIO

ANZA' GENCHI CIAMPOLILLO FONTANA LEGAMBIENTE

PROCED 3392 2008 UDIENZA 27 1 09 SCADUTI 2 2 11 MARLETTA

IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 
settembre 2013
















AUDIZIONE COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO SICILIA PIANO ARIA SICILIA COPIATO 26 SETTEMBRE 2013 RESOCONTO AUDIZIONE ARS


















Anza' Salvatore













SENTENZA  SALVATORE ANZA' CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI

5455 2012 PROC 4863 RGNR 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012
















CONDANNATO

IL DOTTORE SALVATORE ANZA’ PER DIFFAMAZIONE AL PAGAMENTO DI 10.000 EURO PIU’

SPESE A MESSINA SEZIONE PRIMA CIVILE SENTENZA 2708 2010 RG 3986 2008




















Salvatore

Dirigente Assessorato Ambiente TRASFERITO   LO

SCANDALO DELLE “tremila pratiche per le autorizzazioni della Via-Vas inevase”  “...uscire una pratica bisognava pagare

tangenti".








Il

Giudice Piano Regionale Aria Copiato






















Cambiamo Aria 















ANZA'

SALVATORE  18 SETTEMBRE 2013 DECRETO

NOMINA DOPO LA ROTAZIONE COMUNICAZIONE ISTITUZIONALI E SERVIZI FIRMATO

GULLO 




ANZA'

SALVATORE CIAMPOLILLO GIUSEPPE Corte di Cassazione, Sezione I Civile, 2014,

sentenza 14 gennaio - 20 Studio Cataldi non configurabile responsabilità

denunciante 










IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013









AUDIZIONE COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO SICILIA PIANO ARIA SICILIA COPIATO 26 SETTEMBRE 2013 RESOCONTO AUDIZIONE ARS









Piano Qualita' Aria Regione Sicilia Interpellanza Assemblea Reg Siciliana Per Ritiro Piano





ANZA' SALVATORE CIAMPOLILLO GIUSEPPE Corte di Cassazione, Sezione I Civile, 2014, sentenza 14 gennaio - 20 Studio Cataldi non configurabile responsabilità denunciante





 VIDEO PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO












 CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE IL DIRIGENTE REGIONE SICILIA DOTTOR SALVATORE ANZA’








 ANZA’ SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DI GIUSEPPE MESSINA DI LEGAMBIENTE SEZIONE PRIMA CIVILE SENTENZA 2708 2010 RG 3986 2008





ANZA' SA LVATORE DIRIGENTE ARTA SICILIA CONDANNATO A 1 ANNO E 8 MESI 23 FEBB 2013 









ANZA’ SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE REGIONE SICILIA CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI 5455 2012 PROC 4863 RGNR 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012 SENTENZA


 



TRASFERITO ANZA SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE ROTAZIONE PER TUTTI GLI ASSESORATI APPALTI LIMPIDI AMBIENTE 3000 AUTORIZZAZIONI VIA VAS INEVASE DELIBERA DI GIUNTA 487 18 12 2012


 





SENTENZA DI RIGETTO RICORSO CONTRO LA ROTAZIONE DIRIGENTI REGIONE SICILIA 11 MARZO 2013 ANZA' SALVATORE DOTTSA MARINO














Rivoluzione Crocetta, trasferiti  altri 90 regionali: ecco i primi nomi



Rivoluzione Crocetta, trasferiti  altri 90 regionali: ecco i primi nomi







Al centro di un’informativa interdittiva della Prefettura di Milano, è finita l’impresa di Furnari Ventura Spa, a cui il Cas di Messina ha dato appalti fino a tre milioni di euro. Sulla vicenda Crocetta ha annunciato che farà chiarezza. Vengono rimossi sette dirigenti su undici dall’assessorato all’Ambiente e Territorio, in tutto si tratta di una novantina di dipendenti. Ecco i primi nomi: gli ingegneri Lucia, Zuccarello, Pennino, Escalia, e ancora Maniscalco, Di Lorenzo e Anzà. Rimangono al loro posto Colajanni, Sansone, Di Martino, Chinnici. Il governo revocherà, inoltre, al dipartimento Energia tre appalti. 





http://www.siciliainformazioni.com/74273/crocetta-blocca-le-nomine-degli-assessori-regionali





ANZA', ITALCEMENTI, Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria, TOLOMEO,CIAMPOLILLOSENTENZA APPELLO 1394 2013,CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 38068 2015,FONTANA,GENCHI,PELLERITO 

Una poltrona per tre Annullato il concorso degli aggiunti La scure del Tar scuote il Palazzo





Una poltrona per tre Annullato il concorso degli aggiunti  La scure del Tar scuote il Palazzo




Sarà uno fra Claudio Corselli, Giuseppe Fici e Ambrogio Cartosio a prendere il posto di procuratore aggiunto di Palermo lasciato vacante da Antonio Ingroia, partito alla volta del Guatamela per un incarico sotto l'egida dell'Onu. Nonostante il posto fosse stato messo a concorso, il Csm ha fatto marcia indietro e ha revocato l'atto.




PALERMO - Claudio Corselli, Giuseppe Fici e Ambrogio Cartosio. Sarà uno di loro a prendere il posto di Antonio Ingroia come procuratore aggiunto di Palermo dopo la sua partenza per il Guatemala dove ricopre il ruolo di capo dell'unità investigativa del Cicig (Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala). L'ha deciso il plenum del Csm lo scorso 12 dicembre tornando sui suoi passi. Il posto lasciato vacante da Ingroia era stato messo a concorso lo scorso a luglio, quando ancora erano pendenti i ricorsi dei tre magistrati che riguardavano la precedente procedura concorsuale.


Claudio Corselli, attualmente procuratore aggiunto a Siracusa, tra l'altro, aveva visto accolto il suo ricorso al Consiglio di Stato il 4 novembre 2011 contro la nomina di Ingroia per "Illegittimità derivata dal mancato riconoscimento in suo favore del punteggio per lo svolgimento di funzioni omologhe".



Dopo la sentenza, allora, Corselli ha fatto ricorso per ottemperanza e la quinta commissione del Csm, il 18 aprile scorso, ha preso atto della decisione del giudice amministrativo e deciso di attendere l'esito di altri due ricorsi: quelli di Fici e Cartosio. Pratiche esaminate dal Consiglio di Stato lo scorso 4 dicembre.



Così, mercoledì scorso, l'organo di autogoverno dei magistrati è tornato sui suoi passi e ha deliberato la “revoca della pubblicazione del posto” lasciato vacante da Ingroia. “E' evidente - scrive il plenum del Csm - che su quel posto è pregiudiziale effettuare una nuova valutazione concorsuale tra i magistrati ricorrenti e che avevano presentato domanda per quel posto, evitando di fatto di riaprire un concorso cui potrebbero partecipare anche nuovi candidati prima ancora che si sia definitivamente chiusa la procedura concorsuale la cui legittimità è ancora sub-iudice".




http://livesicilia.it/2012/12/17/una-poltrona-per-tre_232492/







Annullato il concorso degli aggiunti  La scure del Tar scuote il Palazzo







Illogicità e carenza di motivazione. Il Tar va già duro contro il Csm e azzera la nomina di sei procuratori aggiunti di Palermo. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha annullato, per la seconda volta, il concorso. A presentare il ricorso, accolto il 22 giugno scorso, sono stati i pubblici ministeri Giuseppe Fici e Ambrogio Cartosio, nei cui confronti, secondo i giudici, il Csm ha operato una "sottovalutazione" senza una "congrua motivazione".


Già nel 2010 il consiglio di Stato, in appello, aveva dichiaro illegittimo l'operato del Consiglio superiore della magistratura obbligato ad assegnare a Fici e Cartosio il massimo dei punti, sei, alla voce anzianità di servizio. Cosa che il Csm ha fatto. Solo che, contemporaneamente, ha rivisto al ribasso i punteggi per gli altri parametri: merito, attitudini e funzioni omologhe. Morale della favola, Cartosio ha sommato tredici punti contro i sedici che gli sarebbe spettati. Da qui il nuovo ricorso che annulla le nomine di Antonio Ingroia, Vittorio Teresi, Teresa Principato, Maurizio Scalia, Nino Gatto e Leonardo Agueci. “Nulla di personale, è solo una questione di rispetto della dignità personale e professionale”, ha sempre commentato Cartosio.



Così scrivono i magistrati amministrativi nel provvedimento: “Al dottore Cartosio sono stati diminuiti i punteggi per il merito e le attitudini organizzative senza che fosse evidenziato il relativo itinerario logico argomentativo che avrebbe dovuto quantomeno indicare le sopravvenute ragioni per le quali l'amministrazione procedente si è indotta a modificare incisivamente e in maniera determinante i punteggi attribuiti”. Il Csm dovrà adesso riesaminare la questione: ma l'organo di autogoverno dei giudici farà appello e con questo dovrebbe ottenere la sospensione della decisione del Tar Lazio. Diversamente Ingroia e gli altri decadrebbero dagli incarichi, perché le sentenze amministrative di primo grado sono immediatamente esecutive. A meno che Cartosio e Fici non facciano un passo indietro visto che il primo è stato nominato due mesi fa procuratore aggiunto di Trapani e il secondo è in corsa per andare a rivestire la carica di procuratore nella stessa città. Al momento però non sembrerebbero intenzionati a desistere. Si vedrà. Nel frattempo il Csm, ed è un dato che merita di essere citato, è stato condannato a sborsare duemila euro per le spese processuali.




http://livesicilia.it/2011/09/06/nuovo-stop-per-antonio-ingroia-il-tar-annulla-la-nomina-dei-procuratori-aggiunti_107493/















Isola Pulita: INTERROGAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA SUL PIANO ARIA COPIA E INCOLLA DEL 2007



Una poltrona per tre Annullato il concorso degli aggiunti La scure del Tar scuote il Palazzo


AGUECI, ALBERT, BAGARELLA, BERTOLINO, BOLOGNA,FICI,CERAMI,CARTOSIO,SCAFIDI, Ciancimino, Falcone, GALASSO, I TABU' DELLA MAFIA, ITALCEMENTI, PARTINICO, POTREBBE IL CSM ILLUMINARE, Riina, Scafidi, SIINO, SOMMA ENRICO,