Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


martedì, maggio 19, 2015

Isola Pulita: Le bugie sulle pensioni e la manovra da 16-25 miliardi del governo Renzi

Le bugie sulle pensioni e la manovra da 16-25 miliardi del governo Renzi


Giulio Ambrosetti

Il governo Renzi non ha alcuna intenzione di restituire ai cittadini italiani le pensioni ‘trafugate’ da Monti. Al contrario, prepara una manovra che si annuncia molto più pesante di quella di Monti del 2011. Perché l’unico potere che oggi difende i cittadini italiani è la magistratura. L'ennesimo scippo di 4 miliardi alla Sicilia 



Tra due settimane milioni di italiani verranno chiamati al voto per le amministrative. Sarebbe auspicabile, per i cittadini, andare alle urne conoscendo la verità su quello che sta succedendo e su quello che succederà nel Belpaese nei prossimi mesi. Ma, a quanto pare, non è così. C’è chi preferisce nascondere la verità, magari per prendere in giro i cittadini-elettori. Emblematica, al riguardo, la sceneggiata che sta accompagnando la recente sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Con il governo Renzi che, di fatto, annuncia che tale sentenza verrà applicata - ma non subito - per alcuni cittadini e non verrà applicata per altri cittadini. Di fatto, siamo davanti a un’insubordinazione del potere esecutivo verso un pronunciamento della Corte Costituzionale. Proviamo a raccontare quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere.
In tanti, in Italia, fanno finta di non aver capito il vero significato della sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Si tratta di un pronunciamento coraggioso in difesa di un diritto costituzionalmente garantito (la pensione) e, in generale, in difesa della democrazia. Ancora una volta (è già successo con il Muos di Niscemi ed è ormai la normalità nella lotta alla mafia), la magistratura (in questo caso è la Corte Costituzionale) si sostituisce alla politica per difendere i cittadini italiani dalla prepotenza antidemocratica di un governo - il governo Renzi - che non ha alle spalle un andato popolare ma, con molta probabilità, forze e interessi che nulla hanno a che spartire con il nostro Paese.
La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni è importante. Perché ristabilisce un principio che è nella nostra Costituzione: e cioè che le pensioni dei cittadini, una volta stabilite per legge, non possono essere toccate. Questo lo sapevano bene anche Mario Monti e Giorgio Napolitano. Ma nel nome del “Ce lo chiede l’Europa” hanno sacrificato un diritto acquisito dai cittadini. Diritto che la Corte Costituzionale ha ripristinato. Cosa, questa, che avrebbe dovuto fare la politica. Solo che il Parlamento italiano è fatto da ‘nominati’ dalle segretarie dei partiti. Così, piuttosto che opporsi all’incostituzionale taglio delle pensioni, i parlamentari hanno avallato tale provvedimento. Ma a ripristinare la legalità hanno pensato i giudici della Consulta, che hanno ‘bocciato’ lo scippo del governo ai pensionati. Dalla stessa Corte Costituzionale, prima del pronunciamento sulle pensioni, è arrivato anche la ‘bocciatura’ del Porcellum, legge elettorale che la Consulta ha definito incostituzionale.
Per tutta risposta, il Parlamento ha varato una nuova legge elettorale - l’Italicum - che ripropone, almeno in parte, i vizi di incostituzionalità segnalati dalla Consulta (200 parlamentari ancora una volta ‘nominati’ dalle segreterie dei partiti) e un nuovo elemento che l’Italia ha già conosciuto con l’avvento del fascismo con la legge Acerbo: un abnorme premio di maggioranza. Premio di maggioranza che, in teoria, dovrebbe andare al partito (e non alla coalizione!) che raggiungerà il 40 per cento dei consensi. Ma che, in realtà, andrà a uno dei due partiti che prenderà più voti al ballottaggio. Di fatto, un partito del 30-32 per cento potrebbe avere la maggioranza dei parlamentari nell’unica Camera che è rimasta, dopo la sostanziale abolizione del Senato. Se ci fate caso, la differenza con la legge Acerbo è di appena 5 punti (la legge Acerbo dava la maggioranza al partito che raggiungeva il 25 per cento dei voti). Ma con un frazionamento dei quadro politico e parlamentare non è detto che non si torni alle percentuali della legge Acerbo. Ormai siamo lì, in tutti i sensi…
Detto questo, solo i ciechi, o gli uomini di malafede, non vedono, nei pronunciamenti della Corte Costituzionale e nel ruolo di garanzia della magistratura, l’unico argine a un potere esecutivo ormai sempre più debordante e antidemocratico. In questo senso ci si sarebbe aspettati di più dal nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che invece ha firmato una legge elettorale - l’Italicum - palesemente incostituzionale che, come abbiamo visto, ripropone, addirittura, scenari che il nostro Paese ha già vissuto nell’inglorioso ventennio fascista. Tra l’altro - fatto non certo secondario - Mattarella ha fatto parte, in qualità di giudice costituzionale, della Consulta che ha ‘bocciato’ il Porcellum: cosa, questa, che avrebbe dovuto far riflettere di più il Presidente della Repubblica. Ma tant’è.
Di più. Il pronunciamento della Corte Costituzionale sulle pensioni viene volutamente sottovalutato dal Governo e da ampi settori del Pd. Si fa finta di non capire che in Italia c’è un potere dello Stato (la magistratura) e un organo di rilevanza costituzionale (la Corte Costituzionale) che non hanno alcuna intenzione di sacrificare i diritti dei cittadini italiani e lo spirito della Costituzione italiana del 1948 ai dettami di un’Unione europea dell’euro in buona parte fallimentare e antidemocratica. La magistratura, di fatto, si è sostituita alla politica nel difendere i cittadini siciliani dagli effetti non ancora chiari del Muos di Niscemi. Mentre la Corte Costituzionale ha ricordato al governo Renzi che non si possono 'saccheggiare' le pensioni dei cittadini garantite dalla Costituzione. Anche su questo fronte ci si aspettava di più da parte del Presidente Mattarella, che si è limitato a un demagogico taglio della propria indennità di docente universitario e all’imposizione del tetto di 250 mila euro ai dirigenti del Quirinale: provvedimento, in questo caso, giusto.
Manca, però, il coraggio di cominciare a riconoscere un fatto che è nelle cose: e cioè che l’Unione europea dell’euro mal si concilia con la Costituzione italiana in parte già oltraggiata dal pareggio di Bilancio (leggere Fiscal Compact) e, soprattutto, con la democrazia. La storia del debito pubblico italiano non giustifica affatto il rigore che si cerca di imporre all’Italia, se è vero che ci sono altri Paesi al mondo - vedi Giappone e Usa - dove il debito pubblico è ben più elevato rispetto a quello dell'Italia. Sono i tedeschi che, come negli anni ’30 del secolo passato, vogliono imporre all’Europa i propri dettami. Ed è paradossale che un Paese come la Germania - che ha ammazzato 6 milioni di persone nei campi di concentramento, senza mai pagare i debiti di guerra - imponga adesso ai Paesi dell’Unione europea la trasformazione del debito pubblico in debiti delle famiglie e delle imprese!
Davanti a questa nefandezza, che peraltro calpesta i principi del keynesismo economico, c’è la reazione orgogliosa della Grecia di Tsipras, mentre il nostro Presidente del Consiglio, Renzi, preferisce recarsi dalla signora Merkel con il cappello tra le mani...
La speranza è che la magistratura e la Corte Costituzionale mantengano la schiena dritta. E che, magari, si svegli anche il Quirinale, iniziando a segnalare una doverosa discontinuità rispetto alla stagione di Napolitano. Del resto, la politica italiana, tranne rare eccezioni, non ha mai difeso i cittadini contro la mafia. Ci ha pensato, spesso in solitudine e pagando prezzi altissimi, la magistratura. E non è un caso se, oggi, davanti alla prepotenza antidemocratica e per certi versi fascista dell’Europa dell’euro, a difendere i cittadini italiani siano sempre i magistrati e i giudici costituzionali (che per due terzi, lo ricordiamo, sono magistrati).
Quanto al governo Renzi, invece di continuare con la demagogia spicciola, farebbe bene a dire la verità. E la verità è che l’Unione europea dell’euro chiede all’Italia, da qui a dicembre, una nuova manovra che dovrebbe oscillare da 16 a 25 miliardi di euro. Una follia. Altri soldi che dovrebbero essere strappati dalle tasche delle famiglie e delle imprese italiane. Soldi che dovrebbero servire per pagare il prezzo del ‘rigore’ imposto dalla solita Germania della signora Merkel. Altro che restituzione di 500 euro ai 4 milioni di pensionati italiani!
Il governo Renzi si prepara a infliggere agl’italiani un nuovo, pesantissimo salasso. E conta di farlo dopo il voto delle amministrative. L'antipasto è già stato anticipato in Sicilia. Con lo scippo, nel silenzio generale, di 4 miliardi di euro dal Bilancio della Regione siciliana 2015. Sono debiti dello Stato verso la Regione siciliana. Che il governo Renzi ha incamerato con una truffaldina operazione di contabilità finanziaria (come vi abbiamo raccontato in questo articolo dove l'operazione viene dettagliata punto per punto).
Non solo il governo Renzi non ha alcuna intenzione di applicare la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Ma si prepara, con l’appoggio della Germania, ad effettuare una manovra che sarà molto più pesante di quella fatta dal governo Monti nel 2011. Cosa, questa, che dovrebbe fare riflettere gl’italiani sul Pd di Renzi.   


Isola Pulita: Le bugie sulle pensioni e la manovra da 16-25 miliardi del governo Renzi

Isola Pulita: Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: un'ingiusta separazione

Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: un'ingiusta separazione


Pippo Giordano

La decisione di separare la salma di Giovanni Falcone da quella della moglie, Francesca Morvillo, lascia molto perplessi. Una petizione chiede di non dividere i due coniugi magistrati, morti nella strage di Capaci del 1992

Il giudice Giovanni Falcone con la moglie, Francesca Morvillo

Cosa nostra nel commettere un omicidio eccellente non lesinava “anteprime”. Giova evidenziare che la mafia, in qualche modo per taluni omicidi, ha editato un “avviso”. Potrei citare la telefonata del libanese, che preannunciava l'esplosione di un'autobomba, come poi realmente accadde con la strage di via Pipitone Federico a Palermo, dove persero la vita il Consigliere istruttore Rocco Chinnici, il maresciallo Mario Trapassi e l'appuntato Salvatore Bartolotta, entrambi dell'Arma. Morì anche il custode dello stabile Stefano Li Sacchi. Si salvò miracolosamente Giovanni Paparcuri, a cui va tutta la mia solidarietà per ferite riportate nell'esplosione.
Potrei evidenziare il ritrovamento di due cadaveri dentro un'auto, parcheggiata innanzi ad una caserma dei carabinieri e fatta rinvenire da una telefonate anonima: “ ..questo è un regalo per il generale Dalla Chiesa”. Messaggi, tuttavia, ignorati.
Ma il più eclatante “avviso”che nessuno ha visto o sentito è quello mandato in onda dal network Cosa nostra qualche giorno prima della strage di Capaci. Non sto parlando di relato, ma di un episodio che mi sono occupato in prima persona, per aver svolto indagini sul luogo. Poco tempo prima della strage di Capaci, gli uomini di Salvatore Riina, scelsero una strada nell'agro di Altofonte: una strada pubblica, isolata ma non disabitata. Ebbene, in quella contrada, i mafiosi imbottirono una cunetta con dell'esplosivo e fecero esplodere un tratto di strada, per poi rifarla nelle stesse condizioni di prima.
In sostanza fecero le prove generali de “ attentatuni” che compirono, poi, per assassinare il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta. Questi i fatti, inconfutabili, che mi fanno pensare ad uno Stato che non c'è mai stato nel porre in primo piano, la sicurezza dei magistrati, poliziotti e carabinieri impegnati nella lotta alla mafia.
Del resto pongo una domanda ai lettori, ma soprattutto al mondo politico, perchè Cosa nostra, ha ucciso singoli magistrati, appartenenti alle Forze dell'ordine e politici? Riflettete!
Ma ora occupiamoci della commemorazione del funesto evento di Capaci. Il prossimo 23 maggio è un sabato, come lo era quel 23 maggio di ventitré anni fa: un sabato che avrebbe dovuto cambiare l'Italia. E invece “ 'n canciò nenti” Si, manifestazioni oceaniche attraversarono il Paese, fiumi di parole solo ad uso e consumo dei TG. E poi? E poi altri tristi eventi, via D'Amelio, il mancato attentato a Maurizio Costanzo, Milano, Firenze e Roma. Riusciamo ad assorbire tutto, abbiamo assistito alla nascita di un'altra formazione politica e scopriamo anche politici collusi, (dal 1860) peraltro condannati in via definitiva, come del resto tra investigatori.
Il prossimo sabato, la salma del dottor Falcone verrà traslata dal cimitero monumentale, nella chiesa di San Domenico a Palermo, e pur essendo un diritto della famiglia, io dissento per due motivi: il primo è che Giovanni Falcone dovrebbe rimanere nella cappella, per consentire a tutti di omaggiarlo in un luogo pubblico.
La seconda, perchè non condivido la scelta di dividere Giovanni Falcone da sua moglie Francesca Morvillo. Ed è per questo che ho originato una petizione chiedendo di revocare la traslazione o in subordine, che anche la salma del magistrato Francesca Morvillo, venga traslata a San Domenico.
In ogni caso, il prossimo sabato commemorerò le vittime della strage di Capaci insieme ad alcuni studenti marchigiani. E' un evento organizzato da tempo, altrimenti per non deludere gli studenti, avrei evitato di partecipare. In ogni caso sarà l'ultima mia partecipazione all'anniversario della strage di Capaci. Non ho bisogno di ricordare Giovanni Falcone solo il 23 maggio. L'ho sempre ricordato e lo ricorderò in tutti gli incontri con gli studenti. Mi spiace tantissimo che Giovanni e Francesca (mi scuso per l'espressione familiare) dal 23 prossimo verranno separati.
Comunque entrerò nella chiesa di San Domenico per pregare, ma non visiterò la tomba di Giovanni Falcone. Non ho bisogno di farlo, il dottor Giovanni Falcone, occupa un posto nel mio cuore e la cappella del cimitero rappresentava per me il luogo del "dialogo" tra me e lui. Mi recherò ugualmente al cimitero di Sant'Orsola e chiederò a Francesca Morvillo di "salutarmelo".



sabato, maggio 16, 2015

Isola Pulita: PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE

PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE 



All’indomani dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine, questo Comitato Cittadino Isola Pulita, in sintonia con quanto  di NUOVO  stava nascendo nel nostro paese in  termini di legalità e di rinascita sociale e culturale; 

All’indomani della sentenza di primo grado del Tribunale di Palermo  ove finalmente la verita’   trovava un COLPEVOLE .  L’omicido di Vincenzo in quella disgraziata mattina dell’8 giugno 1982 delle  7,30 aveva un Autore con un nome ed  un cognome. 

ENEA VINCENZO nostro concittadino ammazzato per mano della mafia.

L’omicidio di Vincenzo aveva delle vittime rappresentata dagli affetti più cari: la famiglia di Vincenzo  con la moglie i figli  ed una bimba di soli pochissimi mesi .  Una bimba  a cui non è stata data la gioia di avere accanto un padre a cui trasmettere gioia e felicità, a cui donare un sorriso, un padre a cui porgere la mano in segno di protezione  ……….

L’omicidio ha avuto i suoi complici il silenzio l’omertà l’indifferenza  la delazione la denigrazione  la persecuzione l’anonimato ….

"...signora ci dica a suo figlio Pietro che la finisca di scavare altrimenti gli facciamo fare la stessa fine di suo padre...."

Atteggiamenti   comportamenti  e cultura che ancora oggi a distanza di 33 anni sopravvivono e trovano un loro terreno di coltura 

Ecco il Perché di una Piazza, UNA PIAZZA  in cui disinquinare  il terreno infetto di mafiosità,  abbiamo bisogno di raccontare di ricordare di rimettere a posto i tasselli  di una storia mai scritta a Isola delle Femmine 

Una storia che rimetta al primo posto la legalità il rispetto la dignità delle persone  

Il perché della PIAZZA 

L’intitolazione di una piazza a Vincenzo sarebbe un simbolo tangibile e duraturo. La piazza è il “RICORDO” è “AGORA’”  luogo di  ’incontro di  discussione e di  confronto. Un emblema posto a memoria di tutte le vittime di un elenco purtroppo troppo lungo. E servirebbe al contempo a riaffermare l’impegno contro ogni genere di malaffare.

Pino Ciampolillo 

Isola delle Femmine 16 maggio 2015 a sei giorni della strage avvenuta 23 anni orsono 

Al Signor di Isola delle Femmine
Signor Stefano Bologna
SEDE

Al Presidente del Consiglio Comunale 
Di Isola delle Femmine 
SEDE 

Oggetto: Proposta di   intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia


Il 23 maggio 2013 il Giudice Morosini  nell’aula della Corte d’Assise di Palermo leggeva   la sentenza 864  nella  quale identificava  l’omicidio di Vincenzo Enea,imprenditore edile,  consumato  in Isola delle Femmine in Via Palermo 47 il giorno 8 giugno 1982, come omicidio di MAFIA.  

Dopo 31 anni la giustizia è resa ai familiari ed a tutta la Cittadinanza di Isola delle Femmine.

Colpevole dell’omicidio il già ergastolano Francesco Bruno di Isola delle Femmine, facente parte della famiglia di San Lorenzo-Tommaso Natale retta dal boss Rosario Riccobono.  Al momento dell’omicidio il Bruno era in stato di latitanza per l’omicidio di Stefano Gallina. 

Il Comitato Cittadino Isola Pulita, nel farsi promotore dell’iniziativa per l’intitolazione di una Piazza di Isola delle Femmine al nostro concittadino Vincenzo Enea vittima di mafia, ritiene che il fenomeno mafioso si può abbattere non solo con gli strumenti repressivi, ma soprattutto con una seria opera di espansione  della cultura della legalità capace di attraversare ed incidere in  ogni strato della nostra Comunità, e che detta espansione culturale debba necessariamente passare dalla conservazione della memoria di uomini che hanno sacrificato la propria vita per l’affermazione della legalità e la rivendicazione del diritto contro il fenomeno mafioso.

La richiesta trova una sua legittimità  alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni a Isola delle Femmine, fortemente scossa dalle indagini su attività legate alle infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione, conclusasi con il Commissariamento del Comune. 

"E' per tutto questo che dobbiamo ricordare Vincenzo Enea : intitolargli una piazza significa rendere onore a tutti coloro che vogliono giustizia, a tutti coloro che, quotidianamente, sono testimoni della cultura della legalità e della lotta alla mafia".

Da parte di questa Amministrazione un dovuto riconoscimento agli anni di persecuzione malversazioni ed intimidazione, subiti dalla famiglia  a cui per oltre trenta anni gli è stata negato il diritto alla verità (i figli costretti ad emigrare negli Stati Uniti). 

Per un costante impegno finalizzato all'affermazione dei valori della giustizia e della legalità
Il Comitato Cittadino Isola Pulita   

• ritiene la criminalità organizzata – in tutte le sue molteplici forme – il principale vincolo alla civile convivenza nel nostro Paese

• preso atto che  innumerevoli sono gli uomini innocenti caduti per mano della mafia, troppo spesso dimenticati (il carabiniere in pensione Nicolò Piombino) 

• ritiene doveroso  – anche per la nostra comunità cittadina - fare memoria del loro sacrificio, perchè sia sempre da sprone per le nostre coscienze e per le future generazioni ai sensi di quanto previsto dallo Statuto Comunale  sulla Partecipazione popolare propone quanto segue: 

“Proposta per l’adozione di delibera, di questa Amministrazione,  per la  intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia “ 

E’ nei convincimenti di questo Comitato   che questa nuova Amministrazione, eletta dopo un sofferto periodo di Commissariamento voglia dare un tangibile segnale di legalità di democrazia di partecipazione e di sbarramento ad ogni forma di ingerenza mafiosa nella gestione della Cosa Pubblica. 

Isola delle Femmine 14 gennaio 2015-01-14 

Comitato Cittadino Isola Pulita
COORDINATORE
GIUSEPPE CIAMPOLILLO
posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
email: isolapulita@gmail.com
SITO: 
http://isolapulita.blogspot.it 



 Si allega: Comunicazione Costituzione Comitato Cittadino Isola Pulita Vs protocollo 807 18 gennaio 2007 


 Protocollo  Comune Isola delle Femmine 420 14 gennaio 2015


PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE, Bruno Francesco, IMPASTATO,CARDINALE,BBP SNC,COSTA CORSARA, CONSIGLIO MARIA CONCETTA, FRANCESCO DEL BENE, MICALIZZI,RICCOBONO,D'AGOSTINO,lLUCIDO,MUTOLO,

PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE

PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE 







All’indomani dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine, questo Comitato Cittadino Isola Pulita, in sintonia con quanto  di NUOVO  stava nascendo nel nostro paese in  termini di legalità e di rinascita sociale e culturale; 

All’indomani della sentenza di primo grado del Tribunale di Palermo  ove finalmente la verita’   trovava un COLPEVOLE .  L’omicido di Vincenzo in quella disgraziata mattina dell’8 giugno 1982 delle  7,30 aveva un Autore con un nome ed  un cognome. 

ENEA VINCENZO nostro concittadino ammazzato per mano della mafia.

L’omicidio di Vincenzo aveva delle vittime rappresentata dagli affetti più cari: la famiglia di Vincenzo  con la moglie i figli  ed una bimba di soli pochissimi mesi .  Una bimba  a cui non è stata data la gioia di avere accanto un padre a cui trasmettere gioia e felicità, a cui donare un sorriso, un padre a cui porgere la mano in segno di protezione  ……….

L’omicidio ha avuto i suoi complici il silenzio l’omertà l’indifferenza  la delazione la denigrazione  la persecuzione l’anonimato ….

"...signora ci dica a suo figlio Pietro che la finisca di scavare altrimenti gli facciamo fare la stessa fine di suo padre...."

Atteggiamenti   comportamenti  e cultura che ancora oggi a distanza di 33 anni sopravvivono e trovano un loro terreno di coltura 

Ecco il Perché di una Piazza, UNA PIAZZA  in cui disinquinare  il terreno infetto di mafiosità,  abbiamo bisogno di raccontare di ricordare di rimettere a posto i tasselli  di una storia mai scritta a Isola delle Femmine 

Una storia che rimetta al primo posto la legalità il rispetto la dignità delle persone  

Il perché della PIAZZA 

L’intitolazione di una piazza a Vincenzo sarebbe un simbolo tangibile e duraturo. La piazza è il “RICORDO” è “AGORA’”  luogo di  ’incontro di  discussione e di  confronto. Un emblema posto a memoria di tutte le vittime di un elenco purtroppo troppo lungo. E servirebbe al contempo a riaffermare l’impegno contro ogni genere di malaffare.


Pino Ciampolillo 



Isola delle Femmine 16 maggio 2015 a sei giorni della strage avvenuta 23 anni orsono 



Al Signor di Isola delle Femmine

Signor Stefano Bologna

SEDE



Al Presidente del Consiglio Comunale 

Di Isola delle Femmine 

SEDE 



Oggetto: Proposta di   intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia





Il 23 maggio 2013 il Giudice Morosini  nell’aula della Corte d’Assise di Palermo leggeva   la sentenza 864  nella  quale identificava  l’omicidio di Vincenzo Enea,imprenditore edile,  consumato  in Isola delle Femmine in Via Palermo 47 il giorno 8 giugno 1982, come omicidio di MAFIA.  



Dopo 31 anni la giustizia è resa ai familiari ed a tutta la Cittadinanza di Isola delle Femmine.



Colpevole dell’omicidio il già ergastolano Francesco Bruno di Isola delle Femmine, facente parte della famiglia di San Lorenzo-Tommaso Natale retta dal boss Rosario Riccobono.  Al momento dell’omicidio il Bruno era in stato di latitanza per l’omicidio di Stefano Gallina. 



Il Comitato Cittadino Isola Pulita, nel farsi promotore dell’iniziativa per l’intitolazione di una Piazza di Isola delle Femmine al nostro concittadino Vincenzo Enea vittima di mafia, ritiene che il fenomeno mafioso si può abbattere non solo con gli strumenti repressivi, ma soprattutto con una seria opera di espansione  della cultura della legalità capace di attraversare ed incidere in  ogni strato della nostra Comunità, e che detta espansione culturale debba necessariamente passare dalla conservazione della memoria di uomini che hanno sacrificato la propria vita per l’affermazione della legalità e la rivendicazione del diritto contro il fenomeno mafioso.



La richiesta trova una sua legittimità  alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni a Isola delle Femmine, fortemente scossa dalle indagini su attività legate alle infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione, conclusasi con il Commissariamento del Comune. 



"E' per tutto questo che dobbiamo ricordare Vincenzo Enea : intitolargli una piazza significa rendere onore a tutti coloro che vogliono giustizia, a tutti coloro che, quotidianamente, sono testimoni della cultura della legalità e della lotta alla mafia".



Da parte di questa Amministrazione un dovuto riconoscimento agli anni di persecuzione malversazioni ed intimidazione, subiti dalla famiglia  a cui per oltre trenta anni gli è stata negato il diritto alla verità (i figli costretti ad emigrare negli Stati Uniti). 



Per un costante impegno finalizzato all'affermazione dei valori della giustizia e della legalità

Il Comitato Cittadino Isola Pulita   



• ritiene la criminalità organizzata – in tutte le sue molteplici forme – il principale vincolo alla civile convivenza nel nostro Paese



• preso atto che  innumerevoli sono gli uomini innocenti caduti per mano della mafia, troppo spesso dimenticati (il carabiniere in pensione Nicolò Piombino) 



• ritiene doveroso  – anche per la nostra comunità cittadina - fare memoria del loro sacrificio, perchè sia sempre da sprone per le nostre coscienze e per le future generazioni ai sensi di quanto previsto dallo Statuto Comunale  sulla Partecipazione popolare propone quanto segue: 



“Proposta per l’adozione di delibera, di questa Amministrazione,  per la  intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia “ 



E’ nei convincimenti di questo Comitato   che questa nuova Amministrazione, eletta dopo un sofferto periodo di Commissariamento voglia dare un tangibile segnale di legalità di democrazia di partecipazione e di sbarramento ad ogni forma di ingerenza mafiosa nella gestione della Cosa Pubblica. 



Isola delle Femmine 14 gennaio 2015-01-14 



Comitato Cittadino Isola Pulita

COORDINATORE

GIUSEPPE CIAMPOLILLO

posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it

email: isolapulita@gmail.com

SITO: 

http://isolapulita.blogspot.it 







 Si allega: Comunicazione Costituzione Comitato Cittadino Isola Pulita Vs protocollo 807 18 gennaio 2007 





 Protocollo  Comune Isola delle Femmine 420 14 gennaio 2015





PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE, Bruno Francesco, IMPASTATO,CARDINALE,BBP SNC,COSTA CORSARA, CONSIGLIO MARIA CONCETTA, FRANCESCO DEL BENE, MICALIZZI,RICCOBONO,D'AGOSTINO,lLUCIDO,MUTOLO,

ISOLA DELLE FEMMINE REENDICONTO 2012 CORTE DEI CONTI Deliberazione n. 174.2014.PRSP E DELIBERA 128 2013 rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012





                                                                                     Deliberazione n. 174/2014/PRSP



 



REPUBBLICA ITALIANA



La Corte dei conti


Sezione di controllo per la Regione
siciliana


nell’adunanza dell’1 ottobre 2014,
composta dai seguenti magistrati:


 



Maurizio
Graffeo
Anna Luisa Carra
Francesco Albo

- Presidente
- Consigliere
- Primo referendario - relatore


 


******


Visto il R.D. 12 luglio 1934, n.
1214 e successive modificazioni;


vista la legge 14 gennaio 1994, n.
20 e successive modificazioni;


visto
l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;


visto il decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;


visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre
2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);


visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23
dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede
che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a
statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano
compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;


visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto
dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre
2012, n. 213;


vista deliberazione di questa sezione di controllo n. 196/2013/INPR
avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 gli organi di revisione economico-finanziaria
degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione
sul rendiconto di gestione 2012”;


vista
la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana del
19 agosto 2013, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e al Presidente del
Collegio dei revisori la predetta deliberazione di questa Sezione di controllo,
nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione entro trenta
giorni dalla ricezione del questionario, o dall’approvazione del rendiconto, se
successiva;


esaminata la relazione sul rendiconto
2012, compilata dall’Organo di revisione contabile del comune di Isola delle
Femmine (PA), e la successiva documentazione istruttoria;


vista l'ordinanza del Presidente
della Sezione di controllo n. 172/2014/CONTR del 22 settembre 2014 con la quale
la Sezione del controllo è stata convocata per gli adempimenti di cui al
menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000;


viste le controdeduzioni dell’ente;


udito il relatore, Primo referendario
dott. Francesco Albo;


******


L’art. 1, commi 166 e 167, della
legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini
della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della
finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti
locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di
previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio
medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla
Corte.


Al
riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo,
volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e
della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del
procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate
dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le necessarie
misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento
della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e
119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare  quale organo terzo ed imparziale di garanzia
dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta
gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello
Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge
costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012. 


La
giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale
peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi
legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le
sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il
controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello
che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti
consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va
ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da
intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti
enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva
non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma
dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo
all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire
l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e
finanziarie. 


Da
ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto
dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174,
convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro dei
controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di
accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della
mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire
la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi
posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60
giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i
provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli
equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di
competenza.
Quanto al contenuto del controllo è, peraltro,
espressamente stabilito che
ai fini della suddetta verifica le
Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti
locali tengano conto anche delle
partecipazioni in società controllate
e alle quali è affidata la gestione
di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali
all'ente.


Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione,
per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza
degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.


Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte dei
conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi
imposti, inibitori, pro parte,
dell’efficacia dei bilanci da essi approvati”
(cfr. Corte costituzionale,
sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e
indipendente “si giustifica in ragione
dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della
Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)”
onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili
di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali
disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando
conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al
rispetto degli obblighi comunitari”
(cfr. Corte Costituzionale n. 40/2014).


Nel caso in cui, invece, sussistano
squilibri meno rilevanti o irregolarità non così gravi da richiedere l’adozione
della pronuncia di accertamento ex art. 148 bis TUEL, l’esito del controllo
demandato alla Corte può, comunque, comportare eventuali segnalazioni, in
chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7, comma 7 della legge
131/2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle criticità emerse
entro i parametri della sana e corretta gestione finanziaria al fine di
salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto dei necessari
equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia delle
esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tal caso l’ente
interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute ed a porre in essere
interventi idonei per evitare l’insorgenza di situazioni di deficitarietà e di
squilibrio ovvero per addivenire al superamento delle stesse.


******


Dall’esame della predetta relazione, redatta dall’organo di
revisione del Comune  di Isola delle
Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono emerse le seguenti criticità:


1.    tardiva approvazione del
rendiconto 2012 (18/06/2013)  rispetto ai
termini previsti dall’art. 227 del TUEL;


2.    mancata certificazione ed
allineamento contabile dei debiti/crediti con gli organismi partecipati ex art.
6 comma 4 del d.l. 95/2012 e la conseguente mancata predisposizione della nota
informativa. Elevati debiti dell’Ente nei confronti della Società ATO 1 PA
(dalla deliberazione n. 298/2013 risultano pari a € 4.986.963,28) e mancato
riscontro tra le passività potenziali;


3.    debiti fuori bilancio
ancora da riconoscere al 31.12.2012 per € 729.905,17 e già riconosciuti per €
3.300,00;


4.     grave disavanzo di
amministrazione per l’esercizio 2012 pari a € 1.416.846,57;


5.    basso tasso di
realizzazione dei residui attivi del titolo I e III e conseguente sforamento
del parametro di deficitarietà n. 3 (87,99%) e bassa velocità di pagamento
della spesa corrente con conseguente sforamento del parametro di deficitarietà
n. 4 (102,38%);


6. il conseguente perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità,
che dà luogo ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio per
€1.068.861,68, che rappresentano il 21,74% dei primi tre titoli delle entrate.


 


*******


All’adunanza dell’1 ottobre 2014, per l’Amministrazione, che
ha fatto pervenire una memoria oltre i termini assegnati per il contraddittorio
documentale (prot. Cdc n. 7667 dell’1 ottobre 2014), non erano presenti rappresentanti.


Per quanto concerne il primo punto, l’ente non motiva le
cause del ritardo, probabilmente riconducibili allo scioglimento del consiglio
comunale ex art. 143 del Tuel, disposto con DPR 12 novembre 2012.


In riferimento al punto 2, il comune riferisce di non aver
potuto procedere all’allineamento contabile con le società partecipate a causa
di un contenzioso instaurato dalla Commissione straordinaria nei confronti
della società d’ambito per la gestione dei rifiuti, che in primo grado ha avuto
esito favorevole per l’ente.


 Ciononostante, alla data del 31 dicembre 2013,
la società ATO 1 PA vanta un credito nei confronti del comune per euro
5.940.410, a fronte di corrispondenti residui passivi per euro 3.469.956,44.


Pur riconoscendo il meritorio sforzo intrapreso a tutela
dell’ente, il Collegio non può esimersi dal constatare l’emersione di passività per
oltre 1,5 milioni di euro, allo stato sprovviste di copertura finanziaria,

che costituiscono una rilevante incognita per gli equilibri finanziari, anche
futuri, dell’ente, ed impongono l’urgente adozione di tutte le misure
prudenziali utili a mitigarne l’impatto sul bilancio.


A questa situazione si aggiunge la presenza di debiti fuori
bilancio al 31.12.2012 da riconoscere per euro 729.905,17.


La Sezione, nel prendere atto dell’avvenuto riconoscimento
di buona parte di queste passività da parte dalla Commissione straordinaria nel 2013
(euro 511.132,58) ed in parte nel 2014 (euro 49.330.32), non può esimersi dall’esprimere
preoccupazione per gli equilibri di bilancio, in considerazione delle
incognite, ereditate da gestioni precedenti, 
che gravano finanziariamente sull’ente.


Auspica, pertanto, un controllo concomitante e costante
della situazione gestionale, teso alla tempestiva segnalazione delle passività
all’organo consiliare (o, in sua vece, all’organo straordinario), ai fini della
tempestiva riconduzione delle passività al sistema di bilancio.


Parimenti
preoccupante risulta la situazione del disavanzo di amministrazione, pari ad
oltre 1,4 milioni di euro,
anche in questo
caso ereditato da precedenti gestioni, pur dovendosi riconoscere che, a seguito
dell’innalzamento del prelievo fiscale e del contenimento della spesa corrente,
lo stesso si è pressochè dimezzato al 31 dicembre 2013 (-euro 779.222,43), con
prospettive di ulteriore miglioramento per gli esercizi futuri.


  In riferimento al
punto 4, permangono le anomalie gestionali, che  danno luogo al superamento dei valori limite
previsti nei parametri di deficitarietà n. 3 e 4. Tale situazione si protrae
nel 2013, pur con un miglioramento dei valori.


Particolare attenzione, in questo contesto, va posta ai residui
attivi, da contabilizzare con criteri prudenziali, anche in considerazione della
progressiva erosione della liquidità che ne consegue, fronteggiata attraverso
il ricorso a frequenti anticipazioni di tesoreria.


La
scopertura al 31 dicembre 2012, pari ad euro 1.068.861,68 , supera i valori
limite del parametro di deficitarietà n. 9. 


Pur prendendo atto del miglioramento della situazione a
seguito dell’anticipazione di liquidità richiesta ex DL n. 35/2013, in una prospettiva
di medio lungo periodo si rendono comunque necessarie una serie di misure
correttive, che, proseguendo nel percorso intrapreso, tendano all’
efficientamento delle procedure di riscossione, alla contabilizzazione di
tali proventi maggiormente ispirata a criteri prudenziali e ad una riduzione
delle spese entro le reali capacità di bilancio.


  Nel delineato
contesto, risulta inoltre auspicabile un’intensificazione della periodicità
delle verifiche di cui all’art. 193, comma 2, Tuel, sul permanere degli
equilibri della gestione di competenza, di cassa e in conto residui, nel più
generale contesto delle misure funzionali al controllo di cui all’art. 147
quinquies, sui cui effetti questa Sezione sarà chiamata a vigilare.


In merito alle misure correttive, il Collegio rileva che la
quasi totalità dei profili di criticità rilevati sono stati oggetto di
pronuncia di accertamento della Sezione in occasione delle verifiche sul
rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012. A seguito della delibera n.
298/2013/PRSP, la Commissione straordinaria del Comune, con la deliberazione n.
2 del 15/01/2014, ha avviato un percorso di correzione delle disfunzioni
segnalate.


Conclusivamente, la Sezione osserva che, nonostante i significativi
sforzi posti in essere dalla Commissione straordinaria al fine di ricondurre il
quadro gestionale ereditato entro parametri fisiologici, e gli apprezzabili
miglioramenti registrati, permangono, allo stato, motivi di forte preoccupazione
per gli equilibri di bilancio.


P.
Q. M.


    All’esito della verifica sul rendiconto 2012,
accerta la presenza, nei termini evidenziati, dei profili di criticità con
riferimento a tutti i punti elencati in narrativa.


O R D I N A



 


che,
a cura del servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo
di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).


 


D I S P O N E



 


-         
che
l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dal
ricevimento della presente deliberazione, le misure correttive adottate
dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini
della relativa verifica.   


 


Così deliberato in Palermo, nella
camera di consiglio dell’1 ottobre 2014. 


 



                  L'ESTENSORE
 

IL PRESIDENTE

                (Francesco Albo)

(Maurizio Graffeo)


 


 


Depositato
in segreteria il 27 ottobre 2014


      IL FUNZIONARIO RESPONSABILE


                      (Boris Rasura)


 


 




 


 


 


 


                                                                           



 Deliberazione n. 298/2013/PRSP



 



REPUBBLICA
ITALIANA



Corte
dei conti


Sezione di controllo per la Regione siciliana


nell’adunanza del 16 ottobre 2013, composta dai
seguenti magistrati:


 



Maurizio Graffeo
Corrado Borruso
Francesco Albo
 

-
Presidente
-
Consigliere - relatore
-
Primo Referendario
 
 


******


visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;


vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;


visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio
1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n.
200;


visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267 e successive modificazioni (T.U.E.L.);


visto, in particolare, l’art. 148 bis del
T.U.E.L., introdotto dal decreto legge n. 174 del 10 ottobre 2012, convertito
dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012;


visto
l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);


visto,
in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;


vista la deliberazione di questa
Sezione n. 204/2012/INPR del 30 luglio 2012
avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006),
gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in
Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2011 e/o sul bilancio di previsione 2012”;


vista la nota della Sezione di
controllo per la Regione siciliana del 21 agosto 2012,
con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’Organo di revisione
economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine la precitata delibera
n. 204/2012/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro
ritrasmissione, da parte del Collegio dei revisori, entro trenta giorni
dall’approvazione del consuntivo e/o del bilancio di previsione;


      vista
l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 428/2013/CONTR. del 3
ottobre 2013, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno
16 ottobre 2013 per gli adempimenti di cui al
menzionato art. 148 bis del T.U.E.L.;


udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;


******


L’art. 1, commi 166 e 167, della
legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini
della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della
finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli organi di revisione degli enti
locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di
previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio
medesimo, formulato sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla
Corte.


Al riguardo, occorre evidenziare
la peculiare natura di tale forma di controllo, ascrivibile alla categoria del
riesame di legalità e regolarità, in grado di finalizzare il confronto tra
fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive
funzionali a garantire il rispetto complessivo degli equilibri di bilancio.


Questo nuovo modello di
controllo, come ricordato dalla Corte costituzionale nella recente sentenza n.
60/2013, configura, su tutto il territorio nazionale, un sindacato generale ed
obbligatorio sui bilanci preventivi e rendiconti di gestione di ciascun ente
locale, finalizzato a tutelare, nell’ambito del coordinamento di finanza
pubblica, la sana gestione finanziaria del complesso degli enti territoriali,
nonché il rispetto del patto di stabilità interno degli obiettivi di governo
dei conti pubblici concordati in sede europea.


Esso si colloca nell’ambito
materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli
articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei
conti contribuisce ad assicurare, quale organo terzo ed imparziale di garanzia
dell’equilibrio economico finanziario del settore pubblico e della corretta
gestione delle risorse collettiva, in quanto al servizio dello Stato - ordinamento.


Da ultimo, l’art. 148 bis del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dall’art. 3, comma 1,
lettera e), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012, ha inteso rafforzare il
quadro dei controlli e dei presidi della gestione delle risorse finanziarie
pubbliche, nell’ambito di inderogabili istanze unitarie nell’assetto
policentrico della Repubblica.


Nel caso di accertamento, da
parte della Sezione, di squilibri economico finanziari, della mancata copertura
di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità  della gestione finanziaria, o del mancato
rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è previsto,
infatti, l’obbligo per gli enti interessati di adottare, entro sessanta giorni
dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i
provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri
di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di propria
competenza.


Ulteriori forme di tutela degli
equilibri di bilancio sono state previste nel caso do operazioni contabili
prive di copertura o di cui sia accertata l’insostenibilità finanziaria.


Qualora le irregolarità
esaminate dalla Sezione regionale non siano così gravi da rendere necessaria
l’adozione della delibera prevista dall’art. 148 bis, comma 3, del T.U.E.L., la
natura collaborativi del controllo, anche in relazione alla previsione
contenuta nell’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131, suggerisce
di segnalare agli Enti anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di
precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da sintomi di criticità o
da difficoltà gestionali, anche al fine di prevenire l’insorgenza di situazioni
di deficitarietà o di squilibrio, idonee a pregiudicare la sana gestione
finanziaria che deve caratterizzare l’amministrazione di ciascun Ente.


In ogni caso, l’Ente interessato
è tenuto a valutare le segnalazioni che ha ricevuto ed a porre in essere
interventi idonei per addivenire al loro superamento.


******


L’organo di revisione del Comune
di Isola delle Femmine ha trasmesso  la relazione sul rendiconto 2011  e quella sul bilancio di previsione 2012, di cui all’art. 1, commi
166 e 167, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per l’anno 2006).


        
Dall’esame delle predette relazioni e dalla successiva istruttoria sono
emerse le seguenti criticità:


Rendiconto 2011:


1.   notevole ritardo
nell’approvazione del rendiconto 2011 rispetto ai termini di legge (1 ottobre
2012);


2.   volume dei residui attivi
di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai
titoli I e III (con l'esclusione dell'addizionale Irpef) pari a 52,09%  dei valori di accertamento delle entrate dei
medesimi titoli I e III (esclusi i valori dell'addizionale Irpef);


3.   ammontare dei residui
attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65 per cento (pari al
120,28%) (provenienti dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli
accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e
III;


4.   volume dei residui passivi
complessivi provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento (pari a 88,32%)
degli impegni della medesima spesa corrente;


5.   anticipazioni di tesoreria
non rimborsate al 31 dicembre 2011, superiori al 5% della spesa corrente;


6.   presenza di debiti fuori
bilancio non segnalati dai Responsabili dei servizi,  emersi 
in fase di approvazione del Rendiconto di gestione 2012, per €629.000 ai
quali si aggiungono passività potenziali per €2.300.000 e spese per incarichi
legali per €392.000 solo in minima parte impegnati. I debiti riconosciuti
nell’esercizio 2012 ammontano a €3.300;


7.   necessità di verificare il
rispetto del parametro di deficitarietà n. 6, relativo al rapporto della spesa
per il personale sulle entrate correnti, 
la percentuale indicata del 36,69% è impropriamente determinato
rapportando la spesa per il personale depurata delle componenti da escludere
sulle entrate correnti;


8.   irregolare utilizzo dei
capitoli afferenti ai servizi conto terzi e mancato rispetto del principio di
tassatività di cui al principio contabile 2.25 delle “altre spese per servizi
conto terzi” in particolare:


-         
liquidazione borsa di studio,


-         
liquidazione fatture relative al servizio di pulizia dei locali;


-         
spese per pagamento manifestazioni santo patrono;


9.   bassa capacità di riscossione
dei proventi derivanti da proventi da recupero evasione tributaria,


 


 


 



 

Residui al 1 gennaio 2012

Riscossioni al 31/12/2012

% riscossione

ICI

142.253,00

13.188,86

9,27%

TARSU

131.822,79

6.221,88

4,72%

Proventi CdS

2.092.325,52

33.109,18

1,58%


10.   mancato aggiornamento del
conto del patrimonio come previsto dall’art. 230 TUEL;


11.   debiti nei confronti della
Società ATO 1 PA per €4.986.963,28, per i quali non si riscontra in bilancio un
corrispondente importo di residui passivi che ammontano a € 3.094.130,15;


Le criticità di cui ai punti 2, 3, 5, 6, 8, 9 sono stati oggetto di
specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n.
139/2012/PRSP).


Bilancio di Previsione 2012:


1.  
mancata approvazione del programma degli incarichi di collaborazione
previsto dall’art. 42 comma 2 lettera b) del TUEL ;


2.  
equilibri di bilancio garantito dal ricorso a entrate correnti
aventi carattere non ripetitivo e forte squilibrio tra entrate e spese correnti
aventi carattere non ripetitivo;


3.  
bassa capacità di riscossione dei proventi da sanzioni
amministrative pecuniarie per violazione del codice della strada e da recupero
evasione tributaria;


4.  
reiterato ricorso ad anticipazioni di tesoreria; al 31/12/2012 le
anticipazioni inestinte ammontano a €1.068.861,88;


5.  
mancato rispetto del limite di spesa per il personale di cui
all’art. 1 comma 557 della legge 296/2006;


Le criticità di cui ai punti 3, 4 e 5 sono stati oggetto di
specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n.
139/2012/PRSP).


   *******


All’
adunanza pubblica del 16 ottobre 2013, per
l’Amministrazione, che non ha depositato memorie, sono presenti  il Segretario generale, D.ssa Sonia Acquado,
ed il Responsabile dei Servizi finanziari, Dr. Ignazio Tabone,  i quali hanno inteso solo riferire che  il rapporto tra le spese per il personale e
quelle correnti è stato determinato dal pagamento di una notevole somma
arretrata corrisposta ad un dipendente, consegnando, nella circostanza, uno
specchio riepilogativo.


******


Alla luce di quanto sopra, il
Collegio ritiene che permangano  tutte le
criticità evidenziate nei punti sopra indicati.


                                             P. Q. M.


All’esito della verifica sul rendiconto 2011 e sul
bilancio di previsione 2012 accerta, per quel che riguarda:


- il rendiconto 2011, il permanere delle criticità 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 8, 10 e 11;


- il bilancio di previsione 2012, il permanere delle criticità  1, 2, 3, 4 e 5.


O R D I N A



che, a cura del Servizio di supporto della
Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata alla
Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle
Femmine (PA) per le necessarie misure correttive


D I S P O N E


che l’Ente trasmetta a questa Sezione di
controllo le misure correttive adottate dalla Commissione straordinaria entro i
termini  di cui all’art. 148 bis, comma
3, del T.U.E.L., ai fini della relativa verifica.


 



         
           L'ESTENSORE

IL
PRESIDENTE

                 (Corrado Borruso)

(Maurizio Graffeo)


 


Depositato in Segreteria il 22
ottobre 2013


                    Per IL DIRIGENTE


                   (Gabriella Vincenti)


 




 


A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA
PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE


 
 
 
ISOLA DELLE FEMMINE REENDICONTO 2012 CORTE DEI CONTI Deliberazione n. 174.2014.PRSP E DELIBERA 128 2013 rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012