Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo


mercoledì, settembre 30, 2015

Isola Pulita: Choc inquinamento a Taranto «Sterile una coppia su quattro e danni per tre generazioni»

Choc inquinamento a Taranto «Sterile una coppia su quattro e danni per tre generazioni»  


TARANTO – Una coppia su quattro a Taranto è sterile: i dati sull'aumento dell’infertilità sono l’ultima circostanza che viene addebitata dagli esperti all’inquinamento prodotto nell’area a ridosso dell’Ilva. L’ennesimo allarme sui rischi per la salute collegati all’insediamento siderurgico arriva da un convegno organizzato dagli Ordini dei medici e degli odontoiatri di Taranto e Brindisi nella città dei due mari.



Oltre al dato sull'infertilità di coppia, dalla stessa ricerca è emerso anche che il 26% delle donne è in menopausa precoce. «I dati sugli effetti dannosi dell’inquinamento che incidono sull'infertilità sono allarmanti. Urge istituire un osservatorio epidemiologico», ha detto la ginecologa Raffaella Depalo, dell’Unità di Fisiopatologia Riproduzione Umana del Policlinico di Bari.




«In uno studio che abbiamo presentato l’anno scorso al congresso della Società europea di embriologia – ha aggiunto la dottoressa Depalo – abbiamo evidenziato nelle donne, e in particolare nelle cellule della granulosa che sostengono l’ovulo nella crescita e lo portano nella maturità, delle alterazioni nella catena di espressione dei recettori per gli estrogeni, sostanze che sostengono la crescita follicolare e la maturazione ovocitaria».




Ma il grido di allarme degli esperti non si esaurisce qui: «Anche se l’Ilva dovesse spegnersi in questo momento – ha sottolineato Agostino Di Ciaula, presidente della sezione pugliese dell’Associazione internazionale Medici per l’ambiente nel corso del convegno 'Salute, Ambiente, Lavoro nella città dell’acciaiò – i tarantini continueranno a pagare conseguenze sanitarie almeno per le prossime tre generazioni, per cui è urgente chiudere i rubinetti dell’inquinamento prima di pensare a qualsiasi altra cosa».




«L'area a caldo – ha proseguito Di Ciaula – continuerà a produrre una quantità impressionante di inquinanti nonostante le prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale».




Per il presidente dell’Ordine dei medici di Taranto Cosimo Nume «il primo modo per risolvere il problema è affrontarlo, conoscerlo, e cercare le soluzioni. Non siamo qui – ha aggiunto - per fare allarmismo, ma ci dobbiamo muovere. Sono a confronto tutti i medici d’Italia perchè Taranto, attraverso la conoscenza seria e rispettosa delle regole della scienza, arrivi a non subire oltre l’insulto di malattie gravi».




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Ambiente e Territorio
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Oggetto: OSSERVAZIONI  –  Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata       Ambientale della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine




Con riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito dell’A.R.T.A. dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia per cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater, d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “     (vedi allegati 1 e 2  )   
il Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:

1.   Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio 2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing. Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing. Sansone alla Italcementi.
      Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone l’incarico di responsabile del Servizio.
       E’ persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota.
      Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento specifico.
      A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il dirigente generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero ignorare, per manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una nomina del tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.
      Ma c’è anche di più.
      Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
      Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche della struttura né motivi che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il mancato rinnovo del contratto, e non vi sia una valutazione negativa dell’operato del dirigente, allo stesso deve essere garantita la stipula di un nuovo contratto individuale senza soluzione di continuità per l’azione amministrativa e gestionale entro e non oltre i successivi trenta giorni”.
      Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing. Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
   
2.   Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a far eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.
      a) L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e prescrizioni autorizzative”.
      L’art 7 precisava che “L’Autorizzazione Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto…”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie prime”, i “Limiti alle emissioni”, le “Prescrizioni relative all’impianto”, le “Prescrizioni relative ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici “, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)”. Veniva fatto obbligo all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione alla conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del cemento…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i seguenti interventi” [quelli sopra specificati].
      Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di  adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
      b) Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36 mesi e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento”.
      Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi, il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione.   

      Da allora ad oggi, cioè a distanza complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione.

      Questo Comitato, pertanto, nel sottolineare l’inspiegabile comportamento degli enti deputati al controllo di attuazione del DRS n. 693, fa presente che mancano del tutto i presupposti per procedere al rinnovo di una autorizzazione da considerarsi, in primis, di per sé inesistente e, eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.

       Alla luce delle superiori considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria un’autorizzazione ex novo.
          
         Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE
           GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com
           SITO:
           http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/



All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente

Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente  .

Al Servizio 1
        Dipartimento Ambiente   

p.c.
Al Presidente della Regione

Alla Procura della Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it   


Oggetto:VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


Il sottoscritto, Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione dell’autorizzazione in oggetto, fa presente quanto segue:

  • il giorno 22 luglio 2014 il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo” A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel periodo 2009-2013;
  • il giorno 8 agosto 2014 sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di rinnovo AIA per Cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.);
  • il giorno 2 settembre 2014 questo Comitato inviava al Servizio 1 (per conoscenza anche a  numerosi altri indirizzi istituzionali, nonché al Comando CC del NOE ed alla Procura della Repubblica di Palermo) le proprie osservazioni, corredate da numerosi allegati, cui si rimanda integralmente, dove ribadiva, con ulteriori dettagli, le problematiche già sollevate nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato sul procedimento a questo Comitato;
  • il giorno 04/03/2015, a seguito di richiesta di accesso agli atti del 04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014 (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui, inspiegabilmente, non era stato invitato questo Comitato e ciò nonostante che la predetta convocazione facesse esplicito riferimento alle proprie osservazioni formulate nell’incontro del 22 luglio (“in riscontro alle richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal dott. Gioacchino Genchi n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino di Isola Pulita”);

Il Comitato, giusto alla luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei confronti del D.R.S. 693/08 e sugli atti consequenziali connessi,  ritiene che la  mancata convocazione al Tavolo tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della cittadinanza;

Il Comitato, pertanto, avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20 novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del procedimento appaiono già superati.
 
Il Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. 

          Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

n.b. si allega: Osservazioni a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita rinnovo A.I.A. Italcementi Inviate con posta certificata il giorno 2 settembre 2014


Isola delle Femmine 7 aprile 2015 


Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente

Al Servizio 1
        Dipartimento Ambiente    

All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente

p.c.                                                         Al Presidente della Regione

Alla Procura della Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it    



Oggetto: VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


In riferimento al rapporto del Servizio 1 VIA-VAS n. 19382 del 24 aprile u.s., di pari oggetto, trasmesso dal DG del Dipartimento Ambiente, con nota n. 21908 dell’11 maggio u.s., questo Comitato rileva quanto segue :

  • si premette, innanzitutto, che i 180 giorni per la conclusione del procedimento A.I.A dell’Italcementi del Comune di Isola delle Femmine, avviato il 22 luglio 2014, sono scaduti da oltre 120 giorni, senza che all’orizzonte sembra  intravedersene soluzione. Ciò comporta che l’Italcementi, per i ritardi che codesta Amministrazione ha già accumulato e continua ad accumulare, opera da svariati mesi in una sorta di proroga informale della precedente autorizzazione, per di più di un’autorizzazione sulla cui legittimità questo Comitato ha sollevato da anni pesanti riserve. Come è noto dagli atti di codesto Dipartimento, il firmatario, ing. Vincenzo Sansone, aveva l’incarico di responsabile del Servizio VIA-VAS ed il relativo contratto di lavoro scaduti da oltre 7 mesi, pertanto non era titolato a rilasciare l’autorizzazione; sarebbe poi stato rinominato nel dicembre successivo, cioè dopo 4 mesi dalla firma, con una nomina, in presunta sanatoria, fino al giorno precedente, perché il giorno successivo veniva nominato in un altro Servizio del Dipartimento; su tale incredibile pateracchio amministrativo questo Comitato ha già prodotto la relativa documentazione. E’ opportuno ricordare anche che il responsabile del procedimento di quell’A.I.A. era l’arch. Gianfranco Cannova, assurto alle cronache giudiziarie per vicende giudiziarie legate ad autorizzazioni similari del Servizio VIA-VAS, il quale appare strano che non potesse non avere conoscenza della anomala posizione del suo “capo Servizio”. Di tali singolari fattispecie il rapporto del Servizio 1 non fa il minimo cenno;
  • appaiono incomprensibili le giustificazioni addotte sulla mancata convocazione del 20 novembre  di questo Comitato riguardo a quello che il Servizio 1 definisce per un verso “tavolo tecnico” e per altro verso un “mero incontro informativo/consultivo”, il cui tema di discussione era proprio una delle obiezioni più critiche sollevate da questo Comitato, cioè “le mancate verifiche circa l’ottemperanza o meno alle prescrizioni dettate dal D.R.S. n. 693/08”. Il Servizio 1 si è arrogato la responsabilità, non prevista da alcuna legge, di escludere da una riunione, parte integrante del procedimento unico dell’A.I.A., un soggetto titolato alla partecipazione quale il Comitato, le cui osservazioni erano e restano di carattere tecnico forse ancor più che di ordine amministrativo. Appare persino superfluo ricordare che le norme sul procedimento amministrativo prevedono espressamente con l’istituto delle conferenze dei servizi la partecipazione dei soggetti abilitati e non già tavoli o incontri paralleli ed extra da cui possano arbitrariamente essere inclusi alcuni ed esclusi altri; nel rapporto del Servizio 1, a mo’ di giustificazione, invece, si arriva addirittura ad affermare che il c.d. incontro “esula dagli scopi dello stesso (procedimento”) ! 
  • riguardo le centraline di monitoraggio, che erano una delle tante prescrizioni previste nel citato D.R.S. 693/08 e che sembrerebbero diventate ad oggi l’unico argomento di discussione, questo Comitato richiama ancora una volta alla memoria che esse avrebbero dovuto entrare in funzione entro il mese di luglio del 2010, mentre a distanza di quasi 5 anni (oltre 1760 giorni) non sono ancora attive e se ne sta seraficamente a disquisire. Ciò ha comportato e continua a comportare il mancato monitoraggio in continuo delle immissioni degli inquinanti dell’Italcementi, vale a dire il mancato controllo del loro potenziale impatto sulla salute della popolazione di Isola e dei Comuni del circondario, fattispecie, questa, che il Comitato ritiene di assoluta gravità e responsabilità per i soggetti istituzionali che non hanno operato come dovuto. Anche di questi aspetti il rapporto del Servizio 1 non fa il minimo cenno;    
  • infine, ferme restando tutte le osservazioni e riserve formulate in precedenza riguardo all’ottemperanza o meno delle prescrizioni dettate dal D.R.S. 693/08, questo Comitato, giusto in riferimento al c.d. “tavolo tecnico”, chiede al Servizio 1 di voler comunicare quanti controlli senza preavviso, finalizzati al campionamento ed alla determinazione analitica degli inquinanti sulle emissioni convogliate e diffuse dell’Italcementi (con i relativi referti), gli risultano effettuati direttamente dall’ARPA nel periodo 2009-2015, poco importando gli autocontrolli programmati dall’Italcementi cui ha eventualmente presenziato l’Agenzia.

Il Comitato ribadisce, pertanto, che la  mancata convocazione al tavolo tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della cittadinanza.

Conferma altresì che detta riunione debba ritenersi nulla come ogni eventuale altro atto sequenziale,  torna a sollecitarne la sua tempestiva riconvocazione e, stante che i termini di chiusura del procedimento sono già stati superati da oltre 4 mesi, chiede i motivi per cui non è stata finora applicata la procedura dell’intervento sostitutivo, gerarchicamente superiore, come espressamente previsto dalla normativa vigente (art. 2, commi 9, 9bis, 9ter, L. 241/90), potendosi configurare la duplice ipotesi di responsabilità sia per la violazione della normativa suddetta sia per l’improprio vantaggio che viene a determinarsi per l’Italcementi che continua ad usufruire dell’autorizzazione scaduta e delle prescrizioni inottemperate.
 
Il Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di chiedere l’intervento dell’Autorità Giudiziaria. 

          Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

Isola delle Femmine 30 maggio 2015


n.b. la presente annulla e sostituisce la precedente pec inviata il 29 maggio 2015 alle ore 15,53 da questo medesimo indirizzo  


Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica
autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida
redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a
ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata
di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove
necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni,
scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.
d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.
Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.



Recapito:  isolapulita@gmail.com
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13

90040 Isola delle Femmine


CIRCOLARE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA DURATA PROCEDIMENTO CONCESSIONE AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE 




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